|
Home Su
| |
VICENZA IN
PILLOLE
DATI
Capoluogo della omonima provincia veneta, comune di 80,46 km2
con 107.100 abitanti, a 39 metri sul livello del mare. Nella foto a lato il
parco Querini.
L'abitato si estende su entrambe le
sponde del fiume Bacchiglione. Nel centro storico è tuttora possibile rilevare
la regolare struttura della città romana impostata sul decumanus maximus
percorso dalla via Postumia, il cui tracciato è seguito attualmente dal
corso Palladio, e sul cardo maximus, costituito dalle attuali contrà
Porti e del Monte.
Sotto
l'incubo delle invasioni degli Ungari, nel sec. X fu elevata una prima cinta di
mura dal perimetro ellittico, che si sviluppava per lunghi
tratti su possenti argini artificiali, chiamati localmente mottoni, nomi
rimasti tuttora nella toponomastica vicentina. In età comunale l'abitato ebbe
una notevole espansione edilizia al di fuori della cinta muraria, specialmente
sulle due sponde del Bacchiglione e ai piedi del monte Berico, dove alla fine
del sec. VI si erano stanziati i Longobardi dando origine al Borgo Berga. Così
nella seconda metà del sec. XIV, sotto gli Scaligeri, fu edificata una nuova,
molto più vasta, cerchia di mura, che racchiudeva anche i borghi periferici di
Porta Nuova e di San Pietro. per ssecoli la città non ebbe ulteriori
ampliamenti degni di nota e bisogna giungere fino al sec. XX per assistere a una
nuova fase di espansione edilizia, che si intensificò dopo la II guerra
mondiale.
STORIA
Fondata
quasi certamente dai Veneti, dopo la guerra sociale ottenne da Roma il diritto
latino (89 a.C.); fu dichiarata municipio da Cesare nel 49 a.C. Con i
Longobardi fu ducato e con i Franchi comitato dipendente dalla marca del Friuli,
poi da quella di Verona (sec. X). I vescovi, favoriti dalla politica degli
Ottoni (sec. X), sopraffecero l'autorità dei conti, fino a quando i cittadini,
ribellandosi al vescovo Tarengo, conquistarono l'autonomia comunale (1100,
circa). Fu tra le città che organizzarono la Lega Veronese contro Federico
Barbarossa (1164). Conobbe le lotte tra
guelfi e ghibellini e le guerre e le guerre con i comuni vicini, in particolare
Padova. Subì il dominio di Ezzelio lll da Romano (1236-59); poi da quello da
Padova (1266) passò a quello di Verona (1311), dei Visconti (1387), di Venezia
(1404), a cui rimase fino alla Pacedi Campoformio (1797). Dopo le vicende
Napoleoniche, il Congresso di Vienna la incluse nel Lombardo-Veneto (1815). Nel
1848 si distinse durante la I guerra d'indipendenza; fu liberata nel 1866. Sede
di un comando tedesco, fu duramente bombardata durante la II guerra mondiale.
DA
VEDERE Scarsi sono i resti archeologici (due ponti romani,
il foro, avanzi di edifici privati, tutti di età imperiale). Del periodo
medievale il monumento più antico è la chiesa di S. Felice, ricostruita
nei sec. X-XII su fondazioni paleocristiane; l'interno, a tre navate, conserva
notevoli mosaici pavimentali dei sec. IV-V. Più numerose le testimonianze del
periodo gotico, tra cui la chiesa di S. Corona (iniziata nel 1261 e terminata
nel sec. XV), che conserva insigni opere d'arte (il Battesimo di Cristo
di Giovanni Bellini e l'Adorazione dei Magi del Veronese), e le chiese di
S. Maria dei Servi (1407) e di S. Lorenzo (1280-1334). Il duomo fu costruito fra
il sec. XIV e il XIV, in forme tardo-gotiche, con abside e cupola
rinascimentali. Numerosi gli
edifici del sec. XV: nella prima metà del secolo prevale l'architettura
gotico-veneziana, di cui sono esempi i palazzi Da Schio, Porto-Breganze, le case
Zen, Pigafetta e altre; successivamente dominò l'influsso rinascimentale, di
derivazione emiliana o lombarda, con i palazzi Angaran, Negri-De Salve, Thiene
(foto a destra, la facciata posteriore fu eretta dal Palladio), il palazzo
vescovile, con la loggia opera di Bernardino da Milano (1494). Tuttavia la
massima caratteristica architettonica e quattrocentesco, e la bella Loggia del
Capitaniato. Altri capolavori palladiani sono il palazzo Chiericati,
(foto a sinistra) di solenne e classica bellezza, e i palazzi Iseppo da Porto e
Valmarana, oltre al già citato palazzo Thiene. Celebre realizzazione del
Palladio è infine il Teatro Olimpico (foto in alto a sinistra
l'interno), compiuto dallo Scamozzi, ispirato ai teatri dell'antichità. Dello stesso
Scamozzi è il palazzo del Comune, già palazzo Trissino. I numerosi palazzi
settecenteschi che caratterizzano l'aspetto urbanistico di Vicenza (Vecchia-Romanelli,
Cardellina, Pagello-Beltrame, ecc.) sono ispirati alla tradizione palladiana,
che restò viva anche nell'Ottocento.
Nel palazzo Chiericati ha sede il
Museo Civico che, oltre a raccolte archeologiche, conserva interessanti
opere di pittura veneta (B. Montagna, G. Buonconsiglio, Veronese, G. B. Tiepolo)
ed europea (Memling, Van Dyck). Nei dintorni di Vicenza sorge la Basilica di
monte Berico, oratorio gotico ampliato in forme barocche nel 1688-1703. Vi si
conservano tra le altre opere, una Pietà di B. Montagna e la Cena di
S. Gregorio Magno di P. Veronese. Notevoli nei dintorni anche la Villa
Valmarana (1668), con palazzina e foresteria ornata da affreschi del Tiepolo, e
la Rotonda (foto a destra), uno dei capolavori del Palladio (terminata
dallo Scamozzi), a pianta quadrata con cupola.
La Biblioteca Comunale Bertoliana,
fondata nel 1702 e aperta al pubblico nel 1708, conta oggi circa 400.000 volumi;
i suoi notevoli fondi antichi vantano circa 400 manoscritti e circa 1.000
incunaboli.
|