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VENEZIA IN
PILLOLE
DATI
Comune capoluogo dell'omonima provincia di 457,47 km2 con 308.700
abitanti a 1 metro sul livello del mare nel cuore della Laguna Veneta su un
complesso irregolare di isole e isolette, separate tra loro da una fitta rete di
canali.
Il comune comprende
anche le isole o i gruppi insulari di Murano, Burano, Mazzorbo, Torcello, Sant'Erasmo,
Vignole, la Certosa, San Servolo, San Clemente, Sacca-Sessola e altre nella
Laguna; le lunghe strette isole del Litorale di Lido e del Litorale di
Pallestrina, che separano la laguna dal mare aperto e ospitano i centri balneari
e residenziali di Lido, Malamocco, Alberoni, San Pietro in Volta e Pallestrina.
Si estende anche sulla terraferma, dove sorgono i grossi agglomerati urbani di
Mestre e di Marghera, altri centri minori e i vasti impianti portuali e
industriali di Porto Marghera.
STORIA
L'intenso popolamento
e la progressiva organizzazione e strutturazione cittadina delle isole lagunari
risalgono ai Longobardi (568), che provocarono un esodo massiccio da Aquileia,
Padova e altre città verso Malamocco, Rialto, Grado, sotto la protezione dei
Bizantini. Un magistrato bizantino governò le isole con residenza prima
ad Eraclea, poi a Malamocco: solo nel 726 appare un doge indigeno, Orso; ma sia
questi sia i suoi successori rimasero alle strette dipendenze dell'esarca fino
al 751. Venezia acquistò allora una larga autonomia, ma non cessò di
riconoscere la sovranità di Bisanzio e di coltivarne un vantaggioso
protettorato per i viaggi di mare. Nel confronto fra l'Impero carolingio e
quello bizantino, Venezia si schierò con quest'ultimo, resistette agli attacchi
franchi (803 e 810) e alla composizione del conflitto e alla definizione dei
confini tra i due imperi restò a quello d'Oriente (814), quasi un ponte tra due
mondi. In questo periodo il centro politico di Venezia si spostò a Rialto e
qui, dopo la traslazione delle reliquie di San Marco e la costruzione della
basilica, ebbe anche il suo centro religioso. Nei sec. IX e X, con la crescita
della città, il legame ... >> >> >> continua
DA VEDERE
Centro della vita cittadina e massimo complesso urbanistico ed architettonico di
Venezia è piazza San Marco, che trae nome dalla basilica sorta nel sec. IX e
dedicata al santo omonimo. La basilica (foto a destra), che costituisce
il più alto esempio di arte veneto-bizantina, in cui si fondono anche stili
successivi (romanico, gotico e rinascimentale), fu ricostruita nel sec. XI sul
modello della chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli (ora distrutta). A
croce greca, con cinque cupole, è preceduta da un atrio che circonda tutta la
parte occidentale; nel sec. XIII le cupole vennero arricchite di splendenti
decorazioni. La facciata, dal coronamento gotico ricco di pinnacoli e cuspidi
(sec. XV), è spartita orizzontalmente da una terrazza con balconata; nella
parte inferiore sono cinque profonde arcate in fondo alle quali si aprono
altrettanti portali, con notevoli rilievi scultorei di gusto bizantino; sulla
terrazza sono collocati i celebri quattro cavalli in rame dorato portati da
Costantinopoli, ritenuti opera ellenistica (sec. III a.C.). Anche i fianchi
della basilica sono ornati da preziosi rilievi e sculture, tra cui, sul lato
meridionale, il gruppo in porfido dei Tetrarchi (sec. IV). L'atrio,
diviso in campate da archi acuti, è sormontato da cupolette rivestite da
splendenti mosaici di gusto veneto-bizantino (1220-50) con storie del Vecchio
Testamento. Le cupole, la parte alta delle pareti, i sottarchi delle navate sono
interamente ricoperti di mosaici, in larga parte dei sec. XII-XIII, che
costituiscono una significativa sintesi dell'iconografia bizantina. Il
presbiterio, rialzato, è sormontato dall'altare, ornato ... >> >>
>> continua
MUSEI
Le Gallerie dell'Accademia costituiscono una splendida raccolta di pittura
veneta dal sec. XIV al XVIII. Fra le opere più importanti sono varie Madonne
di Giovanni Bellini, il ciclo della Leggenda di S. Orsola di V.
Carpaccio, dipinti di Mantegna, di Piero della Francesca, Giorgione (La
Tempesta), Tiziano, Veronese, Tintoretto (Miracoli di S. Marco);
inoltre di Paolo Veneziano, Iacobello
del Fiore, Cima da Conegliano, Cosmè Tura, P. Bordone, Palma il Vecchio,
Lorenzo Lotto, Giovan Battista Tiepolo, ecc. Molto significativa anche la
pinacoteca della Fondazione Querini-Stampalia, con opere di Catarino Veneziano,
Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, A. Schiavone, Tiepolo (nella foto a
sinistra "Fuga in Egitto"), Longhi, ecc. Il Museo Correr
conserva importanti opere di Bellini, Carpaccio, Cosmè Tura, Lorenzo Lotto,
Antonello da Messina oltre a bronzetti, mobili, ceramiche dal sec. XIV al
XVIII. Il Museo Archeologico vanta notevoli sculture greche e romane e altro
materiale, soprattutto di età ellenistica. La Fondazione P. Guggenheim,
interessante raccolta di arte contemporanea, soprattutto delle cosiddette avanguardie
storiche della prima metà del Novecento.
Una nota a parte per
l'Archivio di Stato, uno dei maggiori d'Italia e in assoluto del mondo per
l'importanza delle sue fonti storiche. Le due sezioni fondamentali sono quella
degli archivi antichi dello Stato (fino al 1797) e quella degli archivi moderni,
dal governo democratico (1797-98) in poi.
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