Home ] Meteo ] Oroscopo ] In Giardino ] In Cucina ] In Viaggio ] Pubblicità ] 


 

Home
Su


PADOVA IN PILLOLE

DATI  Comune capoluogo dell'omonima provincia di 92,85 km2 con 218.200 abitanti a 12 metri sul livello del mare.

In età comunale l'abitato, la cui estensione non superava l'area di 1 km2, fu racchiusa entro una prima cinta muraria (1195-1210), ma successivamente si estese assumendo una planimetria irregolare imposta dai corsi d'acqua e dagli alvei abbandonati del Brenta e del Bacchiglione.

STORIA  La leggenda vuole che Padova sia stata fondata dal troiano Antenore nel 1184 a.C.: in effetti nel nucleo più antico della città sono stati rinvenuti reperti archeologici risalenti al sec. X a.C. e costruzioni paleovenete. Nel 302 a.C. è documentata la fortunata resistenza opposta da un esercito patavino alle scorrerie di Cleonimo, re di Sparta. Alleatasi con Roma nella guerra contro i Galli Boi e Insubri (225-222 a.C.) e poi nella seconda guerra punica, nel 49 a.C. fu eretta a municipio. Padova divenne allora una delle città più ricche (sopratutto in virtù delle sue manifatture di tessuti) e più popolose dell'Impero. Invasa nel sec. V d.C. dai barbari di Alarico, di Radagaiso e di Attila, nel 601 fu quasi completamente distrutta dal longobardo Agilulfo e la popolazione cercò rifugio nelle zone lagunari e a Monselice. Conquistata dai Franchi alla fine del sec. VIII e poi retta dai conti istituiti dagli Ottoni, sotto il governo dei vescovi e malgrado avesse dovuto subire l'invasione degli Ungari, Padova cominciò a rifiorire. Nel sec. XII la città si organizzò in libero comune e lottò contro Federico Barbarossa di cui cacciò il vicario e contro cui partecipò alla Lega Veronese (1164) e Lombarda (1167). Governata da un podestà dal 1175, nel 1222 divenne sede universitaria; nel 1226 partecipò alla seconda Lega Lombarda contro Federico II, ma nel 1237 fu conquistata da Ezzelino III da Romano che due anni dopo costrinse i padovani ad accogliere l'imperatore. Ezzelino fu cacciato da Padova nel 1256 dai guelfi "collegati" da papa Alessandro IV; nel 1318 il territorio padovano, che includeva Vicenza, Feltre, Bassano, Rovigo, fu conquistato dai da Carrara. Sotto Francesco il Vecchio (1371) Padova fu sconfitta una prima volta dai Veneziani e si alleò con i Genovesi; indebolita dall'occupazione viscontea (1388-90), la città fu riconquistata dai Veneziani nel 1405: Francesco il Giovane da Carrara e il figlio furono uccisi. Durante la Lega di Cambrai, nel 1509 la nobiltà padovana, ostile a Venezia, aprì le porte della città agli imperiali di Massimiliano I; i Veneziani però, con l'aiuto del popolo e guidati da Andrea Gritti, li cacciarono. Alla caduta della Repubblica di Venezia, anche Padova fu invasa dai Francesi e ceduta all'Austria con il Trattato di Campoformio. L'università padovana fu al centro delle insurrezioni del 1848 e il 22 ottobre 1866 un plebiscito sancì l'unanime adesione del popolo al Regno d'Italia. Al termine della prima guerra mondiale nei pressi di Padova (Villa Giusti) fu firmato l'Armistizio con l'Austria (3 novembre 1918). Attiva fu la partecipazione degli studenti padovani alla Resistenza, chiamati alla lotta dal rettore dell'Università.

DA VEDERE  La città romana aveva la consueta pianta ortogonale con cardine e decumano; il foro era probabilmente presso l'attuale duomo. Restano avanzi dell'anfiteatro ai Giardini Pubblici, mentre il teatro è stato identificato al Prato della Valle; più notevoli i resti di edifici romani del porto fluviale e di alcuni ponti su un ramo del Brenta (Medoacus). Numerosi i mosaici di case private e le stele funerarie, sia venete sia romane, ora raccolte nel locale Museo Archeologico insiieme a bronzi e ceramiche delle necropoli paleovenete. Poco rimane del più antico periodo medioevale (Sacello bizantino annesso alla basilica di Santa Giustina), mentre ben più ricche sono le vestigia di  età comunale, tra cui il Palazzo della Ragione (1215-19), sopraelevato nel 1306 da Fra' Giovanni degli Eremitani che necostruì l'ardito tetto a carena e parte del palazzo degli Anziani (1285). Alla fine del sec. XIII risalgono anche la basilica di Santa Giustina (foto a sinistra), rifatta però nel sec. XVI, ricca di affreschi e quadri che costituiscono una vera e propria galleria della pittura veneta dal sec. XVI al sec. XVIII (dipinti di Veronese, Palma il Giovane, S. Ricci, A. Balestra, G. Diziani, Luca Giordano); il duomo, anch'esso ricostruito nel Cinquecento, che conserva opere dei Dalle Masegne, di Giandomenico Tiepolo, G. Forabosco, ecc. e un notevole tesoro di oggetti medievali; il battistero, già esistente nel 1171 e ricostruito nel 1260, interamente affrescato da Giusto de Menabuoi. Il maggior complesso monumentale è però quello costituito dalla piazza del Santo, con la famosa basilica di Sant'Antonio (foto in alto a destra), davanti alla quale si erge lo splendido monumento bronzeo del Gattamelata eseguito da Donatello (1453). La basilica, grandioso edificio romanico-gotico (sec. XII-XIV) con otto caratteristiche cupole (sette emisferiche, di tipo bizantino, una a tronco di cono) che le danno un aspetto orientale, conserva all'interno oltre a un altare con statue e rilievi di  Donatello, importanti affreschi di Giusto de' Menabuoi, Altichiero, Jacopo Avanzo (i due ultimi affrescarono anche il vicino Oratorio di San Giorgio) e rilievi di P. e T. Lombardo e I. Sansovino. Di forme romanico-gotiche sono anche la celebre Cappella degli Scrovegni (Nella foto a sinistra l'interno 1305), interamente affrescata da Giotto e aiuti, in cui si conserva anche una Madonna col Bambino (foto a destra) di Giovanni Pisano, e la chiesa degli Eremitani (1276-1306), in cui si trova la Cappella Ovetari con affreschi di Mantegna, solo in parte ricomposti dopo i gravi danni subiti nella seconda guerra mondiale. Dell'attività architettonica dei secoli successivi si ricordano la sede dell'Università (fine sec. XV); il Monte di Pietà (1530) e l'Arco dell'Orologio (1532) di G. M. Falconetto; San Gaetano (1586) e Palazzo Pesaro (circa 1590) di V. Scamozzi; la sistemazione della piazza detta Prato della Valle (1775), il caffè Pedrocchi (foto in basso a destra - 1826-31) di G. Jappelli. La pinacoteca Civica raccoglie numerose opere della pittura veneta; l'annesso Museo Bottacin conserva miniature, dipinti, mobili, argenterie, porcellane, mentre la Raccolta Numismatica possiede tra l'altro rarissime medaglie rinascimentali.

UNIVERSITA'  L'Università di Padova è stata fondata nel 1222 in seguito all'esodo, per ragioni politiche, di maestri e scolari da Bologna, ed è la più antica d'Italia dopo quella di Bologna. Raggiunse l'apogeo nei sec. XV e XVI (vi insegnarono fra gli altri Sant'Alberto Magno, Marsilio da Padova, Galileo Galilei, G. Falloppio, Giovan Battista Morgagni). Originariamente era divisa in università dei giuristi (legge e notariato) e degli artisti (medicina, filosofia, grammatica e, più tardi, teologia). Le varie sezioni, dislocate in vari punti della città, furono raccolte nel 1493 in un unico edificio costruito in parte sul preesistente Albergo del Bo (da cui il nome dialettale che l'Università conserva tuttora). Dall'Università di Padova dipendono la Stazione Idrologica di Chioggia, la Scuola di Economia Montana delle Venezie di San Vito di Cadore e l'Osservatorio Astronomico di Asiago.

BIBLIOTECHE  La Biblioteca Antoniana, annessa alla basilica del Santo, fu fondata nella prima metà del sec. XIII; conta 85.000 volumi, 830 manoscritti, il più antico del sec. VIII. La Biblioteca  Capitolare, fondata alla fine del sec. XII, con la raccolta Zeno del sec. XV, è ricca di preziosi manoscritti liturgici miniati. La Biblioteca Civica, fondata nel 1839, aperta al pubblico nel 1857, annessa al Museo, comprende oltre 400.000 volumi e circa 5.500 manoscritti. La Biblioteca del Museo Nazionale di Santa Giustina, le cui origini sono anteriori al sec. X, fu fiorente tra il sec. XIV e il XVII; spogliata dai Francesi nel 1797, avocata al Regio Demanio nel 1806, è ora dedicata a opere moderne di argomento sacro. La Biblioteca del Seminario Arcivescovile, fondata nel 1671 dal cardinale Barbarigo, possiede circa 210.000 volumi e 1.120 manoscritti. La Biblioteca Universitaria, la più antica fra università italiane, ideata dal milanese Felice Osio, lettore di umanità greca e latina, fu fondata nel 1629 dal governo veneziano con il nucleo iniziale della libreria dei Selvatico. Raccoglie attualmente 340.000 volumi, 191.000 opuscoli, 1.640 incunaboli, 7.159 cinquecentine, 2.872 manoscritti tra cui alcuni preziosissimi, come i più antichi (sec. VI), o come quelli postillati da Petrarca, o come gli autografi di Sanudo.