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IL TRENTINO ALTO ADIGE IN PILLOLE

 

Per conoscere tutto di una zona del Trentino Alto Adige, scegline una dall'elenco di sinistra.

DATI  Estensione: 13.607 km2; abitanti: 886.914; province: Trento, Bolzano; capoluogo: Trento.

Il suo nome è formato da quello del territorio legato storicamente all'antica città di Trento, il Trentino, e da quello di Alto Adige, accolto dopo la II Guerra mondiale in sostituzione della voce tedesca, geograficamente e storicamente impropria, di Südtirol (= Tirolo meridionale). Fino alla fine del conflitto la regione si chiamava ufficialmente Venezia Tridentina.

STORIA  Occupato dai Romani tra il sec. II e I a.C., aggregato da Augusto nel 14 a.C. alla X Regio Venetia, seguì le vicende del resto d'Italia passando agli Eruli, agli Ostrogoti, ai Bizantini, ai Longobardi, ai Franchi. Fece parte del regno d'Italia dall'epoca di Pipino fino a quella di Berengario II. Ottono I, per assicurarsi il libero passaggio per l'Italia, staccò la valle dell'Adige dal regno e l'aggregò alla Baviera (952). Da allora il Trentino fece parte del regno di Germania e fu assegnato a un vescovo-conte (inizi del sec. XI). Il feudo si estendeva fino alla Chiusa di Verona. I vescovi di Trento nelle lotte tra Papato ed Impero generalmente parteggiarono per quest'ultimo, più tardi dovettero difendersi dalle ambizioni dei conti del Tirolo. Dal 1239 al 1255 il Paese fu occupato da Ezzelino da Romano che, stretta alleanza con Alberto del Tirolo, fece sì che quest'ultimo ottenesse il predominio sul principato. La potenza dei vescovi fu stroncata dal conte Mainardo II il quale introdusse nella regione un'amministrazione secolare. Estintasi la famiglia del Tirolo (1363), la regione passò a Rodolfo IV d'Asburgo e al principe-vescovo rimase solo una parvenza d'autorità. Nel 1516 l'imperatore Massimiliano ottenne dai Veneziani Ala, Avio, Brentonico, Mori, Rovereto e Ampezzo. Così il principato si trovò completamente circondato dai territori di casa d'Austria. Nel periodo della Riforma

ARTE  La civiltà retica è documentata da alcune situle (Cembra) e da figurine ritagliate in lamina di bronzo e altri bronzetti votivi della Val di Non (Cles, Sanzeno) con iscrizioni di tipo etruscoide probabilmente dei sec. IV-III a.C. Di notevole interesse storico è la Tabula Clesiana, iscrizione bronzea che ricorda la concessione  della cittadinanza romana, da parte di Claudio, agli Anauni, antichi abitatori della Val di Non, e ad altre popolazioni locali.

All'inizio del sec. XIII risale il progetto di Adamo di Arogno per il duomo di Trento, nel quale si rivela il persistere di forme romanico-lombarde. La presenza di maestri campionesi continua a influenzare nettamente l'architettura, soprattutto religiosa, della regione: di stile romanico-gotico sono infatti vari monumenti dei sec. XIII-XIV, come la chiesa di S. Apollinare a Trento. Notevole, per quanto riguarda l'architettura civile, il castello di Avio, con un'estesa cortina di mura merlate dei sec. XIII-XIV e un mastio del sec. XI; all'interno si conservano alcuni interessanti affreschi trecenteschi. Il gotico continua a svilupparsi nel sec. XV, a cui risalgono significativi monumenti, talvolta iniziati in età precedente, come il Castelvecchio di Trento. Il maggior complesso pittorico tardo-gotico è costituito dalla decorazione con I Mesi nella Torre dell'Aquila a Trento, di un anonimo maestro dal gusto internazionale. L'arte rinascimentale, di derivazione veneta, viene introdotta nel Trentino dal vescovo Bernardo Clesio nella prima metà del sec. XVI e ha le sue maggiori testimonianze nel castello del Buonconsiglio. Assai vasta la produzione di età barocca, soprattutto di tipo popolare, con sculture lignee religiose, altari, pittura devozionale. Nella foto in alto a sinistra la chiesa e il duomo di S. Giovanni a Bressanone (BZ).

GASTRONOMIA  Nella regione convivono due cucine, la trentina e la bolzanina,  entrambe cucine di montagna, caratterizzate da pochi prodotti, semplici e nutrienti, adatti a combattere il freddo nei lunghi inverni. La cucina trentina ha però una base prettamente veneta (basti pensare alla preponderanza della polenta), mentre quella bolzanina è più fedele alla tradizione asburgica, tedesca e slava, da cui deriva la propensione per le spezie e per combinazioni insolite. Esistono tra le due punti di contatto, primo fra tutti la scarsità di piatti asciutti, rappresentati quasi esclusivamente dalla polenta nel Trentino, preparata con farina di mais o di frumento o di grano saraceno (polenta nera) o mista, e servita come accompagnamento al baccalà, ai salumi crudi e formaggi, o cotta con patate, con olio e vino bianco, condita con intingoli a base di burro e acciughe, coratella, selvaggina. La regione è il regno delle zuppe, specie nell'Alto Adige dove ne esistono infinite ricette: zuppa di crostini di milza, di frittata, d'orzo, di crauti, di farina tostata, di trippa acida, mentre i famosissimi canederli o Knodel sono serviti sia in brodo sia asciutti come contorno. Il tipo di carne predominante è quella affumicata: si prepara secondo l'antica maniera nei masi di montagna con manzo (Rindgeselchtes), cavallo, asino, oca e soprattutto con il maiale (Kaiserfleisch), che verrà poi consumato con cetrioli sottaceto e crauti, altra specialità di origine tedesca. Dall'Ungheria arriva invece il gulasch, tradizionale pietanza domenicale. D'origine nordica è anche il frequente accostamento del dolce al salato: si pensi ai cianuncei (raviolini ripieni di marmellata), al capriolo, ai krapfen di patate con salsa di mirtilli. Dal maiale si ricavano ottimi salumi, tra cui costituisce un vanto lo speck, che richiede una lunga e accurata preparazione e particolari condizioni ambientali. Nel Trentino abbonda il pesce di acqua dolce, proveniente dai numerosi laghi e corsi d'acqua: trote, temoli, tinche, ecc. Le verdure sono scarse: a parte i crauti, predominano le patate e i funghi, che sono di ottima qualità. Per quanto riguarda i dolci, ricordiamo le torte compatte composte di cioccolato e ricoperte di panna, delicate omelettes ripiene di marmellata, strudel farciti in vario modo, crostate, biscottini e il natalizio Zelten, pesante ma gustoso, preparato con tutti i frutti secchi: noci, fichi, pinoli, mandorle, datteri, uvette e canditi. Anche se non abbondante, il vino prodotto nella regione è di ottima qualità. Nutrita di nomi celebri è la lista sia dei rossi (Lago di Caldaro, Santa Maddalena, lagrein, cabernet, merlot, valdadige, pinot, marzemino, teroldego) sia dei bianchi (sylvaner, terlaner, gewürztraminer, riesling renano, pinot bianco). Ottimo è il vinsanto trentino, invecchiato in botte per almeno 4 anni e tra i liquori lo slivovitz e le grappe, anche alla ruta o alla genziana.