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IL TRENTINO ALTO ADIGE IN PILLOLE
DATI Estensione: 13.607 km2; abitanti: 886.914; province: Trento, Bolzano; capoluogo: Trento. Il suo nome è formato da quello del territorio legato storicamente all'antica città di Trento, il Trentino, e da quello di Alto Adige, accolto dopo la II Guerra mondiale in sostituzione della voce tedesca, geograficamente e storicamente impropria, di Südtirol (= Tirolo meridionale). Fino alla fine del conflitto la regione si chiamava ufficialmente Venezia Tridentina. STORIA
Occupato dai Romani tra il sec. II e I a.C., aggregato da Augusto nel 14 a.C.
alla X Regio Venetia, seguì le vicende del resto d'Italia passando agli
Eruli, agli Ostrogoti, ai Bizantini, ai Longobardi, ai Franchi. Fece parte del
regno d'Italia dall'epoca di Pipino fino a quella di Berengario II. Ottono I,
per assicurarsi il libero passaggio ARTE La civiltà retica è documentata da alcune situle (Cembra) e da figurine ritagliate in lamina di bronzo e altri bronzetti votivi della Val di Non (Cles, Sanzeno) con iscrizioni di tipo etruscoide probabilmente dei sec. IV-III a.C. Di notevole interesse storico è la Tabula Clesiana, iscrizione bronzea che ricorda la concessione della cittadinanza romana, da parte di Claudio, agli Anauni, antichi abitatori della Val di Non, e ad altre popolazioni locali.
GASTRONOMIA Nella regione convivono due cucine, la trentina e la bolzanina, entrambe cucine di montagna, caratterizzate da pochi prodotti, semplici e nutrienti, adatti a combattere il freddo nei lunghi inverni. La cucina trentina ha però una base prettamente veneta (basti pensare alla preponderanza della polenta), mentre quella bolzanina è più fedele alla tradizione asburgica, tedesca e slava, da cui deriva la propensione per le spezie e per combinazioni insolite. Esistono tra le due punti di contatto, primo fra tutti la scarsità di piatti asciutti, rappresentati quasi esclusivamente dalla polenta nel Trentino, preparata con farina di mais o di frumento o di grano saraceno (polenta nera) o mista, e servita come accompagnamento al baccalà, ai salumi crudi e formaggi, o cotta con patate, con olio e vino bianco, condita con intingoli a base di burro e acciughe, coratella, selvaggina. La regione è il regno delle zuppe, specie nell'Alto Adige dove ne esistono infinite ricette: zuppa di crostini di milza, di frittata, d'orzo, di crauti, di farina tostata, di trippa acida, mentre i famosissimi canederli o Knodel sono serviti sia in brodo sia asciutti come contorno. Il tipo di carne predominante è quella affumicata: si prepara secondo l'antica maniera nei masi di montagna con manzo (Rindgeselchtes), cavallo, asino, oca e soprattutto con il maiale (Kaiserfleisch), che verrà poi consumato con cetrioli sottaceto e crauti, altra specialità di origine tedesca. Dall'Ungheria arriva invece il gulasch, tradizionale pietanza domenicale. D'origine nordica è anche il frequente accostamento del dolce al salato: si pensi ai cianuncei (raviolini ripieni di marmellata), al capriolo, ai krapfen di patate con salsa di mirtilli. Dal maiale si ricavano ottimi salumi, tra cui costituisce un vanto lo speck, che richiede una lunga e accurata preparazione e particolari condizioni ambientali. Nel Trentino abbonda il pesce di acqua dolce, proveniente dai numerosi laghi e corsi d'acqua: trote, temoli, tinche, ecc. Le verdure sono scarse: a parte i crauti, predominano le patate e i funghi, che sono di ottima qualità. Per quanto riguarda i dolci, ricordiamo le torte compatte composte di cioccolato e ricoperte di panna, delicate omelettes ripiene di marmellata, strudel farciti in vario modo, crostate, biscottini e il natalizio Zelten, pesante ma gustoso, preparato con tutti i frutti secchi: noci, fichi, pinoli, mandorle, datteri, uvette e canditi. Anche se non abbondante, il vino prodotto nella regione è di ottima qualità. Nutrita di nomi celebri è la lista sia dei rossi (Lago di Caldaro, Santa Maddalena, lagrein, cabernet, merlot, valdadige, pinot, marzemino, teroldego) sia dei bianchi (sylvaner, terlaner, gewürztraminer, riesling renano, pinot bianco). Ottimo è il vinsanto trentino, invecchiato in botte per almeno 4 anni e tra i liquori lo slivovitz e le grappe, anche alla ruta o alla genziana.
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