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TRENTO IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia e della regione Trentino-Alto Adige, comune di 157,94 km2 con 101.500 abitanti, a 194 metri sul livello del mare.

Sorta inizialmente in epoca romana ai piedi del Doss Trento, uno spuntone di roccia alla destra del fiume Adige, dove sorge oggi il monumento a Cesare Battisti, fu trasferita successivamente sulla sponda opposta e in età medievale racchiusa entro una robusta cinta muraria, Per secoli il nucleo abitativo, raggruppato attorno al duomo, non ebbe praticamente alcuna espansione edilizia; fu solo a partire dalla metà dell'Ottocento che l'abitato si estese rapidamente in ogni direzione, soprattutto nel fondovalle in direzione sud, lungo le maggiori vie di comunicazione e sulle pendici terrazzate dei colli circostanti.

STORIA  Forse fondata dai Reti in un territorio sul quale si erano succeduti stanziamenti liguri, veneti-illirici ed etruschi, nel sec. VI a.C. fu occupata dai Galli Cenomani e dopo il 222 a.C. passò sotto i Romani che le concessero i diritti latini (89 a.C.) e successivamente la cittadinanza romana (49 a.C.). Evangelizzata da S. Vigilio, subì le invasioni barbariche e venne pressoché distrutta durante i conflitti tra Franchi e Bavari nel sec. VIII. Staccata dal Regno Italico e aggregata al Regno di Germania (952) da Ottone il Grande, fu feudo vescovile (1004) sotto Enrico II, divenendo nel 1027 centro di un principato ecclesiastico che durante la lotta per le investiture appoggiò costantemente la causa imperiale. Affidata da Federico II a Ezzelino da Romano (1236), nel secolo successivo vide allentarsi l'effettivo potere politico dei vescovi a opera degli Asburgo. Dopo la rivolta popolare guidata da Rodolfo Belenzani (1407) Trento ottenne il godimento di libertà comunali conservate anche dopo il soffocamento della rivolta da parte di Enrico di Rottenburg, inviato da Federico d'Austria. Godette di particolare benessere agli inizi del sec. XVI durante il vescovato di Bernardo Clesio. Coinvolta nelle lotte provocate dalla riforma luterana e soprattutto dalla rivolta dei contadini presto soffocata (1525), divenne nel 1545 sede del Concilio indetto da Paolo III, il che ne aumentò il benessere e lo sviluppo urbanistico. Devastata dai Francesi durante la guerra di successione spagnola (1703), presa e ripresa dalle truppe di Bonaparte tra il 1796 e il 1801, con il Trattato di Lunéville (1801) il principato venne secolarizzato e Trento rimase all'Austria. Annessa alla Baviera (1806), poi al Regno Italico (1810), tornò agli Austriaci nel 1813. Tentò invano di liberarsi del loro dominio nel 1848 e invano sperò in un favorevole esito della guerra italo-austriaca del 1866. Il movimento irredentista andò crescendo sempre più e nel 1896 l'inaugurazione del monumento a Dante fornì il pretesto a un'appassionata dimostrazione di italianità. La città fu ricongiunta all'Italia nel 1918. Nel periodo 1943-45 fu di fatto staccata dalla Repubblica di Salò e annessa alla Germania nazista.

DA VEDERE  La città moderna corrisponde all'area della città romana, della quale è stato possibile individuare la linea delle mura (sotto la piazza del Duomo vi sono resti di una porta), alcuni incroci stradali dell'impianto ortogonale, resti architettonici di edifici e templi. Fuori le mura era l'anfiteatro. In località Sorbano è stata riportata alla luce una villa di età imperiale con preziosi mosaici.

Nel centro della città sorge il Duomo, costruzione romanico-gotica di derivazione lombarda (sec. XII-XIV, con aggiunte successive). Qui si tennero tutte le sedute formali del Concilio Tridentino. Al sec. XIII risalgono anche il Palazzo Pretorio e la Torre Vanga, quadrata e merlata. Il castello del Buoncosiglio, di fondazione duecentesca ma eretto in epoche diverse, è costituito essenzialmente di tre parti: il Castelvecchio (sec. XIII, con modifiche quattrocentesche), il Magno Palazzo (15226, fatto costruire dal vescovo Bernardo Clesio) e la Giunta Albertiana (sec. XVII). Nell'interno, sede del Museo del Risorgimento, si trovano begli affreschi dei Mesi di stile gotico-internazionale (1407). Notevoli i numerosi palazzi di stile rinascimentale, soprattutto lungo la via Belenzani (palazzi del Municipio, Geremia, ecc.), alcuni con caratteristiche facciate affrescate. Tra i maggiori monumenti cinquecenteschi sono la chiesa di S. Maria Maggiore, in marmo rosso, e il palazzo Tabarelli (di A. Longhi), con bella facciata a bugnato e fregi con medaglioni. Sul Doss di Trento sorge il mausoleo di Cesare Battisti, costruito in forme neoclassiche nel 1935.