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BOLZANO/BOZEN
IN PILLOLE
DATI
Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 52,34 km2 con 100.900
abitanti, a 262 metri sul livello del mare.
La città si estende su un'ampia e
soleggiata piana alluvionale in corrispondenza dello sbocco del fiume Talvera
nell'Isarco e poco a monte della confluenza dell'Isarco nell'Adige. Situata in
posizione favorevole all'incrocio di importanti vie di comunicazione verso
Verona, la Pianura Padana, la Germania, l'Austria e la Svizzera, la città però
non ebbe una rilevante espansione fino all'Ottocento: decisivo impulso esercitò
la costruzione della ferrovia del Brennero nel 1867.
STORIA
Ricordata per la prima volta da Paolo Diacono con il nome di Castrum Bauzanum,
la località fu sede di remoti insediamenti preistorici, ma la sua storia
documentata comincia nel 14 a.C. quando Druso, dopo aver vinto i Rezi, ne fece
un caposaldo della penetrazione romana nella regione alpina. In epoca barbarica
fu capitale di una contea longobarda a lungo insidiata dai Bavari (sec. VII) e
successivamente conquistata dai Franchi (sec. VIII). Assegnata ai vescovi di
Trento (1027), venne loro contesa dalla famiglia dei Vanga e dai conti del
Tirolo che alla fine se ne impadronirono completamente. Nel sec. XIII fu
formalmente riconosciuta
come possesso di Corradino di Svevia; passò quindi ai Mainardi di Gorizia e dal
1363 agli Asburgo. Ricco centro di scambi fra l'Italia e la Germania, fu sede di
numerosi commercianti e banchieri e quattro famose fiere annuali di quattordici
giorni ciascuna (due in primavera e due in autunno) che ricevettero nuovo
impulso nel 1635 quando ottennero da Claudia de' Medici il riconoscimento di
speciali privilegi e l'istituzione di un apposito magistrato che ne governasse
l'andamento. Invasa dai Francesi nel 1797, la città fu assediata dapprima dalla
Baviera (1806-09, contro il dominio della quale si scatenò l'insurrezione di A.
Hofer), dal 1810 al 1814 fece parte del Regno Italico come viceprefettura del
dipartimento dell'Alto Adige e nel 1814 tornò agli Austriaci con il resto del
Trentino. Passata all'Italia nel 1918, durante la II guerra mondiale fu
sottoposta a massicci bombardamenti da parte degli Alleati e dal 1943 al 1945
venne annessa con tutta la sua provincia allo Stato tedesco.
DA
VEDERE Il centro antico si trova alla confluenza dell'Isarco
col Talvera, nel punto in cui i due fiumi sboccano nella piana dell'Adige. I
nuovi quartieri residenziali sono sorti a ovest, oltre il Talvera, in direzione
dell'antico borgo di Gries, mentre la zona industriale si è sviluppata verso
sud sulle due sponde dell'Isarco. La città, profondamente germanizzata a
partire dal sec. XIII, conserva numerose chiese gotiche (sec. XIII-XVI) di stile
prettamente tedesco, opera di maestranze sveve.
Il duomo (sec. XIV) è caratterizzato dal tetto a forti spioventi con
tegole colorate e da un campanile (1501-19) con cuspide a traforo di Giovanni
Lutz e Burcardo Engelberg; il coro è dell'architetto svevo Pietro di Augusta.
La chiesa dei Domenicani, eretta alla fine del sec. XIII in forme gotiche
tedesche per i banchieri fiorentini Bocci (Botsch), conserva importanti cicli di
affreschi di pittori veneti ed emiliani del Trecento di formazione giottesca
(cappelle di S. Giovanni e di S. Caterina). La chiesa dei Francescani (fondata
nel 1221, ricostruita nella prima metà del Trecento) ha un bel chiostro con
archi trilobati su colonnine e affreschi giotteschi del Trecento. Il
Rinascimento giunse a Bolzano in ritardo: il municipio Vecchio di A. Carloni è
del 1597-98. Tra la fine del sec. XVI e il XVIII
dominarono gli architetti lombardi (i Delai) e veneti. Nel corso del Sei e
Settecento furono costruite ville suburbane e case urbane con portici e cortili
a logge: le più belle si trovano nella via dei Portici, centro commerciale
della città (palazzo Mercantile di F. Perotti, 1708-27; farmacia dell'Aquila
nera). Un altro punto assai caratteristico è la piazza delle Erbe, antico
centro della città e mercato della frutta, con la fontana del Nettuna
(1745-46). Tra la fine del sec. XIX e il 1918 si costruirono tetri edifici i
stile neomedievale tedesco; durante il fascismo venne attuato invece un vistoso
ampliamento e rinnovamento urbano in forme retoriche e massicce (arco della
Vittoria di M. Piacentini, 1928). Unito a Bolzano è il sobborgo di Gries, con
il monastero dei Benedettini di Muri e la bella chiesa barocca di S. Agostino,
interamente decorata con pale ed affreschi del pittore austriaco M. Knoller. La
vecchia parrocchiale, che sorge sul luogo del più antico insediamento urbano
(sec. V), conserva una pala lignea di M. Pacher. Sui monti che circondano la
città sorgono numerosi castelli: Castel Mareccio, Castel Firmiano (complesso
romanico e gotico sul luogo di una fortificazione romana), Castel Flavon e
Castel Sarentino, del Cinquecento, e soprattutto Castel Roncolo, che conserva
importanti cicli di affreschi di soggetto cavalleresco della fine del Trecento e
del Quattrocento. Il Museo dell'Alto Adige offre una ricca documentazione
dell'arte altoatesina dal sec. XIII al XVIII, oltre ad alcune sale dedicate al
materiale archeologico preistorico e romano. Sono ben rappresentate la scultura
altoatesina dal sec. XIII al XVI, soprattutto lignea; la pittura dei sec. XV-XVI
(tavola degli Austrunk dalla certosa di Senales, 1403, con influssi boemi;
dipinti di Federico Pacher, Simone di Tesido, Tommaso da Villaco; tavole del
Maestro dell'altare di Oberstenfeld, 1514) e quella dei sec. XVII-XVIII; le arti
applicate (oreficerie, ceramiche, mobili, stoffe, sigilli, stufe). Un interesse
particolare presenta la raccolta di Wohlgemuth di lavori d'arte popolare.
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