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SIENA IN PILLOLE DATI Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 118,71 km2 con 66.300 abitanti, a 322 metri sul livello del mare in splendida posizione panoramica sull'alto di un colle tra le valli dell'Arno e dell'Elsa. L'espansione urbanistica della città,
lentissima e diseguale fino al STORIA
Già centro degli Etruschi (testimoniato dal ritrovamento di tombe con
suppellettili), poi colonia romana, Sena Julia, intorno al sec. I d.C.
ebbe un proprio corpo di magistrati. la posizione dominante nell'altopiano
toscano la preservò dalle invasioni barbariche favorendone lo sviluppo.
Occupata dai Longobardi, fu sede vescovile nel sec. VIII; governata da gastaldi,
divenne poi capoluogo di una contea con la conquista franca. Tra i sec. X e XI
si rafforzò il potere dei vescovi i quali, scalzando il potere dei conti,
prepararono l'avvento del Comune. Sotto il governo dei vescovi Siena cominciò
ad allargare il suo dominio scontrandosi con Firenze (1141) e già nel 1147 si
andava affermando l'autorità laica la quale poté sostituire il governo dei
vescovi con quello dei consoli a loro volta sostituiti (1199) dal podestà. Dopo
una breve alleanza Siena e Firenze si trovarono ancora in conflitto: i Senesi
subirono a Montalto della Berardenga (1207) una dura sconfitta che segnò la
fine delle loro pretese su Montepulciano, Montalcino e Poggibonsi. Ebbe successo
invece la loro espansione verso la Maremma dove furono sottomesse diverse contee
e, nel 1224, Grosseto. Nel 1228, alleata di Pisa e Pistoia, Siena riprese contro
Firenze una guerra conclusa con l'avversa sentenza del cardinale di Preneste
(1235). Nel 1236 fu nuovamente riformata la struttura della suprema autorità
politica e al podestà fu sostituito un Consiglio dei Ventiquattro (cresciuti a
Trentasei nel 1270), detto Eccelso Concistoro, che tenne il potere politico fino
alla metà del sec. XV. Capo del Consiglio dei Ventiquattro fu, dal 1252, il
capitano del popolo eletto tra personalità non cittadine. Siena, giovandosi del
cambiamento istituzionale e diventata il centro del partito ghibellino in
Toscana, nel 1260, alleata con Pisa e Pistoia, mosse ancora guerra a Firenze
infliggendole una dura sconfitta a Montaperti. Ma appena morto Manfredi a
Benevento (1266), la fazione guelfa riprese il sopravvento e i ghibellini furono
esiliati. La pacificazione tra i due partiti avvenne nel 1280, ma nel 1287, per
sventare le trame ghibelline, fu costituito un governo dei Nove che rimase al
potere fino al 1355 e, composto di benestanti di parte guelfa, tenne buone
relazioni con Firenze e nel 1326 riconobbe l'alta autorità di Carlo d'Angiò.
Sotto questo governo Siena attraversò il periodo del suo massimo splendore. La
vittoriosa, ma dispendiosa, guerra contro Lucca e Pisa e la peste del 1348
portarono però a una sollevazione popolare (1355) che abbatté i Nove. A essi
furono sostituiti prima dodici poi quindici riformatori, tutti provenienti dalle
fila popolane, che conservarono il potere fino al 1386. Nel 1399 la città,
esausta dalle continue lotte interne, esasperata da Firenze, che si impadroniva
di Montepulciano e di altre terre, si pose allora sotto la signoria di Gian
Galeazzo Visconti e, morto questi, dei suoi successori fino al 1404. In quell'anno
fu formato un nuovo governo di dieci priori, fu fatta la pace con Firenze, fu
riconquistata la Maremma, ma ripresero le lotte intestine che continuarono finché
Pandolfo Petrucci, capo dei nobili fuoriusciti, rientrato in città nel 1487,
riuscì ad impossessarsi del potere. Cacciati i Petrucci nel 1525 la Repubblica
senese vide aumentare l'ingerenza imperiale che favoriva i grandi mercanti.
Ormai impossibilitata a mantenersi indipendente, stretta dalle potenze nazionali
e sovranazionali, Siena si ribellò ancora una volta e nel 1552 il popolo cacciò
gli imperiali dalla città. Siena si alleò allora con la Francia e con i
Fiorentini di Piero Strozzi, ma nel 1554, assediata da un formidabile esercito
tedesco-spagnolo, dovette cedere dopo un'accanita resistenza. La Repubblica,
ancorché nominalmente, continuò ancora per quattro anni, ridotta solo alla
città di Montalcino. Siena fu quindi incorporata nello Stato mediceo e poi in
quello lorenese seguendone le vicende. Nel 1859 fu la prima città toscana a
deliberare l'annessione al regno italiano. Durante la II guerra mondiale fu
occupata dalle truppe alleate del generale Juin il 13 luglio 1944 mettendo fine
all'oppressione nazifascista. DA VEDERE La città conserva ancora quasi intatto il tessuto urbano e l'aspetto definitisi tra il sec. XIII e il XVI. Nata dalla fusioni di tre borghi, Siena ha i suoi centri urbanistici e monumentali nella Piazza del Campo e in quella del Duomo.Massimo monumento cittadino è il Duomo, iniziato nel 1229, compiuto nelle strutture principali nel 1264 e portato a termine nel sec. XIV; fra il 1376 e il 1382 furono completate la facciata e l'abside. Un ambizioso progetto, iniziato nel 1339, di costruire un nuovo, gigantesco duomo, del quale l'esistente avrebbe dovuto diventarne il transetto, fu abbandonato nel 1355, per insormontabili difficoltà tecniche. La facciata gotica tricuspidata, ornata di tre portali e di numerose statue (all'aperto sono esposte delle copie, mentre gli originali sono conservati nel Museo dell'Opera Metropolitana), è dovuta nella parte inferiore a Giovanni Pisano e allievi (1284-96), in quella superiore a Giovanni di Cecco (1376-82). Notevole anche il campanile, costruito in stile romanico nel 1313, con decorazioni a strisce bianche e nere. L'interno, a tre navate su pilastri polistili, suggestivo nel paramento murario a fasce bianche e nere, ha uno stupendo pavimento (56 riquadri a graffito e a tarsia in marmo bianco, nero e colorato), realizzato tra il 1369 e il 1547 su cartoni di numerosi artisti, tra cui Matteo di Giovanni, Pinturicchio e il Beccafumi. Numerosi e di grande valore artistico le sculture e i dipinti conservati nella chiesa: celebre in particolare il pergamo a pianta ottagonale, realizzato da Nicola Pisano con l'aiuto di Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio e Lapo (1265-68). In marmo bianco, poggiante su nove colonne di granito, di porfido e di marmo verde, ha la parte superiore divisa in otto riquadri, separati tra loro da statue di Profeti e Angeli, splendidamente scolpiti con Storie di Cristo. Nella cappella di S. Giovanni Battista, costruita da Giovanni di Stefano nel 1482, si trovano dipinti del Pinturicchio, la statua di S. Caterina d'Alessandria (1487), realizzata da Neroccio di Bartolomeo Landi e aiuti, e la statua bronza di S. Giovanni Battista, di Donatello, splendido esempio della potenza espressiva del maestro. Nella cappella di S. Ansano si possono ammirare il Monumento al cardinale Riccardo Petroni, di Tino da Camaino (1318), e la Tomba del vescovo Giovanni Pecci, in bronzo, di Donatello (1426). Altre notevoli opere sono l'Altare Piccolomini, opera di Andrea Bregno, e, nel presbiterio, l'altare maggiore realizzato nel 1532 da B. Peruzzi; su di esso si trovano un pregevole ciborio bronzeo del Vecchietta (1467-72), due angeli portacandelabro di Giovanni di Stefano e otto angeli del Beccafumi. Di particolare bellezza è il coro ligneo addossato alle pareti dell'abside. Dal duomo si accede alla Libreria Piccolomini, costruita nel sec. XV per custodire la biblioteca di Pio II. L'interno è rivestito di un ciclo di affreschi del Pinturicchio e allievi (Scene della vita di Pio II), notevoli per la vivacità dello stile e l'esuberanza decorativa. Sotto gli affreschi, lungo le pareti, sono esposti alcuni bellissimi corali miniati da Liberale da Verona, Sano di Pietro e altri. Il battistero (1316-25) è la continuazione della parte absidale del duomo e ne costituisce in un certo senso la cripta; sulla facciata gotica (1382) si aprono tre grandiosi portali, quello centrale cuspidato. All'interno si trova il mirabile fonte battesimale di Iacopo della Quercia, ornato di sei bassorilievi bronzei alternati a statue, fra i quali Zaccaria cacciato dal tempio dello stesso Iacopo, il Convito di Erode di Donatello, Battesimo di Gesù e Cattura di Cristo di L. Ghiberti. Sulla piazza del Duomo sorgono il Palazzo Arcivescovile (1723), che conserva all'interno la Madonna del Latte di A. Lorenzetti; il palazzo detto del Magnifico, fatto erigere da Pandolfo Petrucci nel 1508; lo Spedale di S. Maria della Scala (sec. XIII-XIV), con affreschi del Vecchietta, di Domenico di Bartolo; la chiesa di S. Maria della Scala o della SS. Annunziata, con una bella statua bronzea di Cristo risorto, opera del Vecchietta, e, nel catino, La piscina probatica, uno dei più bei dipinti di Sebastiano Conca. Alla Piazza del Duomo, centro del potere religioso, si contrappone la Piazza del Campo, centro del potere civile. A forma di valva di conchiglia, è una delle più belle piazze medievali d'Europa. E' su Piazza del Campo che si disputa, due volte l'anno, il celeberrimo Palio. Le origini del Palio di Siena risalgono al sec. XIII, dopo alcune modifiche al regolamento originario nel corso dei primi secoli, viene ripetuto, ancora oggi, ogni anno con lo stesso regolamento dal 1656. Piazza del Campo, cinta da palazzi dei sec. XIII-XIV, è dominata da Palazzo Pubblico (1297-1342), in pietra e in cotto, è il più elegante esempio di gotico toscano. Alla sua sinistra si innalza per circa 102 metri la slanciata e bellissima Torre del Mangia, alla cui base sorge la cappella di Piazza, fatta erigere dai Senesi come ringraziamento per lo scampato pericolo della peste del 1348; iniziata da Domenico d'Agostino e terminata da Giovanni di Cecco, la cappella custodisce all'interno un interessante affresco del Sodoma. Nel Palazzo Pubblico, in parte sistemato a Museo, si trovano la Sala del Mappamondo, con i famosi affreschi della Maestà e di Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini, e la Sala della Pace o Sala dei Nove, decorata dal ciclo Allegorie ed Effetti del Buono e Cattivo Governo in città e nel contado di A. Lorenzetti, uno dei più importanti complessi pittorici non solo della scuola senese, ma di tutta l'arte medievale italiana. Sul lato opposto al Palazzo Pubblico si trova la Fonte Gaia, costruita tra il 1409 e il 1419 da Iacopo della Quercia e ornata di sculture (gli originali sono conservati nel Palazzo Pubblico, all'aperto sono esposte copie di T. Sarrocchi) in cui l'artista senese fornì una prova di grande armonia e compostezza formale. Al sec. XIII risalgono il severo Palazzo Tolomei, in pietra, la chiesa di S. Maria dei Servi, con interno rinascimentale (1471-1528), che conserva opere di Coppo di Marcovaldo, P. Lorenzetti, L. Memmi; la chiesa di S. Agostino (trasformata nel 1755 da L. Vanvitelli), con opere di A. Lorenzetti, Matteo di Giovanni, Perugino, il Sodoma; e la chiesa di S. Domenico, maestosa costruzione gotica (1226-1465), che custodisce opere di Benedetto da Maiano, di Matteo di Giovanni e del Sodoma. Trecentesche invece le chiese di S. Francesco (1326-1475), di sobria imponenza, con notevoli affreschi all'interno (Crocifissione, di P. Lorenzetti, 1331; San Lodovico d'Angiò davanti a Bonifacio VIII, di A. Lorenzetti, 1331)), e di S. Niccolò del Carmine, rifatta nel 1517 su disegno di B. Peruzzi (all'interno, dipinti del Beccafumi e del Marrina); notevoli inoltre i palazzi Chigi-Saracini e Salimbeni e le opere di fortificazione, come l'imponente Porta Romana. Nel sec. XV vennero innalzati edifici tardo-gotici e, a iniziare dalla metà del secolo, rinascimentali, spesso ad opera di architetti fiorentini. Fra i primi, notevoli la Loggia della Mercanzia (1428-44), di Sano di Matteo e Pietro del Milella, e l'elegante Palazzo Buonsignori già Tegliacci, sede della Pinacoteca Nazionale. Fra i palazzi rinascimentali, meritano una visita i palazzi Piccolomini: il primo (iniziato nel 1469, oggi Archivio di Stato) e il secondo o delle Papesse (1460-95). dovuti entrambi a B. Rossellino. Interessanti costruzioni religiose sono la chiesa di Fontegiusta, dalla sobria facciata in cotto di puro stile rinascimentale, e gli oratori di S. Bernardino con interessanti affreschi del Sodoma e del Beccafumi) e di S. Maria delle Nevi, attribuito a Francesco di Giorgio Martini, che conserva la bellissima Madonna della Neve di Matteo di Giovanni. Al sec. XV risale inoltre parte del complesso del Santuario Cateriniano, peraltro ampiamente trasformato ed ingrandito nei secoli successivi. Significativa opera del principio del Cinquecento è palazzo Pollini, di B. Peruzzi. Nei dintorni della città, degno di attenzione il convento dell'Osservanza, del sec. XIII; la chiesa, eretta su disegno di Francesco di Giorgio Martini e G. Cozzanelli (1474-90), conserva all'interno opere di A. della Robbia, del Riccio e del cosiddetto Maestro dell'Osservanza. MUSEI Oltre al già citato Museo del Palazzo Pubblico, la città vanta altre importanti raccolte. La Pinacoteca Nazionale conserva notevoli opere di artisti senesi dai sec. XII-XVII: la Madonna dei Francescani di Duccio di Buoninsegna; una Madonna col Bambino di S. Martini; Città sul mare, Castello in riva al lago, Madonna, Santi e Angeli e Annunciazione di A. Lorenzetti; Storie dell'ordine carmelitano di P. Lorenzetti; Madonna col Bambino, S. Girolamo e S. Bernardino del Neroccio; dipinti di Guido da Siena, Niccolò di Segna, Bartolo di Fredi, Lippo Memmi, Paolo di Giovanni Fei, Domenico di Bartolo, Michelino di Besozzo, Giovanni di Paolo, Sassetta, Matteo di Giovanni, Francesco di Giorgio Martini, Sano di Pietro, Pinturicchio, R. Manetti, Beccafumi, A. Dürer, F. Zuccari, Lorenzo Lotto). Il Museo dell'Opera Metropolitana conserva quasi esclusivamente opere rimosse dal duomo. Da ricordare oltre alla celebre Maestà di Duccio di Buoninsegna, dipinti di Beccafumi, del Pomarancio, del Brescianino, di Simone Martini, di P. Lorenzetti (trittico con la Natività della Vergine, 1342); il gruppo marmoreo delle Tre Grazie, copia romana del sec. III da un originale greco di età ellenistica, già nella Libreria Piccolomini; dieci statue di personaggi biblici di Giovanni Pisano. BIBLIOTECHE La Biblioteca comunale degli Intronati (che assunse questo nome nel 1932 in omaggio all'Accademia omonima) fu fondata da Sallustio Bandini e da lui donata nel 1758 all'Università. Passò quindi al comune. Possiede circa 350.000 volumi e opuscoli, 938 incunaboli, 5.372 manoscritti (tra i quali l'Evangelario Bizantino del sec. XI proveniente dal palazzo imperiale di Costantinopoli), molte stampe e disegni di artisti senesi e non. |