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PRATO IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 97,59 km2 con 165.900 abitanti, a 61 metri sul livello del mare.

Intorno al nucleo più antico, ancora racchiuso entro le mura a pianta esagonale, erette nel 1390 e rinforzate nel Cinquecento con possenti bastioni, sorgono i quartieri più recenti che risalgono agli anni del primo dopoguerra.

STORIA  Nell'area abitata fino al sec. V a.C. dai Liguri, ai quali subentrarono i coloni etruschi, i Romani fondarono l'importante centro politico-commerciale di Pagus Cornius. I Longobardi vi si insediarono nel sec. VI, stanziandosi nel perimetro di Borgo al Cornio, attorno alla pieve di S. Stefano. la popolazione, rifugiatasi in un primo tempo sui monti circostanti, tornò e si fuse con gli invasori, e insieme svilupparono la città attorno al Prato, dove stanziavano le milizie difese da mura e fortino, divenuto più tardi la Fortezza, dimora del conte Alberto, capostipite della dinastia degli Alberti, conti di Prato per investiture imperiale, dalla fine del sec. XI. La città andò sviluppandosi fino al 1107 quando Matilde di Canossa, per piegare la resistenza degli Alberti, la lasciò semidistrutta, favorendo però la nascita del primo Comune. Sono del 1142 i primi consoli a ha vita nel 1240 la Società del Popolo formata dalla classe artigiana. Nelle lotte tra guelfi e ghibellini Prato chiese la protezione al re di Napoli Roberto d'Angiò, ma nel 1351 la regina Giovanna la vendette a Firenze. Persa l'autonomia, Prato andò decadendo, con un solo breve guizzo provocato dalle prediche del Savonarola. Pagò invece a caro prezzo, con il tragico sacco del 1512, quando fu presa d'assalto dalle truppe spagnole di Ramon Cardona. Pochi gli avvenimenti dei secoli successivi, fatta eccezione per la sommossa popolare del 20 maggio 1787 contro le riforme ecclesiastiche del vescovo Scipione de' Ricci patrocinate dal granduca Pietro Leopoldo.

DA VEDERE  Le antiche mura, al di fuori delle quali si è sviluppata la città moderna, racchiudono importanti monumenti di cui il principale è il duomo (S. Stefano), costruzione romanico-gotica innalzata nel sec. XII su fondazioni del sec. IX e ampliata nel sec. XIV. Sull'angolo destro della facciata quattrocentesca a fasce bianche e verdi si trova il pergamo di Michelozzo, ornato da Donatello (1429-38), raffiguranti una danza di putti; alle intemperie sono esposte delle copie, gli originali sono conservati nel Museo dell'Opera del duomo: All'interno del duomo ci sono opere di A. Rossellino, B. e G. da Maiano, una Madonna di G. Pisano e affreschi di A. Gaddi e Filippo Lippi (nel coro). Di epoca medievale sono anche il castello dell'imperatore Federico II (1237-45),  severa costruzione a pianta quadrata con torri angolari; le chiese di S. Francesco (con facciata rinascimentale) e di S. Domenico (con interno barocco), entrambe della fine del sec. XIII; il Palazzo Pretorio (sec. XIII-XIV) che ospita il Museo comunale. La chiesa di S. Maria delle carceri (1484-95) di Giuliano da Sangallo, a croce greca, costituisce un notevole esempio di architettura toscana del rinascimento. 

A Prato meritano una visita il Museo Civico, importante raccolta di dipinti di scuola fiorentina dei sec. XIV e XV; il Museo dell'Opera del duomo e il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, istituto di rilevanza internazionale. Il Centro, oltre un'intensa attività espositiva, organizza spettacoli teatrali, concerti, performances d'artista, incontri cinematografici. Le mostre di scultura e di pittura e la collezione permanente, inaugurata nel 1990, sono dedicate esclusivamente alle ricerche artistiche sviluppatesi a partire dagli anni Ottanta.