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PISTOIA IN PILLOLE DATI Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 236,77 km2 con 89.250 abitanti, a 67 metri sul livello del mare. L'espansione urbanistica della città,
lenta ed ineguale fino alla seconda metà del sec. XIX, è segnata dalle
successive cinte murarie, specialmente da quella comunale eretta nel sec. XII
che includeva entro un perimetro rettangolare i sobborghi sorti fin dal sec.
VIII intorno alle chiese e ai monasteri suburbani, e da quella più recente,
edificata nella prima metà del sec. XIV con un perimetro trapezoidale di circa
4.800 metri e munita di torri e bastioni; in essa si aprivano quattro porte
civiche, che corrispondevano ai quattro quartieri di Porta Carratica, Porta S.
Marco, Porta al Borgo, Porta Lucchese. STORIA Fondata dai Romani forse nella prima metà del sec. II a.C., ebbe scarsa importanza durante la repubblica e l'Impero. Nel suo territorio Catilina subì la grave sconfitta a opera del console Petreio. Mentre sono numerosi gli avanzi monumentali della dominazione romana, scarsi sono quelli della dominazione gotica. Ha invece rilievo la presenza dei Longobardi che nel sec. VI la elevarono a rango di città regia, indipendente dal duca di Lucca. Da un diploma di Ottone III del 998 si sa che il potere era esercitato da un vescovo; ma nel sec. XI già si delineavano i tratti dell'autonomia comunale. il Comune fu retto dai consoli fino al 1158, anno di elevazione del primo podestà; è del 1177 lo Statuto di Pistoia, uno dei più antichi d'Italia. All'inizio del sec. XIII la città lottò per estendere i propri confini, contrastata da Firenze e da Lucca. Le sconfitte subite nel 1228 e nel 1254 a opera dei Fiorentini e le dure condizioni della Pace di Empoli, diedero inizio alla sua decadenza politica. Nel 1314 respinse Uguccione della Faggiuola, ma dovette poi cedere a Castruccio Castracani,dopo la cui morte (1328) rientrò nell'orbita di Firenze. Fedele ai Medici, resistette valorosamente a Urbano VIII Barberini proteggendo così il Granducato. Fu sede, nel 1786 del Sinodo diocesano convocato dal vescovo giansenista Scipione de' Ricci (clicca qui per la storia del Sinodo); dal periodo napoleonico seguì le sorti della Toscana. DA VEDERE Numerose sono le chiese romaniche ispirate a modelli pisani nell'uso esterno di loggette, paramenti e fasce policrome, arcatelle cieche. Il duomo conserva parti dell'originaria costruzione romanica (sec. XII-XIII), ma fu ampiamente rimaneggiato soprattutto nel sec. XVII. La lunetta sul portale centrale reca una terracotta invetriata di Andrea della Robbia. All'interno si conservano notevoli opere d'arte: l'altare o dossale d'argento di S. Jacopo (iniziato nel 1287, poi ampliato nei sec. XIV e XV), opera di orafi toscani; il monumento al cardinale Forteguerri del Verrocchio; una tavola di Lorenzo di Credi (1485) su disegno del Verrocchio; una Cocifissione con storiette di Coppo di Marcovaldo. Altre romanico-pisane sono quelle di S. Bartolomeo in Pantano (1159), che reca nel portale centrale un fregio di Gruamonte; S. Andrea, al cui interno si trova il celebre pulpito di Giovanni Pisano (1298-1301); S. Giovanni Fuorcivitas (sec. XII-XIV), con acquasantiera di Giovanni Pisano e polittico di T. Gaddi (1353). Di forme gotiche è invece il battistero ottagonale, a tarsie bicrome che sorge di fronte al duomo, fu eseguito da Cellino di Nese (1337-59) su disegno di A. Pisano. Gotiche sono anche le chiese di S. Domenico (fine sec. XIII); S. Francesco (iniziata nel 1294, con facciata più tarda e affreschi di scuola giottesca e senese all'interno). Tra gli edifici civili notevoli il Palazzo del Comune (iniziato nel 1294) con sale affrescate e il Palazzo Pretorio o del Podestà (1367). Del sec. XIV è anche l'Ospedale del Ceppo il cui portico brunelleschiano è ornato da un fregio di terracotta invetriata di G. della Robbia. Rinascimentali sono le chiese di S. Maria delle Grazie (Michelozzo, 1452-69, rimaneggiata); di S. Giovanni Battista (1487-1516) e della Madonna dell'Umiltà (1494-1509) entrambe di Ventura Vitoni. Il Museo Civico, il Museo Capitolare (a cui è annesso un archivio capitolare) e il Museo Diocesano raccolgono opere d'arte medievale e rinascimentale. |