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PISA IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 187,09 km2 con 108.100 abitanti, a 4 metri sul livello del mare su un'ansa del basso corso del fiume Arno.

La città romana si trovava alla destra dell'Arno; in età medievale l'abitato si estese fino a raggiungere la sponda del fiume e fu racchiusa in una cinta muraria (sec. X). Tra la metà del sec. XII e gli inizi del sec. XIV fu costruita una seconda, più ampia cinta muraria comprendente anche il sobborgo di Chinsica sulla sponda sinistra dell'Arno. Tale cinta, dalla forma di quadrilatero irregolare, riuscì a contenere l'espansione urbanistica fino all'Ottocento, allorché sorsero al di fuori delle mura nuovi borghi in rapido sviluppo.

STORIA  Tito Livio attribuisce la fondazione della città ai Liguri, mentre Plinio la collega alla colonizzazione achea dei sec. XIII-XII a.C. Fu certamente dominio etrusco a partire dal sec. V a.C.; colonia militare romana nel 180 a.C., ottenne la cittadinanza nell'89 a.C. acquistando fama come base navale del Mediterraneo occidentale. Pisa mantenne la sua importanza navale anche sotto il dominio di Odoacre, degli Ostrogoti, dei Bizantini e dei Longobardi che si succedettero nei secoli del Medioevo. Fin dal sec. IX godette di una discreta autonomia con un governo retto da consoli. Intensificata la sua flotta contro la minaccia saracena per l'egemonia sul Tirreno e per i mercati del mondo arabo, fu vittoriosa a Reggio Calabria (1005), in Sardegna (1017), a Cartagine (1034). Con l'intervento pisano alla I Crociata, sorsero depositi e fondachi in Siria, commerci con Tiro, Laodicea e Giaffa, fiorenti colonie in Africa e in Egitto; gareggiando con Genova estese i traffici nella Francia meridionale, sempre ostacolata da Amalfi che vinse definitivamente nel 1135-37. Costituitasi in Comune nel sec. XI diede vita a corporazioni come l'Ordine dei Mercanti e l'Arte della Lana; è del 1190 l'istituzione del primo podestà. Fedele al partito ghibellino, combatté contro Firenze nel 1221, ma con la morte di Federico II di Svevia (1250) ebbe inizio per Pisa un periodo negativo: sconfitta da Firenze nel 1254, vinse i Genovesi a San Giovanni d'Acri (1258). Dopo un breve periodo di pace, dopo la sconfitta dei guelfi fiorentini a Montaperti (1260), la morte di Manfredi (1266) mise Firenze al primo posto tra i Comuni toscani; riaccesasi la lotta con Genova, Pisa subì la disfatta della Meloria (1284), perdendo la Corsica. Tentò l'esperimento della signoria con Ugolino della Gherardesca, affiancato da Nino Visconti (1285-88). L'impresa in Italia di Enrico VII di Lussemburgo (1310-13) rinvigorì temporaneamente la città che ebbe a capo Uguccione della Faggiuola (1314-16), scacciato poi dai mercanti. Si succedettero poi le signorie di Gaddo (1317-20) e Ranieri della Gherardesca (1320-25), Ludovico il Bavaro (1327-29), Bonifacio e Ranieri della Gherardesca (1329-47), Andrea e Francesco Gambacorta (1347-55), Carlo IV di Lussemburgo (1355-64), Giovanni dell'Agnello (1364-68), Pietro Gambacorta (1369-92), Appiani (dal 1392). Nel 1399 Gherardo d'Appiano vendette Pisa a Gian Galeazzo Visconti alla cui morte (1402) subentrò Gabriele Maria Visconti. Il nuovo signore cedette la città a Firenze cui Pisa rimase definitivamente legata, condividendone la storia e in condizioni di sudditanza economico-commerciale a causa dell'interramento del suo porto. L'Università pisana fu un centro di patrioti in epoca risorgimentale: professori e studenti furono tra i protagonisti della spedizione a Curtatone e Montanara (1848). Nel 1851 la reazione chiuse l'Università, riaperta soltanto otto anni dopo dal governo provvisorio toscano. Fu annessa al Regno d'Italia nel 1860. Nel corso della II guerra mondiale Pisa venne cannoneggiata; gli Americani la liberarono il 2 settembre 1944.

DA VEDERE  Dell'antico municipio romano è incerta l'ubicazione del foro e restano tracce di un anfiteatro, di un teatro e di un edificio termale (le cosiddette Terme di Nerone). La città, che conserva un tessuto urbano fondamentalmente medievale, con le caratteristiche case-torri, conobbe il suo maggior splendore artistico nei sec. XI-XIV. Massimo complesso monumentale è la decentrata piazza dei Miracoli, sulla quale prospettano la cattedrale, il celebre campanile, il battistero e il cimitero monumentale. La cattedrale, notevole esempio di architettura romanico-pisana, fu iniziata nel 1063 da Buscheto e completata da Rainaldo, autore dell'imponente ed elegante facciata a quattro ordini di loggette; l'ingresso abituale è però costituito dalla porta di S. Ranieri (presso l'abside) con splendide porte bronzee di Bonanno Pisano (1180). Caratteristiche salienti dell'edificio sono la cupola a pianta ovale (sec. XII) e le superfici esterne scandite orizzontalmente da fasce bianche e nere, schema decorativo tipicamente toscano. Nell'interno, a cinque navate, il pulpito di Giovanni Pisano, importante opera di scultura gotica; notevoli anche il grande mosaico duecentesco dell'abside (in parte di Cimabue), la tomba di Enrico VII (sec. XIV, di Tino di Camaino) e alcuni quadri di Andrea del Sarto. Il campanile, o torre pendente (inclinato a causa del cedimento del terreno), è un corpo cilindrico svolto in otto ordini sovrapposti, iniziato nel 1174 su progetto di Bonanno Pisano e completato nel sec. XIV. Il battistero, maestoso edificio circolare romanico con decorazioni gotiche, fu iniziato nel 1153 da Diotisalvi e completato verso la fine del Trecento; la volta è costituita da un cono tronco sovrastato da una cupola; all'interno, il famoso pulpito di Nicola Pisano (1260) e varie sculture di Nicola e Giovanni Pisano. La piazza è infine delimitato dal gotico camposanto (iniziato nel 278 da Giovanni di Simone), costruzione rettangolare purtroppo danneggiata dai bombardamenti nel 1944 (i maggiori danni sono stati però causati nella parte sella città a sud dell'Arno). I quattro lati interni del camposanto sono circondati da un porticato le cui pareti e i soffitti recano vari affreschi (in parte staccati) quali il celebre Trionfo della Morte (sec. XIV). Importanti chiese romaniche sono S. Paolo a Ripa d'Arno, S. Sepolcro e S. Pero a Grado (sec. XI-XII). Al sec. XIII risalgono invece S. Caterina (all'interno, opere del Traini e di Nino Pisano) e S. Francesco. Trecentesca è la piccola, elegantissima chiesa di S. Maria della Spina, che conserva statue di Tommaso Pisano. La città, decaduta profondamente nel sec. XV, rifiorì all'epoca del dominio mediceo, quando sorsero, nella piazza dei Cavalieri (antico centro della città), il palazzo dei Cavalieri e la chiesa di S. Stefano (all'interno, busto di Donatello) entrambi del vasari (1562-69). Successivamente Pisa, seppure vivace dal punto di vista culturale per la presenza dell'Università, non ebbe grandi manifestazioni d'arte.

MUSEI  Il Museo Nazionale di S. Matteo, fra i più importanti per l'arte medievale italiana, raccoglie tra l'altro sculture di Giovanni Pisano, Andrea Pisano, Michelozzo, Verrocchio; quadri di F. Traini, Giunta Pisano, del Maestro di S. Martino, S. Martini, Giovanni da Milano, Masaccio, B. Gozzoli, ecc. Il camposanto contiene un'importante raccolta di antichità, in particolare sarcofagi romani, riutilizzati nel Medioevo, con varie raffigurazioni. Notevoli anche i ritratti di Cesare e Agrippa e una stele funeraria attica del sec. IV a.C.