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LUCCA IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 185,53 km2 con 87.650 abitanti, a 19 metri sul livello del mare.

Fino alla sistemazione idraulica della valle del Serchio, iniziata alla metà del sec. XIV, Lucca si trovava compresa tra due bracci del fiume.

STORIA  Antichissima stazione dei Liguri, divenne colonia latina nel 180 a.C. Dopo la guerra sociale fu eretta, nell'89 a.C., a municipium. Sotto Augusto, Lucca fu assegnata all'Etruria. Dopo il 570 d.C. divenne capoluogo della Tuscia longobarda, sede del re e, convertitisi i Longobardi al cristianesimo, di vescovi sempre più ricchi e potenti. Con l'avvento dei franchi (sec. IX), Lucca fece parte del Marchesato di Toscana ma, mirando a rendersi indipendente, parteggiò, durante le lotte per le investiture, contro il marchese a favore dell'imperatore, raggiungendo la libertà comunale (con governo di consoli) nel 1119, sanzionata nel 1162 da Federico I, nella Dieta di S. Genesio. Dalla fine del sec. XII e per tutto il sec. XIII Lucca godette il periodo di maggior potenza e benessere. Il sorgere del regime podestarile (1187), che sostituì il governo consolare, rifletté il contrasto tra nobili e mercanti, mentre l'espansione nel contado portò a nuove guerre con Pisa, nella Garfagnana (1223-28; 1232-34) e in Versilia (1251-56). Con la morte di Federico II (1250) e di suo figlio Manfredi (1266) i guelfi ritornarono al potere ben presto divisi, per ragioni economiche, in Bianchi e Neri. Conflitti interni e incertezze politiche conseguenti alla discesa in Italia di Enrico VII indebolirono la città che nel 1314 cadde nelle mani di Uguccione della Faggiuola, signore ghibellino di Pisa, favorito dai nobili lucchesi. Il giogo pisano finì a opera di un fuoriuscito, Castruccio Castracani degli Antelminelli che fu acclamato signore nel 1316. Questi perseguì una politica di pace ma, parteggiando per l'imperatore di cui era vicario in Lunigiana, dovette combattere contro i guelfi fiorentini (vittoria di Altopascio, 1325). Sceso Ludovico il Bavaro in Italia; Castruccio, nominato duca di Lucca, Pistoia, Luni e Volterra (1327), seguì l'imperatore a Roma, fatto segno di particolari onori. Costretto a tornare frettolosamente per opporsi ai Fiorentini che avevano occupato Pistoia e riconquistata la città, morì subito dopo (1328). Da quel momento, per oltre quarant'anni, Lucca fu ceduta da un signore all'altro. Finita nelle mani dei Pisani, ne fu liberata da Carlo IV nel 1369. Ma la nuova Costituzione (1370-72), che creava un consiglio di 180 membri, non mise fine alle discordie interne. Nelle lotte tra le grandi consorterie prevalsero i Guinigi (1392) la cui signoria durò fino al 1430. Nella prima metà del sec. XV Lucca, retta a repubblica, di nuovo in lotta con Firenze, perse parte del contado, poi, in seguito all'occupazione di Carrara da parte di Malaspina, fu privata dagli Estensi di quasi tutta la Garfagnana (1452). A questo periodo di guerre succedette mezzo secolo di pace durante il quale Lucca poté veder rifiorire la propria economia; ma la prima metà del secolo successivo fu segnata da congiure e rivolte, la più grave delle quali, detta degli straccioni (1531-32), fu soffocata nel sangue. Nel 1556 Lucca venne trasformata in repubblica oligarchica, con la riforma Martiniana, e godette fino al 1799 di un lungo e prospero periodo di pace non gravemente turbato dall'inimicizia di Firenze, dai tentativi di ingerenza papale o dalla piccola guerra contro Modena nei primi anni del sec. XVII. Solo alla fine del sec. XVIII Lucca, coinvolta nelle vicende italiane, vide cadere l'oligarchia. L'occupazione dei francesi portò alla fondazione della Repubblica lucchese (1801); ma nel 1805 Napoleone creò Lucca principato (dandolo a sua sorella Elisa Baciocchi) che estese poi a tutta la Toscana (Principato di Lucca e Piombino). Caduto Napoleone, Lucca fu occupata dagli Inglesi di Lord Bentick (1813); e governi provvisori, reggenze militari, commissioni si succedettero finché il Congresso di Vienna non l'affidò a Maria Luisa di Borbone, in ducato (1817), con la clausola che non appena i Borboni fossero potuti rientrare a Parma (alla morte di Maria Luisa d'Austria) la città sarebbe stata riunita alla Toscana. Questa riunione, però, fu anticipata da Carlo Ludovico che, succeduto alla madre nel 1824, incapace di governare, assillato da gravi problemi economici, cedette la città a Leopoldo II di Lorena (1847). Da quel momento la storia di Lucca si identifica con quella della Toscana.

DA VEDERE  Il nucleo del centro antico ha conservato la forma rettangolare e la struttura regolare a scacchiera del castrum romano il cui centro era l'odierna piazza S. Michele e il decumanus maximus era formato dalla via Cassia. Anche la piazza del Mercato conserva la forma ellittica dell'anfiteatro romano su cui si è impiantata. Tra la fine del sec. XI e il XIII fiorì a Lucca una scuola romanica e tardoromanica locale, influenzata dallo stile pisano. In questo periodo la città acquistò la sua fisionomia medievale, in gran parte conservata, e tra il 1504 e il 1645 questo nucleo venne circondato da una cinta muraria lunga 4,2 km, intervallata da 11 baluardi, ancora oggi perfettamente conservato. La chiesa di S. Frediano (1112-47) è una rara testimonianza della scuola romanica locale, vicina all'architettura lombarda nella facciata a salienti, lesene e loggetta architravata. All'interno si conservano sculture rinascimentali di M. Civitali, I. della Quercia, A. della Robbia. Le chiese successive presentano il tipico paramento a strisce bianche e nere, facciate a loggette sovrapposte, intarsi marmorei. Così S. Michele in Foro (1143), S. Giusto, le più tarde S. Pietro Somaldi, S. Cristoforo e S. Maria Forisportam (sec. XIII), e soprattutto il duomo di S. Martino, con facciata del 1204 di Guidetto da como e interno del Trecento. Sotto il portico si trovano eccezionali sculture del Duecento: i rilievi con Storie di S. Martino, i Mesi e la Decollazione di S. Regolo, di scuola antelamica sul portale principale; la Natività e la Deposizione di Nicola Pisano sul portale sinistro. Altre sculture si trovano all'interno, che conserva anche pale di Domenico Ghirlandaio e Fra' Bartolomeo: il gruppo a tutto tondo di S. Martino e il povero (inizi del sec. XIII), sculture di I. della Quercia (tomba di Ilaria del Carretto, 1406-07), M. Civitali (tempietto del Volto Santo). Splendidi esempi di architettura civile medievale si trovano in piazza S. Michele, in via Guinigi (case dei Guinigi), in via S. Croce, in via Fillungo. Al Rinascimento risalgono alcuni palazzi (Palazzo Pretorio di M. Civitali, 1492) e la chiesa di S. Paolino, di Baccio da Montelupo (1522). Il Museo Nazionale di Villa Guinigi (1418) conserva sculture dall'età romana al Rinascimento, dipinti di pittori toscani e lucchesi, oggetti d'arte applicata. La Pinacoteca Nazionale conserva crocifissi lucchesi del Duecento (Crocifisso del Berlinghiero), dipinti di pittori toscani del primo Cinquecento e di Pompeo Batoni.