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GROSSETO IN
PILLOLE
DATI
Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 474,27 km2 con 70.900
abitanti, a 10 metri sul livello del mare.
Il
nucleo più antico dell'abitato è raccolto entro la cinta muraria esagonale,
bastionata, fatta costruire dai Medici tra il 1574 e il 1593 per proteggere la
città da eventuali attacchi degli Spagnoli, che occupavano il vicino Stato dei
Presidi. Circondata da una pianura acquitrinosa e malarica, Grosseto tardò
molto a svilupparsi. Nei primi decenni del sec. XIX non raggiungeva ancora i
2.500 abitanti, che salirono a quasi 9.000 all'inizio del Novecento, dopo i
lavori di bonifica eseguiti nella seconda metà dell'Ottocento. La grande
espansione edilizia ebbe luogo a partire dalla I guerra mondiale: l'abitato si
estese in ogni direzione attorno al nucleo originario. Un discreto sviluppo
hanno avuto, sulla costa, i centri balneari di Marina di Grosseto e Principina a
mare, compresi nel territorio comunale.
STORIA
Vestigia di un abitato etrusco fanno risalire l'origine di Grosseto al sec. V
a.C.; tuttavia il suo castello è nominato per la prima volta in un documento
del sec. IX. Ampliatasi dopo la distruzione della vicina Roselle da parte dei
Saraceni (935), Grosseto divenne sede
vescovile nel 1138; quindi passò sotto la signoria degli Aldobrandeschi che,
nel 1222, furono costretti a concederle l'autonomia comunale. Due anni dopo il
Comune si sottomise a Siena. Il dominio di Siena, turbato da numerose ribellioni
in cui ebbero parte attiva gli Aldobrandeschi (ritornati temporaneamente in
possesso della città nel 1272) e gli Abbati, si stabilizzò definitivamente
solo nel 1336. Da allora Grosseto seguì le sorti di Siena finché, nel 1559,
entrò a far parte dello Stato toscano di Cosimo de' Medici. I granduchi
intrapresero la bonifica della Maremma, ma il progressivo espandersi della
malaria e la legge che limitava il commercio del grano fecero decadere la città.
Nella seconda metà del sec. XVIII Grosseto era quasi del tutto spopolata (circa
1.000 abitanti) e cominciò la sua ripresa solo con Pietro Leopoldo di Lorena
che la costituì capoluogo di provincia (1776) separandola da Siena e
riprendendo i lavori di bonifica. Lo sviluppo di Grosseto proseguì con
Ferdinando III e Leopoldo II che continuarono l'opera di bonifica la quale si
protrasse e si concluse, dopo l'unione al Regno d'Italia, nel 1930, con il
completo risanamento della zona. Tra il 1943 e il 1944 fu danneggiata dai
bombardamenti degli Alleati.
DA
VEDERE Il duomo, ricostruito tra il 1294 e il 1302 su un
precedente edificio romanico, ha facciata moderna (1840-45), interno a tre
navate, bel portale gotico sul fianco destro; all'interno, nel transetto
sinistro, si conserva una Assunta e angeli di Matteo di Giovanni. Il
Museo d'Arte Sacra contiene tra l'altro dipinti di scuola senese dei sec. XII,
XIV e XV (Guido da Siena, Ugolino di Neri, Segna di Bonaventura, Sassetta).
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