|
|
|
|
BARI IN PILLOLE DATI Capoluogo della Puglia e dell'omonima provincia, comune di 116,14 km2 con 358.900 abitanti, a 5 metri sul livello del mare a metà circa della costa adriatica pugliese. Dell'abitato si distingue facilmente la parte antica, che occupa la penisola tra le insenature del vecchio e del nuovo porto, dalla parte più recente, sviluppatasi verso l'interno e lungo la costa con una regolare struttura a scacchiera. STORIA
Centro di probabile origine illirica e prospera città sotto i Greci, ottenne da
Roma la dignità di municipium e l'unione alla tribù Claudia. Passata
quindi sotto la dominazione dei Goti, fu in seguito contesa da Bizantini e
Longobardi e più volte saccheggiata e distrutta. Conquistata dai Saraceni di
Calabria (840) e liberata trent'anni dopo da Ludovico II, nell'875 passò
all'imperatore d'Oriente che la fece sede di un governatore generale (catapano)
con cui intendeva rafforzare il proprio dominio nelle Puglie. Salvata a opera
dei Veneziani di Pietro Orseolo II da un nuovo assalto saraceno (1002), tentò
inutilmente più volte di scuotere il duro dominio bizantino finché cadde in
potere dei Normanni per mano di Roberto il Guiscardo. A lungo contesa, prima
Boemondo e Ruggero e poi tra Grimoaldo e Ruggero II, il quale concesse alla città
lo Statuto conosciuto come Consuetudini di Bari. Fu poi conquistata da
Lotario II (1136) e infine DA
VEDERE Il centro antico, chiuso nel perimetro delle mura, ha un
caratteristico aspetto medievale, con vie strette e irregolari. La chiesa
romanica di S. Nicola (1087) servì da modello a numerose altre chiese romaniche
della Terra di Bari (Ruvo, Trani, Bitonto). L'esterno presenta un'alta facciata
tripartita da lesene, con ripidi spioventi, serrata da due poderose torri
campanarie incomplete; i fianchi sono scavati da profonde arcate, su cui corrono
gallerie a esafore. Un muro diritto continuo maschera le sporgenze delle absidi
assimilando il lato posteriore alla facciata. Su questa struttura, che richiama
esempi normanni nel verticalismo e nell'uso delle torri, si sovrappone una
decorazione di tipo emiliano-lombardo ad archetti, lesene e gallerie; influenza
riconoscibile anche nel protiro a baldacchino della facciata e, all'interno, nei
matronei e nella spaziosa cripta. L'interno è diviso in tre navate da colonne
alternate a pilastri polistili, concluse da un ampio transetto su cui si aprono
direttamente le tre absidi. La sedia del vescovo Elia (morto nel 1105) è un
fondamentale esempio di scultura romanica: si tratta di uno scranno decorato a
motivi bizantineggianti sorretto da tre cariatidi a tutto tondo, nelle quali si
avverte l'influenza dell'arte di Wiligelmo. La cattedrale di S. Sabino (1170-78)
ripete lo schema di S. Nicola nell'alta facciata tripartita e coronata da
archetti, nei fianchi ad arcate e nella chiusura posteriore ornata da un
finestrone scolpito. Un tiburio ottagonale si eleva sulla crociera del
transetto. L'interno (frutto di un drastico restauro che ha eliminato le MUSEI La Pinacoteca Provinciale conserva un importante nucleo di dipinti di scuola veneta, testimonianza dei rapporti tra Venezia e la Puglia (Vivarini, Bellini, Bordone, Palma il Giovane, Veronese), dipinti di scuola napoletana e romana del Seicento e di pittori pugliesi dell'Ottocento (De Nittis, Altamura, Toma). Il Museo Archeologico Nazionale raccoglie ceramiche apule e materiale archeologico protostorico, greco, ellenistico e romano. Alla periferia di Bari sorge il sacrario per i Caduti d'Oltremare, che raccoglie i resti di circa 75.000 salme provenienti dai cimiteri militari dei fronti d'oltremare. |