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BARI IN PILLOLE

DATI  Capoluogo della Puglia e dell'omonima provincia, comune di 116,14 km2 con 358.900 abitanti, a 5 metri sul livello del mare a metà circa della costa adriatica pugliese.

Dell'abitato si distingue facilmente la parte antica, che occupa la penisola tra le insenature del vecchio e del nuovo porto, dalla parte più recente, sviluppatasi verso l'interno e lungo la costa con una regolare struttura a scacchiera.

STORIA  Centro di probabile origine illirica e prospera città sotto i Greci, ottenne da Roma la dignità di municipium e l'unione alla tribù Claudia. Passata quindi sotto la dominazione dei Goti, fu in seguito contesa da Bizantini e Longobardi e più volte saccheggiata e distrutta. Conquistata dai Saraceni di Calabria (840) e liberata trent'anni dopo da Ludovico II, nell'875 passò all'imperatore d'Oriente che la fece sede di un governatore generale (catapano) con cui intendeva rafforzare il proprio dominio nelle Puglie. Salvata a opera dei Veneziani di Pietro Orseolo II da un nuovo assalto saraceno (1002), tentò inutilmente più volte di scuotere il duro dominio bizantino finché cadde in potere dei Normanni per mano di Roberto il Guiscardo. A lungo contesa, prima Boemondo e Ruggero e poi tra Grimoaldo e Ruggero II, il quale concesse alla città lo Statuto conosciuto come Consuetudini di Bari. Fu poi conquistata da Lotario II (1136) e infine completamente distrutta da Guglielmo I il Malo (1156). Ricostruita dieci anni più tardi divenne un fiorente centro commerciale sotto gli Svevi, decadde nuovamente con gli Angioini; nel sec. XV passò agli Aragonesi, poi ai duchi di Milano (1464) che vi tennero splendida corte con Isabella d'Aragona (1500-24) e Bona Sforza (1524-57), quindi agli Spagnoli (1558) che tenendola per circa due secoli la oppressero con gravami fiscali e malgoverno provocandone la decadenza. Nel sec. XVIII, dopo l'ascesa al trono di Napoli della dinastia dei Borbone, Bari, come tutta la Puglia, cominciò a riprendersi grazie a riforme decisive. Dopo essere stata saccheggiata dalle truppe del cardinale Ruffo (1799) la città fu occupata dai Francesi nel 1806 ed ebbe un nuovo impulso con Gioacchino Murat (1813). Ritornata ai Borbone nel 1815, entrò a far parte dello Stato italiano nel 1860.

DA VEDERE Il centro antico, chiuso nel perimetro delle mura, ha un caratteristico aspetto medievale, con vie strette e irregolari. La chiesa romanica di S. Nicola (1087) servì da modello a numerose altre chiese romaniche della Terra di Bari (Ruvo, Trani, Bitonto). L'esterno presenta un'alta facciata tripartita da lesene, con ripidi spioventi, serrata da due poderose torri campanarie incomplete; i fianchi sono scavati da profonde arcate, su cui corrono gallerie a esafore. Un muro diritto continuo maschera le sporgenze delle absidi assimilando il lato posteriore alla facciata. Su questa struttura, che richiama esempi normanni nel verticalismo e nell'uso delle torri, si sovrappone una decorazione di tipo emiliano-lombardo ad archetti, lesene e gallerie; influenza riconoscibile anche nel protiro a baldacchino della facciata e, all'interno, nei matronei e nella spaziosa cripta. L'interno è diviso in tre navate da colonne alternate a pilastri polistili, concluse da un ampio transetto su cui si aprono direttamente le tre absidi. La sedia del vescovo Elia (morto nel 1105) è un fondamentale esempio di scultura romanica: si tratta di uno scranno decorato a motivi bizantineggianti sorretto da tre cariatidi a tutto tondo, nelle quali si avverte l'influenza dell'arte di Wiligelmo. La cattedrale di S. Sabino (1170-78) ripete lo schema di S. Nicola nell'alta facciata tripartita e coronata da archetti, nei fianchi ad arcate e nella chiusura posteriore ornata da un finestrone scolpito. Un tiburio ottagonale si eleva sulla crociera del transetto. L'interno (frutto di un drastico restauro che ha eliminato le parti del sec. VIII) presenta tre navate su colonne provenienti dal precedente edificio bizantino, matronei, transetto sopraelevato, cupola su tamburo ottagonale raccordato da pennacchi, e cripta. Il castello, eretto nel 1233-40 da Federico II, ha forma trapezoidale con quattro torri angolari (una sola rimasta integra) e cortile interno; nel sec. XVI venne circondato sui tre lati di terra da baluardi a scarpata con torri angolari a lancia. La città moderna, iniziata nel 1813 per decreto di Gioacchino Murat su progetto del 1790, ebbe un vero sviluppo solo a partire dalla metà dell'Ottocento, su pianta a scacchiera regolare; un secondo ampliamento si verificò tra le due guerre mondiali: a est venne aperto il lungomare Nazario Sauro, fiancheggiato da edifici monumentali; a ovest fu creato il nuovo grande porto, compreso tra il promontorio della città vecchia e la punta di San Cataldo, e aperto il corso Vittorio Veneto che unisce la città al rione Marconi, dove si trovano gli edifici della Fiera del Levante (istituita nel 1930).

MUSEI  La Pinacoteca Provinciale conserva un importante nucleo di dipinti di scuola veneta, testimonianza dei rapporti tra Venezia e la Puglia (Vivarini, Bellini, Bordone, Palma il Giovane, Veronese), dipinti di scuola napoletana e romana del Seicento e di pittori pugliesi dell'Ottocento (De Nittis, Altamura, Toma). Il Museo Archeologico Nazionale raccoglie ceramiche apule e materiale archeologico protostorico, greco, ellenistico e romano. Alla periferia di Bari sorge il sacrario per i Caduti d'Oltremare, che raccoglie i resti di circa 75.000 salme provenienti dai cimiteri militari dei fronti d'oltremare.