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TORINO IN PILLOLE

DATI   Comune capoluogo della Regione Piemonte e della omonima provincia di 130,17 km2 con 962.000 abitanti, a 239 metri sul livello del mare.

STORIA   Centro del popolo celtico (o ligure) dei Taurini, nel 221 a.C. venne assediata e presa da Annibale. passata quindi ai romani, vi fu successivamente dedotta una colonia che assunse il nome di Julia Augusta Taurinorum. Sede vescovile dal sec. V e importante base militare bizantina, divenne capitale di ducato con i Longobardi (568) e di contea con i Franchi (774). Dopo essere stata governata dai Supponidi, passò con re Ugo agli Arduinici. A metà del sec. X fu costituita la Marca di Torino (chiamata anche Marca d'Italia), per ordine di Berengario II, organizzata da Arduino Glabrione cui succedette (975) Manfredi I (morto nel 1001) che ampliò la stessa marca. Il figlio Olderico Manfredi (morto nel 1034) la resse con molta abilità. Morto Olderico, l'effettivo governo della Marca fu tenuto da Adelaide. Alla sua morte (1091) i Savoia cercarono di impossessarsi della marca, ma furono contrastati dai vescovi e dallo sviluppo delle autonomie cittadine. Dopo una lunga serie di lotte la città fu concessa ai Savoia da Federico II, bisognoso del loro aiuto, ma essa si ribellò subito dopo (1255) reggendosi di nuovo a Comune indipendente. Passata quindi angioini (1270) e a Guglielmo VII di Monferrato (1266-70 e 1274-80) ritornò infine ai Savoia (1280) che la ressero poi stabilmente con la linea di Acaja. Estintosi il ramo cadetto nel 1418, Torino passò allora ad Amedeo VIII che fece di essa il centro della sua attività politica e militare al di qua delle Alpi. Occupata dai Francesi dal 1536 al 1562 fu restituita nel 1563 a Emanuele Filiberto che ne fece la capitale del ducato. Assediata ed espugnata dai Savoia (1639) durante la guerra civile per la reggenza dello Stato conferita a Cristina di Francia. Durante la guerra di Successione di Spagna, dopo un primo attacco a Torino nel settembre del 1705 la truppe francesi al comando del La Feuillade cinsero d'assedio la città (1706). La difesa constava di 10.000 uomini e otto battaglioni di milizie cittadine. I Francesi mossero più volte all'attacco ma furono sempre respinti e un tentativo di sorpresa effettuato il 30 agosto fu sventato dal sacrificio di Pietro Micca. Le forze di Vittorio Amedeo II uscite dalla città si riunirono a un esercito di soccorso guidato da Eugenio di Savoia, costrinsero le truppe francesi a togliere l'assedio e a fuggire verso Pinerolo. A ricordo della battaglia Vittorio Amedeo fece costruire la basilica di Superga. Nel 1713 divenne capitale del Regno di Sardegna. Durante la Rivoluzione Francese fu unita alla Francia sotto un governo provvisorio (1798-99) e dal 1800 al 1814 fu capoluogo del Dipartimento del Po. Nel 1814 ritornò ai Savoia e, divenuta negli anni successivi alla Restaurazione uno dei poli dell'agitazione patriottica italiana, dopo il 1848 si trasformò in punto d'arrivo dell'emigrazione politica proveniente dagli altri Stati  della penisola. Capitale infine del Regno d'Italia (1861), perdette tale ruolo nel 1865. Si trasformò allora in un importante centro industriale e agli inizi del Novecento vide, insieme allo sviluppo della FIAT, la nascita della Confederazione dell'Industria e di un forte movimento operaio (costituzione della F.I.O.M. e della Confederazione Italiana del Lavoro 1907) che dopo gli scioperi del 1913-14 e le manifestazioni contro la guerra del 1917 culminò nell'occupazione delle fabbriche del 1920 in cui fu presente il movimento ordinovista di Antonio Gramsci. A Torino nacque anche l'E.I.A.R., l'organismo radiofonico nazionale, poi R.A.I., che fino al 1941 ebbe nel capoluogo piemontese la sua direzione generale. Duramente provata dai bombardamenti alleati dell'ultima guerra, fu tra le città protagoniste della Resistenza armata contro il nazi-fascismo.

DA VEDERE  In alcuni punti della città moderna sono visibili resti delle mura romane con cortina esterna in mattoni. Il monumento più importante e meglio conservato è la cosiddetta Porta Palatina (lato nord delle mura, nella foto in alto a sinistra): le due torri poligonali che fiancheggiano i passaggi sono collegate da un corpo centrale a due ordini di finestre. Il vicino teatro, nei giardini del Palazzo Reale e sotto il palazzo stesso, occupava una insula dell'antica città a ridosso delle mura. La città conserva scarse tracce architettoniche del periodo precedente la sua elevazione a capitale del ducato sabaudo (1563). Del periodo romanico resta il campanile della Consolata (sec. XI, di tipo lombardo); di quello gotico la chiesa di S. Domenico, al cui interno sono conservati importanti affreschi di Giacomo Jaquerio, massimo esponente della pittura gotica piemontese, e la parte orientale del Palazzo Madama(foto in alto a destra). Questo edificio, simbolico della storia di Torino, sorse inglobando una porta romana (Porta Pretoria) e fu trasformato in castello nei sec. XIII-XIV, quindi ampliato nel sec. XV da Ludovico di Savoia-Acaia; la facciata fu ricostruita in stile barocco da Filippo Juvara nel 1718-21; l'nterno è in parte ancora arredato con mobili barocca, e quello dell'Accademia delle Scienze (1678), di forme severe. Nel corso del Seicento inoltre operarono a Torino altri architetti (come Andrea Costaguta, autore della chiesa di S. Teresa), pittori (Morazzone, Tanzio da Varallo) e decoratori (Isidoro, Francesco e Pompeo Bianchi, Antonio e Giovanni Francesco Fea, ecc.), attivi alla decorazione di varie chiese e del castello del Valentino: Assai notevole il contributo dato alla fisionomia cittadina dall'opera di Filippo Juvara, che influenzò largamente l'arte piemontese del tempo; oltre ai già citati interventi in Palazzo Reale e alla facciata di Palazzo Madama, realizzò la chiesa di S. Cristina in piazza S. Carlo, vari palazzi, la chiesa a pianta ellittica di S. Croce e quella del Carmine e, soprattutto, nei dintorni di Torino, la grandiosa basilica di Superga e la palazzina di Stupinigi (nella foto in alto a destra, particolare di una sala). Il trapasso al gusto neoclassico è segnato da un gruppo di architetti tra i quali emerge la personalità di Benedetto Alfieri. Intensa fu l'attività edilizia del sec. XIX, al quale risalgono alcuni dei monumenti più noti della città, dal Parco del Valentino (1830) alla chiesa neoclassica della Gran Madre di Dio (nella foto in basso a destra), di  F. Bonsignore (1831); dal monumento a Emanuele Filiberto in piazza S. Carlo, del Marocchetti (1838), alla celebre Mole Antonelliana (1863-97, foto a sinistra), di A. Antonelli, fino al romanticheggiante borgo medioevale e ai numerosi monumenti celebrativi sparsi nelle piazze e nei giardini. Al sec. XX risalgono i razionali padiglioni industriali della FIAT Mirafiori (1939) e il complesso dell'Esposizione "Italia 61", con il monumentale Palazzo del Lavoro di Luigi Nervi.

MUSEI  Numerosi sono i musei torinesi. All'interno di Palazzo Madama ha sede il Museo Civico d'Arte Antica, con numerose opere, tra cui il celebre Ritratto di ignoto di Antonello da Messina, il Medagliere con oltre 100.000 monete antiche, arazzi di Bruxelles, terrecotte piemontesi del Settecento, maioliche (arabo-moresche, cinesi, persiane, ecc.), La più importante collezione del mondo di vetri graffiti a oro e dipinti e infine una ricca raccolta di porcellane assai preziose. Il Palazzo dell'Accademia delle Scienze ospita la Galleria Sabauda, il Museo Egizio e il Museo d'Antichità. La Galleria Sabauda raccoglie notevolissime opere, soprattutto di scuola fiamminga e olandese, ma anche italiana (opere di Van Eiyck, R. van der Weyden, H. Memling, Van Dyck, Rembrandt, Beato Angelico, Pollaiolo, Mantegna, Veronese, Tintoretto). Il Museo Egizio, fra i più importanti d'Europa, conserva sarcofagi, vasi, statue, armi, il ricostruito di Ellusija (sec. XVI a.C.) e altro materiale archeologico, soprattutto dei sec. XVI-XVIII a.C. Tra i musei artistici torinesi sono da ricordare anche la Galleria dell'Accademia Albertina, che ha sede nell'Accademia Albertina di Belle Arti fondata nel sec. XVII (con opere di D. Ferrari, L. Cambiaso, G. C. Procaccini e cartoni di Gaudenzio Ferrari), e la Galleria d'Arte Moderna che offre una vasta documentazione della pittura piemontese, lombarda e toscana del sec. XIX e notevoli testimonianze del Novecento, fino alle più recenti esperienze. Nel Palazzo Reale si trova l'Armeria Reale, una delle più ricche d'Europa. Di grande interesse il Museo Nazionale del Risorgimento, che ha sede nel palazzo Carignano, dove è conservata la maggiore collezione di documenti e materiale illustrativo di quel periodo storico. Unico nel suo genere è poi il Museo dell'Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia.

ISTITUTI CULTURALI   Le maggiori biblioteche di Torino sono la Biblioteca Nazionale universitaria e la Biblioteca Civica. La Nazionale fu costituita nel 1720 per iniziativa di Vittorio Amedeo II con fondi universitari preesistenti e con gli apporti della già cospicua Libreria Ducale; vi confluì anche il fondo di manoscritti provenienti dal monastero di S. Colombano di Bobbio. Nel 1904 fu gravemente danneggiata da un incendio; nel 1942 fu in parte distrutta da un bombardamento (con la perdita di 150.000 volumi e i cataloghi per autore e soggetto). La sua consistenza attuale è di circa 830.000 volumi ed opuscoli, 1601 incunaboli, 3702 manoscritti, e in più disegni, lettere, incisioni e carte geografiche. La Biblioteca Civica sorse nel 1869 per iniziativa di Giuseppe Pomba; fu ricostituita dopo la quasi totale distruzione durante la seconda guerra mondiale da cui si salvarono gli importantissimi fondi risorgimentali. Possiede più di 400.000 volumi e opuscoli, 40 incunaboli, 531 manoscritti. L'Archivio di Stato ha origine dagli archivi della monarchia sabauda riuniti nel 1734 da Carlo Emanuele III; assunse la denominazione e le piene funzioni di Archivio di Stato nel 1850. E' suddiviso in quatto grandi sezioni: nella prima sono l'Archivio della Casa Reale, i fondi di politica estera, di vari dicasteri, l'archivio segreto del Cavour e di alcune famiglie piemontesi; nella seconda sono gli archivi finanziari e quelli notarili; nella terza l'Archivio Camerale, quello del Senato Piemontese e dell'Ufficio di Controllo Generale; la quarta è sostanzialmente costituita dagli archivi dell'esercito.

DA NON PERDERE   Tra le manifestazioni periodiche più note sono da citare: il Salone Internazionale della Tecnica, il Salone-mercato dell'abbigliamento (SANIA), il Salone del Libro e il Salone del Gusto che si svolgono negli spazi espositivi del Lingotto.

GASTRONOMIA  I giandujotti e la piccola pasticceria; il vermouth; i grissini; la finanziera; il vitello tonnato il fritto misto; la Bagna Cauda.