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NOVARA IN
PILLOLE
DATI
Comune capoluogo della omonima provincia di 103,02 km2 con
103.350 abitanti, a 162 metri sul livello del mare.
STORIA
Abitato dapprima dai Liguri e successivamente da Celti e Galli
Vertacomacori, il luogo in cui sorge l'attuale Novara ebbe in epoca romana la
denominazione di Novaria. Eretto da Giulio Cesare a municipio, fu
compreso nella X Regione Augustea. Centro di notevole importanza militare nei
secoli della repubblica,
assunse poi un discreto rilievo economico. Cristianizzata a partire dal sec. IV,
Novara fu occupata dai Longobardi nel 569. Nel 962 Ottone I concesse l'autorità
coercitiva ai vescovi che governavano l'intero territorio novarese. Divenuta
Comune nei primi anni del sec. XI, si schierò dapprima con Federico Barbarossa,
aderendo poi nel 1167 alla Lega Lombarda. L'anno dopo si alleò con Vercelli per
contrastare vittoriosamente la minaccia dei conti di Biandrate. Dal 1257 scoppiò
la lotta tra i rotondi ghibellini e i sanguigni guelfi sedata nel
1310 da Enrico VII che occupò la città. Sottoposta dal 1332 al 1449 alla
potestà dei Visconti (salvo il breve periodo di occupazione di Giovanni II
Paleologo: 1356-58), passò poi agli Sforza e fu occupata nel 1495 da Luigi d'Orlèans
nell'ambito della campagna di Carlo VIII. Condivise quindi le sorti del ducato
di Milano durante le alterne vicende delle guerre franco-spagnole in Italia.
Passata nel 1535 alla Spagna e concessa ai Farnese nel 1538, nel 1602 ritornò
alle dipendenze dirette della Spagna, per passare nel 1714, in osservanza della
Pace di Rastadt, all'Austria, insieme con la Lombardia. Occupata nel 1734 dai
Savoia, fu loro riconosciuta ufficialmente quattro anni più tardi. Dopo gli
sconvolgimenti della fase napoleonica tornò definitivamente a far parte dei
domini sabaudi. Negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale
fu teatro di moti popolari contro i quali intervennero consistenti formazioni
fasciste in appoggio alle forze di polizia. La città e il circondario hanno
dato un rilevante contributo alla lotta di Liberazione.
DA VEDERE
Dell'antico municipio romano restano importanti resti delle mura
(nella foto a destra) in laterizio che delimitavano la città, della quale si
sono trovati edifici, mosaici, iscrizioni. Le terme di Terenzia Postumia
sorgevano nella zona detta ancora oggi Canton Balineo. Rispetto al
nucleo più antico
dell'attuale centro cittadino, circondato dai baluardi alberati, che ripete
l'impianto viario romano, l'espansione moderna è avvenuta fuori dai bastioni,
lungo gli assi viari per Torino, Alessandria, la Valsesia, il lago Maggiore e
Milano. Dal Medioevo all'età barocca Novara rimase sempre legata all'arte
lombarda; solo dopo il 1738, con l'acquisto da parte Carlo Emanuele III, Novara
cominciò ad assumere l'aspetto di una città piemontese. Il duomo romanico,
abbattuto nel 1857-65, fu ricostruito nel 1865-69 in forme tardo-neoclassiche
dall'architetto novarese A. Antonelli; all'interno si conserva Lo Sposalizio
di Santa Caterina di Gaudenzio Ferrari. Dal quadriportico che lo precede si
accede all'antico battistero ottagonale, di fondazione paleocristiana (sec. V)
ma rifatto in epoca romanica. La chiesa di S. Gaudenzio, di origine romanica, fu
rifatta su disegno del Tibaldi dal 1577; il campanile (foto a sinistra)
è di Benedetto Alfieri (1763), mentre l'alta cupola (121 metri), che domina il
panorama della città fu realizzata dall'Antonelli (iniziata nel 1841).
All'interno si trovano importanti dipinti di G. Ferrari, Morazzone, Tanzio da
Varallo, Moncalvo. Altri dipinti di scuola lombarda del Seicento (Daniele
Crespi, G. C. Procaccini, ecc.) si trovano nelle chiese barocche di S. Marco
(1607-14), S. Pietro del Rosario, Sant'Eufemia (1694-98). Il più importante
edificio civile è il Broletto, che consta di tre costruzioni affacciate su un
cortile: il palazzo del Comune (1258), il palazzo del Podestà (sec. XV) e il
palazzetto dei Paratici, con portico e loggia del Settecento. Vanno però
ricordati anche il palazzo Rognoni (sec. XIV), la casa della Porta e la
Ministeria dei Poveri (sec. XV); il palazzo Natta, del Tibaldi; l'Ospedale
Maggiore (1682). Notevole sistemazione ottocentesca di stile neoclassico è la
piazza Martiri della Libertà, con il palazzo del Mercato (1817-40) e il teatro
Coccia (1886). Il Museo Civico, nel Broletto (foto in alto a sinistra),
conserva materiale archeologico, dipinti di scuola piemontese e lombarda del
Cinque-Seicento e una galleria d'arte moderna. Notevoli anche il Museo
Etnografico e la Biblioteca Capitolare del duomo (che conserva tra l'altro
alcuni manoscritti medioevali, legature, e il dittico consolare eburneo del sec.
V).
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