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CUNEO IN PILLOLE

DATI  Comune di 119,87 km2 con 55.748 abitanti, a 534 metri sul livello del mare.

STORIA   L'origine di Cuneo risale al periodo comunale allorché, intorno al 1198, alcuni abitanti della zona, per sottrarsi ai soprusi del vescovo di Asti e dei marchesi del Monferrato e di Saluzzo, si rifugiarono sul "Pizzo di Cuneo" e vi fondarono un libero Comune. Subito in lotta con il Monferrato a con Saluzzo, nel 1210 il Comune fu occupato dal Marchese di Saluzzo, ma nel 1231 i Cuneesi riacquistarono la loro libertà. Per sfuggire alle mire espansionistiche di Alba e di Asti, cui la città capitolò nel 1251, e di Tommaso II di Savoia, che l'incendiò nel 1254, nel 1259 Cuneo si sottomise spontaneamente a Carlo d'Angiò che le concesse statuti propri, particolari franchigie e il diritto di battere moneta. Riacquistata dai Saluzzo nel 1281, fu di nuovo degli angioini (1305-47), poi dei Savoia (1343-48), dei Visconti (1348-56), dei Saluzzo (1356) e ancora dei Visconti (1366-72) e degli angioini. Passata definitivamente ai Savoia nel 1382, Cuneo fu più volte assediata dai nemici di questi: nel 1542 (7-12 dicembre) dal maresciallo francese Claude d'Annebault; nel 1557 (2 maggio - 27 giugno) dal maresciallo francese de Brissac; nel 1639 (23-27 luglio) e nel 1641 (1° agosto - 15 settembre) dalle truppe francesi e di Maria Cristina; nel 1691 (15-28 giugno) dai francesi; nel 1744 (17 agosto - 22 ottobre) dai franco-spagnoli e nel 1799 (7 novembre - 3 dicembre) dagli austro-russi. Durante l'occupazione napoleonica (1796-1814) Cuneo fu capoluogo del dipartimento della Stura, corrispondente all'attuale provincia creata nel 1859. Gloriosa fu infine dal 1943 al 1945 la partecipazione della città e delle sue valli alla lotta di liberazione dal fascismo per cui le fu assegnata la medaglia d'oro.

DA VEDERE   La posizione strategica della città, che ne facilitava la difesa, e la favorevole ubicazione alla naturale convergenza delle direttrici del traffico tra il Piemonte e la Francia attraverso i valichi alpini della Maddalena e di Tenda condizionarono lo sviluppo storico della città come importante centro fortificato e attivo mercato di una vasta area piemontese. Del periodo medioevale rimangono pochi monumenti (la facciata dell'ex chiesa di S. Francesco , gotica del sec. XV)(nella foto in basso il portale della chiesa). Notevole è invece l'architettura barocca e rococò. La chiesa dei Gesuiti (poi S. Maria) fu progettata nel 1650 da Giovenale Boetto e rifatta nell'abside (1725) da F. Gallo, il maggiore architetto della zona nella prima metà del sec. XVIII, che costruì a Cuneo la parrocchiale di S. Ambrogio (1710-43) e l'Ospedale Civile. Nella scenografica chiesa di S. Croce (1708), formata da due ellissi incrociate, il Gallo collaborò con l'architetto A. Bertola, col pittore G. Gagini e con lo stuccatore D. Beltramelli. Altre notevoli architetture barocche sono la cattedrale e il palazzo municipale (1631; facciata del 1776). L'abbattimento delle mura difensive nei primi anni del sec. XIX rese possibile l'espansione edilizia, che potè però avere luogo nell'unica direzione possibile, verso Borgo San Dalmazzo. Lo sviluppo urbanistico fu lento e graduale per tutto il secolo, accelerando nel periodo compreso tra le due guerre e soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale. Alla Resistenza è intitolato un monumento celebrativo, opera dello scultore U. Mastroianni del 1970.