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BIELLA IN
PILLOLE
DATI
Comune di 46,68
km2 con 51.566 abitanti, a 420 metri sul livello del mare e capoluogo
della omonima provincia.
STORIA
Già centro celtizzato dai Victimuli,
è conosciuto come Bugella in un documento dell'826
con cui gli imperatori Ludovico il Pio e Lotario lo davano in feudo al conte
Bosone. Il feudo passò nell'882 ai vescovi di Vercelli ai quali rimase
sottoposto fino al 1245, anno in cui il vescovo Ugone da Sessa investì il
comune di tutto il territorio. Da allora Biella ebbe statuti autonomi: il comune
era retto da un consiglio di 60 membri e da 12 consoli. Nel 1348 Biella, che era
sottomessa a Giovanni Fieschi, si diede ai Visconti, tornò al vescovo nel 1373
ma solo per quattro anni poiché la popolazione si sollevò. Nel 1379 Biella
scelse la protezione di Amedeo VI di Savoia (1559) e nel 1622 Carlo Emanuele I
la elevò a città capoluogo di provincia. Devastata dagli Spagnoli nel 1647,
nel 1704 fu occupata dai Francesi. Dal 1798 al 1814 subì, come tutto il
Piemonte, la dominazione napoleonica.
DA
VEDERE
La città è formata da due nuclei distinti: la città bassa (o Biella-Piano),
tra il fiume a est
e le colline a ovest, e la città alta (o Biella-Piazzo), sulla dorsale della
collina, a ovest. Mentre la città alta è di fondazione più recente (1160),
l'insediamento in pianura è già menzionato nell'826. Vi si conserva un
interessante battistero (foto in alto a destra) preromanico (fine sec. X)
a pianta centrale, con quattro absidi separate da contrafforti angolari e
tiburio quadrato i cui lati rigonfi simulano un ottagono. Sia le absidi sia il
tiburio sono decorati con profonde nicchie sottolineate da lesene ed archetti di
tipo lombardo. Nei pressi sorge una torre campanaria (foto a
sinistra) a otto ordini (sec. XIII) appartenente alla vecchia chiesa di S.
Stefano, demolita nel 1872. Il duomo (S. Stefano Nuovo), iniziato nel 1402,
conserva parti originarie e strutture gotiche sotto i rimaneggiamenti eseguiti
tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Nella chiesa di S.
Sebastiano, rinascimentale (iniziata nel 1504), si trovano dipinti di Gaudenzio
Ferrari, G. Giovenone e B. Lanino. Interessante la facciata della chiesa
della Trinità (nella foto a destra). Mentre la città bassa è stata
trasformata dalla moderna espansione edilizia, collegata alle nuove funzioni
industriali, la città alta conserva ancora il suo aspetto di insediamento
signorile quattro-cinquecentesco, con bei palazzi rinascimentali ai lati
dell'asse costituito dal corso di Piazzo e da via Avogadro, che segue la dorsale
della collina.
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