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CASALE MONFERRATO IN PILLOLE

DATI   Comune di 86,32 km2 con 40.131 abitanti, a 116 metri sul livello del mare dista 30 km da Alessandria.

E' il capoluogo dell'omonimo circondario, istituito nel luglio 1973, comprendente 45 comuni della provincia di Alessandria. E' un centro attivo nei settori agricolo-commerciale (tra cui si distinguono i vini del Basso Monferrato, i cereali, e gli ortaggi) e industriale, con varie industrie che operano in prevalenza nei settori metalmeccanico (macchine grafiche, frigoriferi, ecc.), della costruzione di manufatti in cemento, dell'abbigliamento, chimico, cartario, alimentare, dell'editoria, del legno e del mobilio.

STORIA   Abitata in età romana, come attestano alcuni rinvenimenti archeologici, nel Medioevo fu feudo dei vescovi di Vercelli, che la rasero al suolo (nel 1215) per punirla della ribellione del 1196. Risorta a opera di Federico II, passò poi ai marchesi del Monferrato (1319), che ne fecero la loro roccaforte, salvo la parentesi del dominio visconteo dal 1369 al 1404. Con la Pace di Cateau-Cambrésis, Carlo V, che l'aveva occupata nel 1533, la concesse ai Gonzaga (1559), per cui, alla morte senza eredi di Vincenzo II, fu teatro delle contese tra Francia e Spagna e subì duri assedi da parte degli Spagnoli (1628-30 e 1640) e altri dovette subirne dalle milizie di Vittorio Amedeo II di Savoia. All'estinzione della dinastia dei Gonzaga la città passò con il Monferrato ai Savoia. Nel marzo 1849 la popolazione si difese strenuamente contro le truppe del maresciallo austriaco Wimpffen.


ARTE
  Il Palazzo dei Paleocapi (nella foto a sinistra). Il duomo di S. Evasio (sec. XI-XII), pesantemente restaurato, appartiene al gruppo gotico-lombardo. La chiesa di S. Domenico (fondata nel 1469) ha una facciata gotico-lombarda a cui nel 1503 venne aggiunto un grande portale scolpito di gusto amadeiano. Begli edifici settecenteschi, oltre a quelli prospicenti la via Mameli (nella foto a destra), sono il palazzo Treville (1730), il Municipio (1778), l'ospedale della Carità di B. Vittone (1740) e la chiesa di Santa Caterina. Le chiese della città conservano numerosi dipinti di scuola piemontese dei sec. XVI, XVII e XVIII (Gaudenzio Ferrari, Moncalvo, Francesco del Cairo, Guala).