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Campobasso e dintorni
Isernia e dintorni


IL MOLISE IN PILLOLE

Per conoscere tutto di una zona del Molise, scegline una dall'elenco di sinistra.

DATI   Estensione: 4.438 km2; abitanti: 320.916; province: Campobasso, Isernia; capoluogo: Campobasso.

STORIA   Anticamente abitato dai Sanniti dai quali derivò il nome di Sannio, il territorio del Molise, dopo le devastazioni dei Goti (535-553), nel 570 fu annesso al ducato longobardo di Benevento (847). Sorsero così le contee di Venafro (964), di Larino (975), di Trivento (992) e agli inizi del sec. XI di Bojano, Isernia, Campomarino, sulle quali, con l'aiuto dei Normanni, prevalse più tardi (1053 circa) quella di Bojano. Primo signore fu Rodolfo; tra i suoi successori, Ugo II (1128-68) nel 1144 assunse il titolo di conte, ma, venuto a contesa con Ruggero di Sicilia, dovette cedergli alcuni feudi. In seguito ad una serie di matrimoni tra le due case, l'integrità del Molise fu però conservata fino al sec. XIII, quando la contea passò a Tommaso di Segni, conte di Celano. Costui la cedette a sua volta a Federico II: dal 1221 al 1538 fu quindi sede con la Terra di Lavoro di un giustiziariato e intorno al 1531 fu aggregato alla Capitanata. Eretto in provincia autonoma nel 1806, fu aggregato a Larino nel 1811 da Gioachino Murat. Durante la II guerra mondiale fu scelto dagli Alleati per lo sbarco sulle coste italiane che avvenne a Termoli. Dal 1963 il Molise è regione autonoma.

ARTE   Oltre a numerosi resti preistorici, attestanti che la regione fu abitata già nel periodo paleolitico, il Molise conserva notevoli reperti italici, relativi ai Sanniti, Pentri e Frentani, e di età romana. Tra i più importanti valgono una visita il maestoso santuario italico di Pietrabbondante, l'anfiteatro e i mosaici di Larino, i resti di un tempio e di mausolei a Isernia, quelli di mura e dell'anfiteatro a Venafro, e soprattutto la città romana di Saepinum, in corso di scavo ad Altilia. I periodi che maggiormente hanno lasciato traccia nei vari centri della regione sono il romanico e il gotico, espressi soprattutto nell'architettura religiosa (chiese e abbazie) e della scultura a questa connessa. Le varie distruzioni che si sono successe nel corso dei secoli hanno però sensibilmente diminuito o alterato la consistenza di questo patrimonio artistico. Centro di testimonianze artistiche della regione molisana è la città di Campobasso, dove l'arte romanica e gotica sono rappresentate in alcuni elementi architettonici conservatisi nelle chiese di S. Bartolomeo e di S. Giorgio (in stile romanico), nella chiesa di S. Leonardo e nella porta di S. Cristina (detta anche Mancina). Del sec. XV, dopo la ricostruzione di Campobasso (distrutta da un terremoto), rimangono il castello Monforte e resti delle mura di cinta. In forme tardo-barocche si sviluppò la città bassa, caratterizzata anche da alcuni edifici neoclassici come la cattedrale, opera di B. Musenga, del 1829. (nella foto, Campobasso, panorama)

DA VEDERE   Tra tutte le feste segnaliamo quella del Corpus Domini di Campobasso in cui Misteri o Miracoli sono rappresentati ormai da due secoli con uguale passione. Famoso, tra tutti i Misteri, quello di Sant'Antonio abate. Si tratta di una specie di quadro vivente con personaggi sacri portati a spalla su grandi barelle da sei uomini che di tanto in tanto si danno il cambio. Tra le feste più sentite ci sono naturalmente il Natale (celebre la fiaccolata di Agnone) e di Pasqua. La Domenica delle Palme è stata scelta per lo scambio dei regali tra i fidanzati. Celebratissime la festa profana del Calendimaggio e la festa di San Giovanni. Le feste agricole e profane (ad esempio il carnevale di Scapoli) sono celebrate anche nella poesia popolare e vivificate da racconti leggendari. Sempre di gran pregio l'artigianato (l'acciaio traforato di Campobasso, il pizzo al tombolo, stoffe tessute a mano, ceramica, terrecotte, ecc.) i cui prodotti sono generalmente venduti nelle varie fiere dei santi patroni.

GASTRONOMIA   Le usanze gastronomiche del Molise, separato dall'Abruzzo da una demarcazione puramente formale, sono affini a quelle abruzzesi esistendo strette analogie in fatto di colture agrarie, allevamento di bestiame, preparazione di latticini, lavorazione di carne suina. Tra le carni predominano quelle di agnello e capretto preparato allo spiedo o alla cacciatora con copioso peperoncino rosso; abbondanti i legumi e le verdure consumati crudi o cotti (sedani, finocchi, broccoli neri, peperoni), ed esclusiva della cucina molisana la zuppa di ortiche. Tra i dolci si distinguono i caragnoli e i picellati, aromatizzati con cannella, chiodi di garofani, scorza d'arancia. In tutta la regione sono prodotti vini bianchi e rossi che stanno raggiungendo vette qualitative paragonabili ad altre zone tradizionalmente più vocate alla vitivinicoltura.