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ASCOLI PICENO IN PILLOLE DATI
Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 158,09 km2 con
52.900 abitanti, a 154 metri sul livello del mare. L'abitato sorge su un terrazzo alluvionale della media valle del fiume Tronto, alla confluenza del fiume Castellano, circondata su tre lati dal loro corso incassato. STORIA Antico capoluogo dei Piceni, conquistato dai romani con tutta la regione nel 286 a.C., fu nel 91 a.C. tra le città promotrici della guerra sociale contro Roma. Pompeo Strabone, incaricato della repressione, vinse (89 a.C.) la strenua difesa degli Ascolani scatenando poi il saccheggio. Risorta in epoca imperiale, divenne nel sec. IV la capitale del Piceno Suburbicario, secondo la divisione amministrativa operata da Massimiano. Conquistata dai Longobardi che la incorporarono nel Ducato di Spoleto (578), dichiarata contea nel 774 da Carlo Magno e sottoposta al dominio della Chiesa, si eresse a libero comune nel 1185 ampliando il proprio territorio. Devastata nel 1242 da Federico II, si assicurò statuti e privilegi. Nel 1349 cadde sotto Galeotto Malatesta. Al dominio dei signori di Rimini succedettero quelli dei Tibaldeschi, del re di Napoli, di Francesco Sforza e della Santa Sede cui appartenne sino al 1860, quando fu unita con plebiscito all'Italia e fu dichiarata capoluogo di una delle quattro province delle Marche. DA
VEDERE Il centro antico, che si sviluppò soprattutto nei
sec. XII-XIII e poi nel Rinascimento, ricalca la pianta a scacchiera
dell'abitato romano. Di questo |