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ANCONA IN PILLOLE

ARTE  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 123,71 km2 con 104.500 abitanti, a 16 metri sul livello del mare. Si affaccia al Mar Adriatico nel punto in cui la costa forma un gomito dovuto al promontorio del Monte Conero.

Il nucleo più antico della città sorge sulle pendici del colle Guasco, coronato dalla cattedrale di S. Ciriaco e dominante la vasta area del porto. Al sec. XIII risalgono l'espansione dell'abitato sulle pendici del colle dell'Astagno e l'occupazione della zona valliva tra i due rilievi, fino all'attuale piazza Roma. un più vasto sviluppo urbanistico si ebbe tuttavia soltanto dopo l'annessione al Regno d'Italia, quando la costruzione della ferrovia aprì una nuova fase di prosperità economica e la città si estese con nuovi quartieri soprattutto nelle vicinanze della stazione. Nel dicembre 1982 un'enorme frana distrusse alcuni quartieri periferici della città.

STORIA  Fondata da coloni siracusani tra il sec. V e IV a.C., al tempo della guerra illirica il porto fu utilizzato come base navale romana. Colonie romane (anche di veterani di Cesare) vi presero dimora e diedero ad Ancona un volto nuovo soprattutto al tempo di Traiano. Caduto l'Impero d'Occidente, Ancona sostenne l'attacco dei Goti e poi preferì (dopo aver sconfitto i Longobardi) sottomettersi spontaneamente alla Chiesa insieme alle altre città della Pentapoli. Cinta invano d'assedio da Federico Barbarossa (1167) e da Cristiano di Magonza (1174), in lotta con i Saraceni (che nel lontano 848 l'avevano distrutta), i Normanni e i Veneziani (con i quali sopportò un conflitto secolare), difese a lungo la propria autonomia finché nel 1532 fu costretta con la forza al diretto dominio pontificio che si rivelò odiosamente dispotico. Decaduta nel Seicento per il ristagno del commercio e per calamità naturali, fu occupata nel 1797 dai Francesi condotti personalmente da Napoleone. I gruppi giacobini istituirono un governo rivoluzionario e quindi una repubblica democratica. Dopo esser passata nelle mani dei Tedeschi (1799), dei Francesi (1801), della Chiesa (1815), fu annessa al Regno d'Italia nel 1860. Durante la II guerra mondiale Ancona fu colpita da più di 150 bombardamenti dagli Alleati che distrussero gran parte della città storica.

DA VEDERE  Il maggior monumento della città, che si sviluppa a pianta ortogonale, è il duomo di S. Ciriaco. Sotto la chiesa sono stati trovati resti del tempio di Venere Euplea, che secondo le fonti si trovava al sommo dell'acropoli della città greca. Il duomo venne eretto tra la fine del sec. XI e il XIII, su una basilica più antica; la decorazione esterna presenta forme romanico-gotiche lombarde (portale strombate con protiro e rosone nella facciata, archetti pensili) mentre la pianta, a croce greca con cupola poligonale su pennacchi e bracci absidati a tre navi, è di derivazione bizantina. I due bracci trasversali sono sopraelevati su due cripte. A una estremità del porto si innalza l'arco di Traiano (115  d.C.), che si è supposto opera di Apollodoro di Damasco. Della città romana, il cui foro era situato dov'è l'attuale piazza del Senato, rimangono resti di edifici pubblici (terme, magazzini portuali) e privati, con mosaici e pitture parietali. Ben conservato è l'anfiteatro di età augustea. Romanica è la semplice chiesa di S. Maria della Piazza, che ha una facciata con un portale gotico di gusto lombardo e una decorazione a loggette cieche di ricordo pisano (1210). Numerosi sono gli edifici tardo-gotici di stile veneziano (Loggia dei Mercanti, portali di S. Agostino e S. Francesco alla Scala, tutte opere di Giorgio da Sebenico). Sulla scenografica piazza del Plebiscito si affacciano il palazzo della Prefettura (sec. XV) di Francesco di Giorgio Martini e la settecentesca chiesa di S. Domenico, che conserva una Crocifissione di Tiziano. La Pinacoteca Civica raccoglie importanti dipinti di scuola veneziana, tra cui una Madonna e Santi di Tiziano e opere di Lorenzo Lotto e di C. Crivelli. Molto importante è il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, che conserva i reperti delle popolazioni preistoriche e italiche, oltre a opere di età greca e romana.