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LA LOMBARDIA IN
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DATI
Estensione: 23.857 km2; abitanti: 8.940.594; province: Bergamo,
Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio e Varese;
capoluogo: Milano.
STORIA
Scarsi i ritrovamenti risalenti alla preistoria indicanti la presenza
umana: solo a Monte Netto e a Monte Rotondo, entrambi vicino a Brescia, al Buco
del Piombo, vicino ad Erba e al Buco del Corno in Val Cavallina (Bergamo) sono
stati rinvenuti resti del Paleolitico. Più numerosi i resti risalenti al
Neo-Eneolitico e all'Età del Bronzo: la ceramica nero-lucida della Lagozza di
Besnate, le palafitte del Varesotto e del Comasco, i villaggi all'aperto del
Cremasco, i sepolcreti di Fontanella di Casalromano (Mantova) e di Remedello
Sotto (Brescia). Nell'Età del Bronzo (intorno al 2000 a.C.) continuò la vita
sulle palafitte: esempi a Peschiera del Garda) o in villaggi di capanne (come a
Monte Lonato, Brescia) e si sviluppo la cultura detta di Polada (da un centro
sul Lago di Garda) con una produzione di ceramica alquanto grezza e non
decorata. Di periodi più recenti sono i ritrovamenti di Bellanda, Mantova, e le
urne ornate dei primi sepolcreti a cremazione (Canegrate). All'Età del Ferro
risalgono invece le incisioni rupestri della Val Camonica, con figurazioni umane
e animali, in gran parte di carattere religioso.
In età storica, la Lombardia fu abitata da
diverse stirpi di origine celtica, tra le quali prevalsero gli Insubri. Costoro
tentarono un'incursione a sud degli Appennini (225 a.C.) in territorio etrusco,
ma furono sconfitti a Talamone da Attilio Regolo. La sconfitta determinò la
penetrazione romana nella regione e la definitiva vittoria di Attilio Regolo
sugli Insubri presso Milano, la loro capitale, nel 222 a.C. I romani fondarono
subito alcune colonie per dominare meglio i nuovi territori, tra cui Cremona nel
218 a.C. All'arrivo di Annibale dalle Alpi, le popolazioni locali vi si unirono
riuscendo a liberarsi dal giogo romano, ma già nel 191 a.C. la regione ritornò
sotto il dominio romano. Nonostante numerosi tentativi di invasione da parte di
popolazioni barbare (ad esempio quella dei Cimbri nel 101 a.C.), la Lombardia
visse alcuni secoli di relativa tranquillità, a cui contribuirono opere di
bonifica di terreni paludosi e la centuriazione del territorio che diedero
impulso alla agricoltura. Nei sec. III e IV d.C. Milano, per il suo valore
strategico nelle guerre
ARTE
Tracce di una precoce presenza etrusca sono state rinvenute nel Mantovano. La
penetrazione gallica in Lombardia nei sec. V e IV a.C. ha lasciato una
documentazione archeologica
diffusa: falere argentee di Manerbio al Museo di Brescia, necropoli del Canton
Ticino, di Somma Lombardo e di Arsago Serpio (Varese), di Carzaghetto presso
Canneto sull'Oglio e di Castiglion delle Stiviere. Pochi i monumenti di epoca
romana, anche se alcune città (Pavia, Como, Brescia) conservano ancora il
tipico reticolato antico. Cremona, benchè importante colonia romana, fondata
per prima in Lombardia già nel 218 a.C., conserva di quel periodo soltanto dei
reperti musivi. Milano, oltre alle Colonne di S. Lorenzo, del II sec., conserva
tratti delle mura massiminianee e resti di grandiosi edifici come il teatro,
l'anfiteatro, il circo, una lunga via porticata, edifici termali. A Brescia
troviamo il complesso del Capitolium, del teatro e degli altri edifici
del foro, che rappresenta una delle più importanti realizzazioni dell'arte
flavia, e a Sirmione restano le grotte di Catullo, la più grande villa romana
dell'Italia settentrionale. Inoltre, di età repubblicana, l'edificio sacro a più
celle sotto il Capitolium bresciano, adorno di pitture e mosaici e il
grandioso palazzo a mosaici del sec. IV di Desenzano sul Garda. La scultura del
periodo è ben rappresentata dalla Vittoria di Brescia, conservata al
locale Museo Archeologico. Milano, eretta a capitale dell'Impero Romano
d'Occidente (seconda metà del sec. IV), divenne uno dei massimi centri
dell'arte paleocristiana. Il vescovo Ambrogio promosse un'edilizia religiosa che
presenta caratteristiche particolari: S. Nazzaro, S. Simpliciano, S. Lorenzo.
Nei sec. VII e VIII, con la dominazione longobarda, sorsero palazzi e chiese a
Corteleona, Pavia, Monza, Brescia, che purtroppo sono andate quasi completamente
perdute. Sui laghi lombardi nacque una scuola di scalpellini, caratterizzata da
una scultura a rilievo in cui la tradizione paleocristiana è reintepretata con
una tensione più aderente ai tempi. Al periodo longobardo risale quasi
certamente anche lo stupendo ciclo di affreschi della chiesa di S.
Maria Foris Portam di Castelseprio, opera di un pittore bizantino.
Nell'architettura lombarda dei sec. X e XI si sviluppò la tipica decorazione ad
archetti pensili e lesene e, nelle cripte, il sistema di struttura a
pilastro-volta a crociera, che trova la sua più organica applicazione nella chiesa
di S. Ambrogio a Milano. La scuola lombarda fu la più importante
dell'architettura romanica in Italia. Oltre al prototipo milanese, merita una
visita il gruppo di chiese pavesi del sec. XII (S. Michele, S. Pietro in Ciel
d'Oro) e il gruppo comasco, che preferisce la copertura lignea (S. Abbondio, S.
Fedele). Tra la fine del sec. XII e gli inizi del XIII, con l'edificazione delle
chiese cistercensi (Chiaravalle, Cerreto Lodigiano, Morimondo) e dei broletti
comunali (Milano, Pavia, Como, Brescia) inizia in Lombardia il periodo dell'arte
gotica. Caratterizzata dal gusto della parete piana, dal moderato verticalismo,
dall'uso pittorico del cotto, dai sostegni sottili degli interni delle chiese:
le cattedrali di Crema, Lodi e Cremona del sec. XIII; S. Gottardo a Milano, il
duomo di Mortara, la chiesa del Carmine di Pavia del sec. XIV; la Certosa di
Pavia del XV. Storia a sé fa il Duomo di Milano, iniziato nel 1386 fu portato a
termine soltanto nel sec. XIX. Nella scultura dominarono i Maestri Campionesi,
mentre nella pittura fu fondamentale la presenza di Giotto a Milano, chiamato da
Azzone Visconti. Su questi esempi prese il via una scuola che infuenzò in
seguito il gotico internazionale.
L'architettura del Rinascimento in Lombardia si
diffuse ad ondate successive: in un primo tempo
(tra il 1450 e il 1470 circa) le novità importate da architetti toscani come
Filarete e Michelozzo, furono realizzate in modo approssimativo da maestranze
locali; nei decenni successivi un gruppo di architetti locali diede vita ad un Rinascimento
Lombardo, che introdusse temi classicheggianti su una struttura ancora
tardo-gotica, con un effetto di pittoresco decorativismo. Infine una generazione
di architetti formatisi alla scuola del Bramante del periodo lombardo (tra gli
altri Dolcebuono e Bramantino) diffuse in Lombardia una serie di edifici a
pianta centrale. Anche in scultura si fecero sentire ancora a lungo gli influssi
del gotico, mentre in pittura il bresciano Vincenzo Foppa, formatosi
nell'ambiente padovano di Donatello, non solo ruppe con il decorativismo
tardo-gotico, ma superò anche le premesse del razionalismo fiorentino per una
pittura atmosferica e illusionistica. La pittura atmosferica
influenzò lo stesso Leonardo da Vinci nel suo periodo milanese (1482-1499). Nel
sec. XVI accanto ai leonardeschi Cesare da Sesto e Marco d'Oggiono, operano il
Bramantino e Gaudenzio Ferrari che, anche per influsso dell'arte d'Oltralpe,
svilupparono un precoce manierismo. A Cremona si formò una scuola che subì l'infusso
della pittura emiliana, invece a Brescia e a Bergamo una scuola legata a quella
veneta (Palma il Vecchio, Savoldo, Romanino). L'età della Controriforma, di cui
Milano divenne uno dei maggiori centri in Italia grazie anche alla presenza dei
cardinali Carlo e Federico Borromeo, la ritroviamo nelle opere di Figino,
Tibaldi, Lomazzo, dello scultore Leone Leoni (seconda metà sec. XVI), di chiara
impronta manieristica, che nei primi decenni del secolo successivo si trasforma
in una scuola neo-manieristica espressa soprattutto nei Sacri Monti (Varese,
Varallo) in cui pittura, scultura e architettura si fondono in complessi di un
realismo popolare e di grande efficacia illusionistica. Dopo la peste del
1630 la pittura lombarda cessò di avere una reale importanza. Solo nel primo
Settecento essa recuperò l'antica vocazione al realismo, ma in una accezione
nuova, illuministica, grazie all'opera di personaggi quali il bergamasco Fra'
Galgario e il bresciano Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto. Una brillante
architettura rococò si sviluppò a Milano, Lodi, Crema, Pavia e nelle zone di
villeggiatura come la Brianza, i laghi e la campagna bresciana. Con la
dominazione austriaca, in seguito con Napoleone e quindi nuovamente come
capitale del Lombardo-Veneto, Milano non solo accentrò ogni attività artistica
della regione, ma si pose come centro culturale di importanza nazionale.
GASTRONOMIA
L'abbondanza di prodotti alimentari, caratteristica saliente della
Lombardia, ha originato una cucina ricca, robusta e gustosa in tutta la regione.
Ognuna delle undici province ha preparazioni proprie ben definite, alcune delle
quali sono considerate rappresentative della cucina italiana: l'ossobuco, la
costoletta, il risotto allo zafferano, la zuppa alla pavese, il risotto alla
certosina. Altre specialità più legate al territorio sono la busecca, la
cassoeula, la polenta taragna, i pizzoccheri, la luganega, ecc. La fiorente
industria lattiera e casearia produce oltre all'ottimo burro una quantità
impressionante di formaggi (p.es. il gorgonzola, il mascarpone, il lodigiano,
ecc.). Anche la salumeria produce specialità conosciute un po' ovunque: la
bresaola della Valtellina, le salamelle del Mantovano, il salame di Varzi, il
cotechino. Trai i dolci, oltre il panettone, anche gli amaretti di Saronno e il
torrone di Cremona hanno diffusione nazionale. Sondrio, Brescia, Pavia e Mantova
sono le province che danno la maggior produzione di vini, alcuni dei quali
veramente pregiati: il sassella, il franciacorta, l'inferno, il lugana, e tra
quelli dell'Oltrepo, la bonarda, il barbacarlo, il canneto, il frecciarossa,
ecc.
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