|
Home Su
| |
PAVIA IN
PILLOLE
DATI
Comune capoluogo dell'omonima provincia di 62,86 km2 con 81.800
abitanti, a 77 metri sul livello del mare.
Il nucleo urbano originario,
corrispondente alla romana Ticinum, è tutt'ora facilmente rilevabile per
la sua regolare struttura a scacchiera impostata sui due principali assi
stradali del decumanus maximus, il cui tracciato è ora seguito
dai corsi Cavour e Mazzini, e dal cardo maximus, l'attuale Strada
Nuova.
STORIA
Di origine ligure, fu chiamata Ticinum dai Romani che la conquistarono
con la Gallia Cisalpina nel sec. II a.C. Raggiunta nel sec. I a.C. dalla via Aemilia,
divenne importante municipio e fu ascritta alla tribù Papia. Devastata
da Attila (452) e da Odoacre (476), assurse con Teodorico a una delle sedi
principali del Regno con Ravenna e Verona. Intanto nella prima metà del sec. IV
vi si diffuse il cristianesimo e primo vescovo fu San Siro. Nel 572, dopo tre
anni di assedio, Pavia fu conquistata dai
Longobardi di Alboino: i successori di Alboino la scelsero a propria dimora,
tranne che per un breve periodo alla fine del sec. VI, quando la sede fu
trasportata a Milano e a Monza. Nel 643 Rotari emanò il celebre Editto. la città,
che intorno al sec. VIII cominciò a chiamarsi Papia, rimase la sede del
Regno Italico anche durante il dominio carolingio, dopo la vittoria di Carlo
Magno contro Desiderio (774), e vi furono incoronati vari re fra cui Berengario
ed Enrico II di Sassonia. Contro quest'ultimo nel 1004 la città si ribellò
violentemente e alla sua morte (1024) i Pavesi distrussero alle fondamenta il
palazzo regio. Costituitasi in libero comune, per l'eterna rivalità con Milano,
Pavia prese poi le parti di Federico Barbarossa, il quale le concesse ampi
privilegi, ingrandì il suo territorio fino a comprendere la Lomellina e l'Oltrepo
e nel duomo di San Michele si fece incoronare Re d'Italia (1155). Occupata nel
1289 da Guglielmo del Monferrato, nel sec. XIII fu a lungo contesa tra la
famiglia guelfa dei Langosco e quella ghibellina dei Beccaria e al governo della
città si succedettero Manfredi Beccaria (1282) e Filippone Langosco (1300).
Conquistata nel 1315 da Matteo Visconti, nel 1327 Pavia passò a Lodovico di
Baviera e nel 1331 a Giovanni di Lussemburgo. Contro i Visconti, che
rioccuparono la città nel 1333, i Pavesi, animati dalla predicazione di Fra'
Jacopo Bussolaro, chiesero l'aiuto del Marchese del Monferrato, ma il 13
novembre del 1359 i Visconti ripresero definitivamente la città. Nel 1396 Gian
Galeazzo Visconti fu nominato conte di Pavia. Passata nel 1447 a Francesco
Sforza e sempre ostile a Milano, nel 1525 fu assediata da Francesco I che il 24
febbraio fu fatto prigioniero nel corso della Battaglia di Pavia. Dopo il
saccheggio delle truppe francesi del Lautrec (1527), Pavia rimase per quasi due
secoli in mano agli Spagnoli. Nel 1617 vi si concluse la pace tra Ferdinando
Gonzaga di Mantova e Carlo Emanuele I di Savoia. Divenuta possesso dell'Austria
nel 1714, e occupata dai Francesi nel 1796, subì una dura repressione dalle
truppe del Bonaparte per essersi sollevata. La sua università diede un notevole
contributo di volontari ai moti risorgimentali.
DA
VEDERE Resti architettonici della città romana si trovano
nella sezione archeologica e preromana dei Musei Civici, che accoglie anche
altri importanti reperti della città e del suo territorio
(sculture, bronzi, vetri, terrecotte). Praticamente scomparse anche le tracce
della città longobarda, i massimi monumenti di Pavia appartengono al periodo
romanico. Il più importante di essi è la basilica di San Michele
(1117-55, nella foto a lato), prototipo, con quella milanese di Sant'Ambrogio,
dell'architettura romanico-lombarda. A tre navate con matronei, a presbiterio
sopraelevato, transetto con volte a botte, cupola poligonale; la facciata a
capanna, tripartita da lesene, presenta sculture e rilievi ornamentali disposte
a fasce orizzontali, finestre di varie forme (bifore, circolari, a croce) e tre
magnifici portali riccamente e fantasiosamente scolpiti. Romaniche sono anche le
chiese di San Pietro in Ciel d'Oro (consacrata nel 1132), che conserva
all'interno l'arca di
Sant'Agostino, splendido esempio di scultura gotica locale (1362), e le tombe di
Boezio e di re Liutprando; di San Teodoro (sec. XII); di San Lanfranco o del San
Sepolcro (arca di San Lanfranco scolpita dall'Amadeo nel 1498). Tra le
costruzioni civili appartengono al periodo romanico il Broletto (sec. XII, con
aggiunte nel secolo successivo e loggiato del 1563), il palazzo Belcredi e la
possente Torre Civica (foto a sinistra). Il castello visconteo
(foto in alto a sinistra), grandioso edificio quadrilatero eretto da Galeazzo II
Visconti tra il 1360 e il 1365 e completato e abbellito dal figlio Gian
Galeazzo, ospita i Musei Civici. Oltre alla sezione archeologica (come si
accennava sopra), sono particolarmente importanti la sezione delle stampe e la
Pinacoteca, che possiede fra l'altro opere del Foppa, del Bergognone, del
Boltraffio, del Morazzone, di Antonello da Messina e di C. Crivelli. Il duomo
(foto in alto a destra, una veduta panoramica) la cui costruzione, iniziata nel
1488 su progetto dell'Amadeo, si protrasse per secoli, è una delle più
importanti opere del Rinascimento lombardo, assieme alla Certosa di Pavia
(foto in basso a destra), alla cui fabbrica collaborarono anche Bramante,
Leonardo, Francesco di Giorgio Martini. Al secondo Cinquecento appartengono il
Palazzo Vescovile (1560); il collegio Borromeo (1564) di P. Tibaldi, con
affreschi di F. Zuccari e dipinti di G. C. Procaccini e del Morazzone; il
collegio
Ghislieri, iniziato nel 1571 da P. Tibaldi. Da ricordare infine il palazzo
dell'Università, edificio del sec. XV trasformato in forme neoclassiche dal
Piermarini e ampliato da M. Pollak.
ISTITUTI
CULTURALI L'origine
dell'Università di Pavia si riallaccia all'ordinamento scolastico di Lotario
(825) e alla scuola giuridica dei sec. X-XI, ma la sua fondazione come studium
generale risale al 1361 e a un diploma rilasciato dall'imperatore Carlo IV per
intercessione di Galeazzo II Visconti. Lo studio fu diviso nelle due università
dei medici e degli artisti e giuristi: nei sec. XV e XVI sia la scuola
giuridica, sia quella letteraria divennero famose, ma fu soprattutto nel periodo
di dominazione austriaca (con Maria Teresa e Giuseppe II) e francese che
l'Università visse il periodo più prestigioso e raggiunse fama mondiale specie
per la medicina, le scienze fisiche, matematiche e naturali. Vi insegnarono tra
gli altri Alessandro Volta e Ugo Foscolo. La biblioteca universitaria fondata da
Maria Teresa nel 1757 e aperta al pubblico nel 1772, fu originariamente
costituita con i duplicati della Biblioteca Nazionale di Vienna e della
Braidense e con gli Atti delle principali accademie d'Europa; possiede
attualmente circa 400.000 volumi, oltre 1.800 manoscritti, circa 670 incunaboli
e circa 740 periodici. Meno ricca la Biblioteca Civica costituita tra il 1833 e
il 1870 coi lasciti della marchesa Malaspina e di C. Bonetta.
|