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MANTOVA E
DINTORNI
DATI
La provincia di Mantova si estende su una superficie di 2.339 km2, è
suddivisa in 70 comuni per un totale di 371.500 abitanti.E' delimitata dalle
province di Brescia, Cremona, Verona, Rovigo, Parma, Reggio Emilia, Modena e
Ferrara.
I centri principali, oltre al
capoluogo, sono Castiglione delle Stiviere, Suzzara e Viadana.
STORIA
Abbattuta la signoria dei Bonacolsi (1328), Luigi Gonzaga fu nominato capitano
del popolo di Mantova con l'esplicito diritto di eleggere il successore e nel
1329 ottenne da Ludovico il Bavaro il vicariato imperiale della città a cui
poco dopo si aggiunse quello di Cremona, Reggiolo e Asola. Da quel momento ebbe
inizio il processo di formazione di un vero e proprio principato che culminò
nella costituzione del Marchesato di Mantova accompagnato dall'acquisto o dalla
presa di possesso di vari luoghi del territorio mantovano: Bozzolo, Viadana,
Ostiglia e Rivarolo. Stretto come era tra Venezia e il
Milanese, il nuovo Stato fu però obbligato per lungo tempo a una politica
difensiva per fronteggiare l'espansionismo di entrambi i vicini che lo
costrinsero a frequenti e pericolosi mutamenti di alleanze. Dopo il trattato
dell'8 giugno 1358, che sancì un appena mascherato predominio dei Visconti, la
lotta contro Milano spinse i signori di Mantova a una lunga e violenta guerra.
Poco dopo però Mantova si alleò agli antichi nemici per poter fronteggiare le
mira di conquista veneziane. Si corsero gravi pericoli e dalla Pace di Cremona
(1441) furono privati, a favore della Repubblica di Venezia, di Asola, Lonato e
Peschiera. All'interno dello Stato, tuttavia, si rafforzavano le strutture
civili e fiorivano le attività pubbliche e private. Superata la grave crisi con
l'accorta azione di Gian Francesco Gonzaga, la politica di Mantova si andò
sempre più accostando alla parte imperiale ottenendone in premio l'elevazione a
ducato nel 1530 e l'annessione del lontano Monferrato nel 1536. Furono questi,
gli anni di maggior splendore della corte gonzaghesca, rafforzata da opportune
alleanze matrimoniali e illustrata dalla presenza di artisti, letterati,
architetti e pittori tra i primi d'Italia. La politica di prodigalità e la
seconda guerra di successione del Monferrato (1627-31) tramutarono però
l'opulenza in rovina. Sconvolte le finanze, saccheggiata dai Lanzichenecchi la
capitale (1630) e funestato gravemente il territorio dalla guerra e dalla peste,
lo Stato decadde rovinosamente senza potersi più risollevare. Con la guerra di
successione spagnola, alla morte (1708) di Ferdinando Carlo, alleato dei
Francesi, il ducato passò alla casa d'Austria e nel 1745 fu unito allo Stato di
Milano. Nella foto, il Castello di San Giorgio a Mantova.
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