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MANTOVA IN
PILLOLE
DATI
Comune capoluogo dell'omonima provincia di 63,97 km2 con 54.700
abitanti, a 19 metri sul livello del mare.
Mantova (nella
foto a destra, panorama) sorge sulla sponda destra del Mincio nel punto
il cui il fiume si allarga formando un'ansa pronunciata, che recinge l'abitato
da tre lati dando luogo ai cosiddetti Lago Superiore, Lago di Mezzo e Lago
Inferiore, separati dai viadotti che portano a Verona e a Legnano. Questa
singolare posizione topografica, particolarmente favorevole alla difesa nei
secoli scorsi, fu acquistata in età medievale a seguito di una deviazione del
Mincio, che prima scorreva probabilmente a una certa distanza dall'abitato, e
della formazione di vasti stagni temporanei, che solo in età comunale furono
adeguatamente disciplinati e arginati. La città fu protetta dal lato di terra,
il più vulnerabile, da poderose fortificazioni che nel corso dei secoli furono
più volte migliorate e rinnovate, ma che costituirono anche un freno al suo
sviluppo edilizio a partire dal sec. XVIII, quando venne meno la loro funzione
difensiva.
STORIA
Probabilmente di origine etrusca e successivo possesso dei Galli Cenomani, venne
occupata dai Romani dopo la vittoria di Casteggio (222 a.C.) e nel 90 a.C.
ottenne la cittadinanza romana. Dopo la battaglia di Filippi (42 a.C.), il suo
territorio fu in parte confiscato per essere distribuito ai veterani di Augusto.
Al crollo dell'Impero, subì le invasioni barbariche: Visigoti, Bizantini,
Longobardi e Franchi si alternarono, portando lutti e rovina; città
apparentemente libera (fu governata verso l'anno Mille dalla famiglia dei
Canossa, si eresse poi a libero comune, prendendo parte alle due Leghe Lombarde
(sec. XII e XIII). Nel sec. XIII, dopo un periodo di convulse lotte intestine,
passò in potere di Pinamonte Bonacolsi che inaugurò un'era di pace. Nel 1328
venne riconosciuta a Guido Bonacolsi l'ereditarietà della signoria, ma il
malgoverno di Passerino, l'ultimo dei Bonacolsi, scatenò i mantovani; fu eletto
perciò, con il consenso del popolo, signore di Mantova, Luigi Gonzaga (1328),
la cui famiglia resse per quattrocento anni le sorti della città e del ducato
(nella foto a sinistra, piazza Castello). Occupata nel 1797 dai Francesi,
annessa al Regno lombardo-veneto nel 1815, divenne uno dei capisaldi del
Quadrilatero, ma anche uno dei centri più attivi della cospirazione e della
lotta per l'indipendenza e l'unità nazionale. Un esempio della dedizione alla
causa risorgimentale è l'episodio dei martiri di Belfiore, nel cui forte furono
giustiziati dagli Austriaci undici patrioti. Mantova fu liberata l'11 ottobre
1866, quando il presidio austriaco lasciò la città.
DA VEDERE
Le più importanti opere d'arte furono realizzate nel periodo di maggior
splendore della corte dei Gonzaga che si valse dell'opera dei principali
esponenti della cultura rinascimentale, come Leon Battista Alberti, Andrea
Mantegna, L. Fancelli, A. M. Viani, ecc.; nel Cinquecento fu attivo a Mantova
Giulio Romano, che vi profuse la sua opera di architetto e di pittore,
caratterizzando inoltre con le sue teorie l'aspetto urbanistico della città. I
maggiori monumenti risalenti al sec. XIII sono il Palazzo della Ragione, il
Broletto (vicino al quale è la più antica Rotonda di San Lorenzo, sec. XI), la
chiesa di San Francesco (con affreschi dei sec. XIII e XIV) e quella, più
importante, di Santa Maria di Gradara, il palazzo Bonacolsi, la Torre della
Gabbia (del rifatto palazzo Guerrini, sec. XVI). Il complesso più importante e
più noto è costituito dal Palazzo Ducale, che comprende una serie di
costruzioni di periodi e stili diversi, erette e
trasformate fra il 1290 e il 1707; il nucleo iniziale è costituito dai palazzi
dei Bonacolsi (sec. XIII e XIV), detti Palazzo del Capitano e Magna Domus,
a cui si aggiunse nel 1380 il Castello di San Giorgio (foto in alto a
destra), opera di Bartolino da Novara. Il palazzo Ducale conserva importanti
opere d'arte (celebri sono la Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna,
1474; lo Studiolo di Isabella Gonzaga; la Sala del Pisanello, con affreschi di
soggetto cavalleresco) ed è sede di una galleria e del Museo Archeologico,
comprendente qualche originale greco (testa di stile severo, rilievi votivi),
copie romane di statue greche, tra cui l'Apollo di Mantova, ritratti
greci e romani, sarcofagi con scene del mito greco e un fregio con scena di
combattimento tra Romani e Galli. Ai progetti dell'Alberti appartengono le
chiese di San Sebastiano (iniziata nel 1460) e di Sant'Andrea (foto a
sinistra, iniziata nel 1470), realizzate da L. Fancelli. Capolavoro di Giulio
Romano è il Palazzo del Tè (1525-35) con l'importante ciclo pittorico della
Sala di Psiche. Allo stesso artista appartengono la ricostruzione del duomo
(1545) con la Cappella dell'Incoronata dell'Alberti, la ricostruzione della
chiesa dell'antica abbazia di San Benedetto Po (1539-42). Importanti esempi di
architettura del sec. XV sono la Torre dell'Orologio, la casa del Mantegna, le
chiese di Santa Maria delle Grazie e di Santa Maria degli Angeli, il palazzo
Andreasi, l'Univesrità dei Mercanti (con testimonianza di affreschi del
Pordenone sulla facciata). Al Settecento appartengono le architetture
dell'Accademia Virgiliana (1773) e del sottostante Teatro Scientifico del
Bibiena (1769).
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