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LODI IN PILLOLE DATI
Comune capoluogo dell'omonima provincia, si estende su una superficie di La città dal 1975 al 1991, è stata capoluogo dell'omonimo circondario comprendente 66 comuni della provincia di Milano, nel 1992 è diventata capoluogo della nuova provincia. STORIA
Fondata dai Galli nel luogo dell'odierno Lodi Vecchio, divenne colonia romana
col nome di Laus Pompeia; assurse a grande potenza in età comunale e
dopo lunga lotta fu completamente distrutta dai Milanesi (1110). Ricostruita per
volere di Federico Barbarossa (1158) nel luogo attuale, partecipò poco dopo
alla Lega Lombarda. Fu quindi teatro di violente lotte tra guelfi e ghibellini,
ma per la prevalenza di questi ultimi, dopo la battaglia di Cortenuova (1237) fu
colpita da interdetto e DA VEDERE Sulla piazza Maggiore prospettano il duomo (sec. XII, nella foto a sinistra la facciata), ampiamente rimaneggiato, e il Broletto (sec. XIII). Lodi conserva un gruppo assai notevole di chiese gotiche in cotto di stile lombardo. La più importante è quella di San Francesco (fondata nel 1289), con pareti interamente coperte da importanti cicli di affreschi dei sec. XIV e XV (cappella Fissiraga). Il bellissimo Santuario dell'Incoronata, edificio ottagonale bramantesco di G. Battagio (1488-89) e G. Dolcebuono (1489-1503), conserva all'interno una ricca decorazione pittorica coeva di scuola lombarda (Bergognone) e in particolare lodigiana (Martino, Albertino e Callisto Piazza). Va pure segnalato un notevole gruppo di chiese e di palazzi rococò (palazzo del Vescovo, di G. A. Veneroni, circa 1730; chiesa e palazzo di San Filippo, di D. Sirtori). Lodi fu inoltre un importante centro ceramico; la prima manifattura di maioliche artistiche vi sorse nel 1641 per opera di G. Coppellotti e produsse fino al 1787 pregevoli pezzi a gran fuoco decorati con motivi in blu o delicatamente policromi ispirati al repertorio di Moustiers e di Rouen. Nella prima metà del sec. XVIII anche le fabbriche di G. Tavazzi, G. G. Rossetti e di S. Ferretti contribuirono con una produzione di qualità al vanto della ceramica lodigiana, a cui è comune la decorazione detta "a paesini" e quella di "natura morta" di frutta.
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