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CREMONA IN PILLOLE

DATI  Comune capoluogo dell'omonima provincia di 70,39 km2, con 75.550 abitanti, a 45 metri sul livello del mare.

In età romana repubblica fu una munita base militare per la conquista della Val Padana e rimase anche in epoca medioevale un importante centro fortificato, racchiuso entro il perimetro ovoidale delle opere difensive. Si sviluppò in seguito, sia in età comunale sia in quella moderna, per le sue attività commerciali e artigianali e, in epoca più recente, anche come sede di varie industrie.

STORIA  Conquistata nel 222 a.C. dalle truppe romane, dopo essere stata un importante centro dei Galli Cenomani, la città fu notevolmente favorita nel suo sviluppo dalla posizione geografica che ne fece già nell'antichità un rilevante nodo stradale e fluviale. Colonia di diritto latino dal 218 a.C. fu eretta a municipio e ottenne la cittadinanza romana per i suoi abitanti. Nel 69 d.C. sostenne le truppe di Vitellio venendo quello stesso anno punita con la distruzione da Vespasiano, che ne ordinò però in seguito la riedificazione. Fu oggetto dai primi anni del sec. V di invasioni barbariche, tra le quali quella dei Longobardi di Agilulfo che la distrussero parzialmente. Nominata vescovado, fu nel sec. IX centro culturale di grande fama e attraversò tra il 916 e il 1080 un periodo di più o meno intensi conflitti intestini fra vescovi e commercianti. Nel 1148 fu tenuto, sotto il papa Eugenio III, il Concilio di Cremona nel quale furono promulgati i decreti sulla riforma dei costumi del clero. Comune dal 1080, parteggiò per i ghibellini, combatté lungamente Milano e Crema sconfiggendole al fianco di Federico Barbarossa (contro il quale si rivoltò in seguito aderendo alla Lega Lombarda) e conobbe un periodo assai favorevole sotto il governo di Oberto Pallavicino (1249-66). Passata ai Cavalcabò dopo la battaglia di Benevento (1266), fu in seguito sottomessa a Enrico VII, ai Cavalcabò (1312), ai Visconti (1334), nuovamente ai Cavalcabò (1403), a Cabrino Fondulo (1406) e ancora ai Visconti, restando dominio del Ducato di Milano fino al 1499. Tenuta dai Veneziani fino al 1509, fu occupata da Carlo V (1525) restando sotto gli Spagnoli fino al 1702 e sotto gli Austriaci fino al 1859 con l'interruzione (1796-1814) dell'occupazione francese e quella assai più breve del marzo 1848 allorché i suoi abitanti riuscirono ad allontanare con una rivolta le truppe di Vienna.

DA VEDERE  I maggiori monumenti cittadini, d'epoca medioevale, sono raccolti intorno alla piazza del Comune. Il duomo conserva della ricostruzione romanica del sec. XII l'interno a tre navate coperte da volte. Alla fine del sec. XIII la chiesa venne ampliata e abbellita in forme gotiche lombarde. A questo periodo appartengono il transetto (1288-1342), con le due pittoresche testate meridionale e settentrionale in cotto; il protiro a due ordini e il rosone datato 1272 nella facciata occidentale; la torre campanaria (il cosiddetto Torrazzo, alto 112 metri) con il fusto in cotto del 1250 circa e una fiorita guglia marmorea del 1287-1300 circa. Alla fine del sec. XV la facciata venne sopraelevata e ulteriormente arricchita. L'interno conserva un cospicuo ciclo di affreschi con Storie della Vita di Cristo, cui lavorarono successivamente Boccaccio Boccaccino (1515-19), il Romanino (1519), il Pordenone (1520-32), A. e B. Campi. Altri edifici medioevali che si affacciano sulla piazza sono il battistero ottagonale (1167), il palazzo del Comune (1206-46) e la Loggia dei Militi (1292). Interessanti complessi rinascimentali sono le chiese di San Sigismondo (1463), dove sono raccolte numerose opere di pittori della scuola che fiorì a Cremona nel 1500 e che fuse i caratteri delle scuole lombarda, emiliana e veneta, di Santa Margherita, progettata e affrescata da Giulio Campi (1547), e di San Pietro al Po (1563). Nel campo dell'edilizia civile si ricordano i palazzi Fodri e Raimondi, della metà del sec. XV; i palazzi Affaitati e Vidoni del sec. XV; Stanga, Persichelli e Pallavicini, del sec. XVIII.

MUSEI  Il Museo Civico contiene una ricca raccolta di dipinti cremonesi del Cinquecento, terrecotte quattrocentesche delle manifatture cittadine, incisioni, medaglie, ecc. Tra gli istituti culturali di Cremona ha particolare importanza la Biblioteca Governativa e Civica, nata dalla fusione dei due istituti avvenuta nel 1885. E' stata tra le prime in Italia ad adottare nel 1952 il sistema provinciale di punti di prestito e centri di lettura, collegati con la biblioteca del capoluogo. Vanta un patrimonio librario di oltre 470.000 tra volumi e opuscoli e 2.340 manoscritti. Notevole è la sezione di musicologia e paleografia (500 dischi e 3.000 diapositive di testi musicali).