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BRESCIA IN
PILLOLE
DATI
Comune capoluogo della omonima provincia di 89,78 km2, con 197.700
abitanti, a 149 metri sul livello del mare.
STORIA
Città dei Liguri e poi dei Galli Cenomani, intorno al 220 a.C. passò ai
Romani con il nome di Brixia, divenendo città di diritto latino nell'89
a.C. e colonia civica con Augusto. Saccheggiata da Attila (452) e più tardi
sede di un ducato longobardo (sec. VI-VIII),
si eresse a libero comune tra il 1120 e il 1127. Combattè validamente contro
gli imperiali partecipando alle due Leghe Lombarde, ma successivamente fu
costretta a cedere alle signorie di Ezzelino da Romano (1258), di Oberto
Pelavicino (1259-65) e dei Torriani di Milano (1266-69). Entrata quindi
nell'orbita angioina (1269) e assediata da Enrico VII (1311) che avrebbe voluto
sottometterla ai suoi voleri, subì poi varie dominazioni signorili (Scaligeri,
Visconti, Pandolfo Malatesta) e infine si diede a Venezia (1428) che la conservò
fino al 1797. Staccatasi da Venezia e costituitasi in Repubblica indipendente
per pochi mesi (dal marzo al novembre 1797) fu poi incorporata nella Cisalpina
(1797) e nel Regno d'Italia napoleonico (1805), finché nel 1815 passò alle
dipendenze dell'Austria. Sotto di essa la città diede vita a una serie di
cospirazioni che culminarono nelle Dieci Giornate (23 marzo - 1° aprile) del
1849 in cui resistette al terribile assedio del generale Haynau. Occupata da
Garibaldi il 13 giugno 1859 a capo dei Cacciatori delle Alpi, entrò infine a
far parte del Regno di Sardegna. La sua storia si identifica quindi con quella
dell'Italia acquistando particolare importanza durante la seconda guerra
mondiale. In questi anni infatti, nonostante la provincia di Brescia sia stata
sede del governo della Repubblica Sociale, la città, in cui si era sviluppato
un forte movimento cattolico socialmente impegnato e in cui massiccia era la
presenza socialista, si oppose vivacemente al fascismo e diede un notevole
contributo alla lotta partigiana. Momenti di acuta tensione politica, legata al
sorgere di movimenti neofascisti e specchio di una tensione più generalmente
diffusa nel Paese, si sono poi verificati negli anni Settanta e sono culminati
il 28 maggio 1974 con la strage provocata da una bomba fatta scoppiare in piazza
della Loggia durante una manifestazione sindacale.
DA
VEDERE Del periodo in cui la città fu sede di un ducato
longobardo resta la chiesa basilicale di San Salvatore. Nel periodo comunale il
centro si spostò
verso ovest, nell'attuale piazza del duomo, dove sorsero San Pietro de Dom,
demolito nel sec. XVII, il duomo vecchio e il Broletto. Il duomo
vecchio (foto in alto a sinistra) o Rotonda, è un interessante edificio a
piante centrale della fine del sec. XI, in cui si mescolano influenze orientali
e ottoniane; il Broletto (foto a destra) venne iniziato nel 1223 sui
resti di un palazzo precedente, di cui rimane l'imponente Tor del Pegol (Torre
del Popolo). L'edificio religioso più importante del sec. XIII è la chiesa
di San Francesco (1254-65), con una facciata a capanna di tipo romanico-gotico
lombardo, tripartita da lesene, con rosone, occhi e grande portale. Il chiostro
(1393) ha colonnine di marmo rosso di Verona é opera del campionese Guglielmo
de Frissono. Al periodo comunale risale la struttura definitiva della città.
Nella seconda metà del sec. XII venne eretta una cinta muraria di cui resta la
Torre della Pallata, a bugnato e scarpata (sec. XIII). Fra il 1237 e il 1249
venne effettuato un ampliamento delle mura rimasto definitivo fino al sec. XIX,
secondo un piano regolatore lungimirante che prevedeva vie ortogonali larghe
quasi 9
metri, una cinta muraria rettangolare (rinnovata con bastioni nel sec. XVI) e
una circonvallazione interna larga 21 metri. Durante il periodo veneziano il
centro della città si sposto ulteriormente ad ovest, nell'attuale piazza della
Loggia, che ebbe un impianto regolare con tre lati circondati da splendidi
edifici rinascimentali. A sud si allineano il Monte Vecchio di Pietà, la Loggetta
(foto a sinistra) di tipo lombardo (1484-89) e il Monte Nuovo di P. M. Bagnadore
(1590); e a est si aprono i portici con la Torre dell'Orologio, pure di
Bagnadore; a ovest la piazza è chiusa dall'imponente edificio della Loggia.
Questa presenta un ordine inferiore aperto a pilastri e colonne addossate
(eseguito a partire dal 1492 su modello del 1489 di Tommaso Formenton da Padova)
che è opera tra le più avanzate dell'architettura italiana del periodo tra
Alberti e Bramante. Il piano superiore fu eseguito posteriormente (1554-74) su
disegno del Sansovino, modificato da Palladio. Più legata al decorativismo del
primo Rinascimento lombardo è la facciata della chiesa di Santa Maria dei
Miracoli (iniziata nel 1488). L'architettura cinquecentesca e poi secentesca è
strettamente legata al manierismo veneto e a Palladio. Alla fine del sec. XVI
emerse la figura di L. Beretta, autore di notevoli
palazzi e di interessanti sistemazioni urbanistiche (piazza delle Erbe, il
cannocchiale prospettico di via Beccaria). Per quel che riguarda la pittura dei
sec. XV e XVI, nelle chiese della città si trovano numerosi dipinti dei
bresciani Romanino e Moretto e di scuola veneta; tra questi ultimi, il polittico
di Tiziano con la Resurrezione, l'Annunciazione e Santi
(1522) in San Nazzaro. Nel sec. XVII l'impresa architettonica più importante è
la costruzione del duomo nuovo (sul luogo della basilica romanica di San Pietro
de Dom), iniziato nel 1604 da G. B. Lantana. L'interno è a croce greca; la
facciata venne compiuta nel Settecento e la cupola fu aggiunta da L. Cagnola nel
1825. Assai più vivace fu l'attività architettonica nel Settecento. Vennero
costruiti numerosi palazzi signorili che, insieme a quelli rinascimentali,
conferiscono alla città il suo aspetto severo ed elegante, legato all'uso del
marmo bianco (il botticino) sulle ampie superfici murarie intonacate. La prima
metà dell'Ottocento è dominata dall'attività di R. Vantini, autore del
cimitero monumentale (1815), il più antico e unitario complesso neoclassico di
questo tipo in Italia.
MUSEI
Nella città hanno sede alcuni importanti musei civici. Nel Museo Archeologico,
sistemato nel Tempio Capitolino, si trova la celebre Vittoria di Brescia,
statua bronzea del sec. I d. C. il Museo dell'Età Cristiana conserva sculture,
gioielli, avori, monete, vetri e ceramiche dall'epoca paleo-cristiana al
Rinascimento. La Pinacoteca Tosio Martinengo possiede opere fondamentali della
scuola bresciana di pittura dei sec. XV e XVI e dipinti famosi come il Cristo
benedicente di Raffaello, l'Adorazione di L.Lotto.
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