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BERGAMO IN PILLOLE

DATI  Comune della Lombardia, capoluogo della provincia omonima di 38,76 km2; 118.660 abitanti; 249 m sul livello del mare.

L'abitato si compone di due parti distinti: il nucleo più antico, sorto in alto, su un colle facilmente difendibile, e la città bassa, ampiamente distesa alle falde del colle stesso. Nella città bassa, congiunta alle sue estremità orientale e meridionale alla città alta dalle due antiche contrade di Sant'Alessandro e di Pignolo, si accentra oggi quel fervore di attività che per secoli aveva caratterizzato la città alta, in conseguenza del rivolgimento urbanistico determinato dallo sviluppo delle comunicazioni e dell'industria.

STORIA  Presumibilmente fondata dai Galli Cenomani, il nome deriverebbe dalle voci Berg (monte) e Heim (casa). Le prime notizie si hanno all'epoca della dominazione romana (ca. 200 a. C.). Sappiamo che per volere di Giulio Cesare divenne nel 49 a: C. municipio romano ascritto alla tribù Voltinia. Nel periodo delle invasioni barbariche fu sconvolta e devastata da Alarico (408) e da Attila (452), poi divenne sede di ducato longobardo (575) e di contea franca (sec. VIII-IX). La rinascita di Bergamo si delineò con difficoltà a causa delle devastazioni cui dovette sottostare (Arnolfo di Germania 894, Ungheri 900, Rodolfo di Borgogna 922, ancora Ungheri 924); tuttavia una volta affrancatasi dal dominio dei vescovi, subentrati al potere comitale e confermati dagli imperatori di Sassonia e di Franconia (sec. X-XI), si costituì comune (nel 1112/3) con consoli cittadini. Nemica del Barbarossa, partecipò attivamente alla I Lega Lombarda che vinse a Legnano nel 1176. Dopo di allora le lotte tra aristocratici al potere e classi popolari agevolarono l'ingerenza negli affari di Bergamo dei Visconti che nel 1296, con Matteo, se ne impadronirono. Il governo visconteo da Barnabò a Giovanni, interrotto da un breve periodo (1408-19) in  cui Bergamo fu guidata dalla saggezza da Pandolfo Malatesta, si rivelò sommamente negativo. Nel 1427 Bergamo fu conquistata dal Carmagnola per conto della Repubblica di Venezia che vi lasciò le leggi già in vigore, accordò privilegi e immunità limitandosi a controllare la situazione con un solo magistrato. Fedele alla nuova gestione,  Bergamo si riprese e grazie all'autonomia amministrativa confermata dalle disposizioni del 1561 e 1591 poté incrementare industrie e commerci. Con l'arrivo dei Francesi (1796) Bergamo fece parte della Repubblica Cisalpina e caduta quest'ultima venne occupata dagli Austro-Russi. Dopo Marengo tornò alla Cisalpina (1802) e poi al Regno Italico (1805). Nel 1814 tornò sotto il dominio Austriaco; Garibaldi la liberò nel 1859 e l'anno successivo Bergamo diede il maggior contributo alla spedizione garibaldina guadagnandosi l'appellativo di Città dei Mille.

DA VEDERE  La città comprende due nuclei distinti: la città alta (foto in alto a destra), situata su un colle proteso verso la pianura allo sbocco delle valli Brembana e Seriana; e la città bassa (foto a sinistra), che si estende nella pianura circostante. L'abitato romano corrispondeva alla parte più interna della città alta. Nel sec. XIII una nuova cinta muraria venne costruita lungo il perimetro di quella romana. In questo periodo erano già sorti i primi borghi dell'insediamento inferiore. La lunga dipendenza politica da Venezia, durata quasi quattro secoli, legò profondamente la città alla cultura veneta. Tra il 1430 e il 1450 venne realizzata una seconda cinta di mura (le Muraine), che staccandosi dalle mura medioevali scendeva in pianura a racchiudere i borghi. A loro volta le mura medioevali della città alta vennero sostituite, tra il 1561 e il 1588, dagli attuali, poderosi bastioni, costruiti su una linea leggermente più avanzata. Durante il periodo austriaco (1814-59) vennero aperte le strade principali dalla città bassa verso la città alta. Nel 1900 vennero demolite le Muraine e iniziò la sistemazione urbanistica della città bassa, culminata sotto il fascismo con la costruzione (su progetto di Piacentini) di un centro economico-amministrativo sul luogo dell'antica Fiera di Sant'Alessandro, creata tra il 1732 e il 1738, presso la strada Ferdinandea. Contemporaneamente si attuava il risanamento della città alta, dove è conservato un ambiente antico eccezionalmente integro e suggestivo, in cui domina la sobria architettura civile del Cinquecento. L'antico centro politico e religioso corrisponde alle due piazze contigue, quella del Duomo e quella Vecchia, intercomunicanti attraverso le arcate aperte del Palazzo della Ragione (fine del sec. XII). Sulla piazza del Duomo (foto a sinistra in basso) sorgono il Duomo, la chiesa di Santa Maria Maggiore (foto a destra), la cappella Colleoni e il Battistero. Il duomo, ha una facciata moderna e un interno del Seicento. La chiesa di Santa Maria Maggiore, la cui struttura romanica del sec. XII è ben visibile nell'abside a loggette e archetti, è caratterizzata esternamente da uno splendido protiro firmato da Giovanni da  Campione (1351), che è autore anche della statua equestre di Sant'Alessandro (1353). Il protiro orna la testata del  transetto sinistro, mentre manca una vera facciata. L'interno, rimaneggiato, conserva importanti opere d'arte: il sepolcro del cardinale Guglielmo Longhi, di maestro campionese degli inizi del Trecento; i banchi del presbiterio e del coro con tarsie, da disegni di Lorenzo Lotto; arazzi fiorentini e fiamminghi del sec. XVI. All'interno si trovava in origine anche il battistero ottagonale (1340) di Giovanni da Campione, che alla fine dell'Ottocento venne fantasiosamente ricostruito all'esterno. La cappella Colleoni, eretta nel 1470-75 da G. A. Amadeo per Bartolomeo Colleoni, è celebrata come capolavoro del primo Rinascimento lombardo. All'interno la tomba del Colleoni e quella della figlia Medea sono dello stesso Amadeo; le lunette sotto la cupola e il sacello sono affrescate con Storie del Battista (1733), di Giambattista Tiepolo. Le chiese di Bergamo sono ricche di quadri di scuola veneta e lombarda del Quattrocento, bergamasca e bresciana del Cinquecento, veneta del Cinque-Sei e Settecento. Ma soprattutto importante è il complesso delle opere di Lorenzo Lotto, che soggiornò quasi ininterrottamente a Bergamo tra il 1513 e il 1526 (pala dell'altare maggiore di San Bartolomeo, 1516; Madonna e Santi in San Bernardino in Pignolo, 1521; Madonna col Bambino e quattro Santi in Santo Spirito, 1521; tarsie del duomo, 1522-25; affreschi in San Michele in Bianco; affreschi della cappella Suardi di Trescore). (nella foto a destra, la fontana settecentesca)

BIBLIOTECHE  La Biblioteca Civica Angelo Mai è tra le più notevoli biblioteche comunali italiane, sorta nel 1760 con la donazione al comune della collezione del cardinale Giuseppe Furietti. La biblioteca raccoglie 480.000 volumi, 2.000 incunaboli e 8.000 manoscritti. Di particolare importanza la raccolta Tassiana.