|
Home Genova e dintorni Imperia e dintorni La Spezia e dintorni Savona e dintorni
| |
LA LIGURIA IN
PILLOLE
Per
conoscere tutto di una zona della Liguria, scegline una dall'elenco di sinistra.
DATI
Estensione: 5.416 km2; abitanti: 1.701.788; province:
Genova, Imperia, La Spezia, Savona; capoluogo: Genova.
STORIA
Il nome Liguria, di origine antichissima, deriva dai Liguri, che furono i
primi abitanti non solo della regione attuale, ma anche di un vasto territorio
che si estendeva dal Rodano (Francia) all'Arno. Nella divisione dell'Italia
effettuata in età a ugustea,
la Regione IX Liguria comprendeva anche il versante settentrionale
dell'Appennino fino al Po. Anche in seguito il nome fu impiegato in una area più
vasta dell'attuale, come è attestato dal toponimo ligure anche al di
fuori degli odierni confini regionali.
Le più antiche testimonianze della
presenza umana in Liguria sono state ritrovate nella grotta del Principe
ai Balzi Rossi, vicino a Ventimiglia, che risalgono addirittura ad un periodo
compreso tra 240.000 e 280.000 anni fa. Altre scoperte sono state fatte presso
la grotta della Madonna ad Arma di Taggia, nella grotta delle Fate
(Savona) e nella grotta di Santa Maria a Toirano. Una sepoltura con eccezionale
corredo, cosiddetta del Principe, è stata rinvenuta alle Arene Candide nei
pressi di Savona, mentre circa 15 statuette femminili scolpite in steatite e
rinvenute alla Barma Grande sono a tutt'oggi un mistero per gli
archeologi. All'Età del Ferro appartengono i resti dell'importante necropoli di
Chiavari. Nel sec. III a.C. gli antichi Liguri (Ligyes o Ligures),
venuti in contatto con Etruschi, Fenici e Greci, si divisero in due blocchi: i
Genuates che si allearono con Roma, mentre le popolazioni della Riviera di
Ponente si schierarono con
Cartagine. L'occupazione militare di villaggi (Clastidium, oggi Casteggio,
vicino a Voghera, nel 197 a.C.), la costruzione di strade consolari (Postumia,
Aemilia Scauri, Iulia Augusta) e la progressiva sottomissione
delle varie tribù, consentirono e Roma di dominare su tutta la regione. Centri
importanti divennero Genova, Vado, Portofino, Sestri Levante, Ventimiglia,
Albenga e Luni. Dopo la caduta dell'Impero Romano, la Liguria divenne (538
d.C.) provincia bizantina, poi subì le invasioni dei Goti e degli Eruli. Nel
634 fu sottomessa ai Longobardi di Rotari e nei secoli seguenti furono frequenti
le incursioni e le scorrerie di Saraceni e Normanni. Verso la metà del sec. X
Berengario II divise la Liguria
nelle Tre Marche dell'Obertenga a est, dell'Aleramica al centro e dell'Arduinica
ad ovest, che nei due Portovenere (1113), a Ventimiglia (1140), a Porto Maurizio
(1184), a Diano (1195). Con la sottomissione di Lerici e Trebbiano (1256), di
Oneglia (1279) e più tardi anche di Sarzana e Pietrasanta, Genova la superba
riunì tutto il territorio regionale sotto di sé. Con la battaglia della
Meloria (1284) conquistò anche il dominio sul Mediterraneo occidentale
battendo la concorrenza di Pisa. La lotta per la supremazia non fu però facile:
i centri della Riviera di Ponente si allearono infatti contro Genova prima con
Federico II di Svevia e poi con Carlo d'Angiò. Nel 1313 le rivalità tra
ARTE
La necropoli ligure del 700 a.C. rinvenuta a Chiavari e il sepolcreto di Genova
(la prima con interessanti tombe a cassetta circondate da muri in pietra, il
secondo con vasi decorati importati dalla Grecia) smentiscono l'arretratezza dei
Liguri come vorrebbero gli autori antichi. In età romana, la Liguria,
attraversata dalla via Aemilia Scauri (l'attuale s.s. Aurelia) fino a
Savona, che proseguiva con la via Iulia Augusta, era un importante via di
comunicazione tra Roma e le province della Gallia e quelle iberiche. Tant'è
vero che a La Turbie (in territorio francese, ma a pochi chilometri da
Ventimiglia) si trova il grandioso monumento fatto erigere da Augusto nel 6 a.C.
per ricordare la sottomissione di 45 popoli dall'Adriatico al Tirreno. I centri
maggiori di quest'epoca sono Albium Intemelium (Ventimiglia) e Luni
(vicino ad Ortonovo), la più antica colonia romana in Liguria, fondata nel 177
a.C. Al sec. V risale il più importante edificio paleocristiano della regione:
il battistero di Albenga, che conserva all'interno uno splendido mosaico del
medesimo periodo. In epoca romanica la Liguria non espresse una scuola autonoma,
ma subì l'influsso delle regioni vicine: dalla Lombardia (S. Paragorio di
Noli), dalla Provenza (S. Donato di Genova con la sua caratteristica volta a
botte), borgognona (le torri nolari di S. Donato a Genova e S. Fruttuoso a
Portofino) e soprattutto da Pisa e Lucca a cui si deve il diffondersi
della decorazione muraria a fasce bicolori e il prevalere della struttura
basilicale (S. Maria di Castello e l'originario duomo di S. Lorenzo a Genova).
Il nuovo stile gotico non soppiantò del tutto il Genova, S. Salvatore dei
Fieschi presso Lavagna, SS. Giacomo e Filippo di Andora (tutte del sec. XIII).
Della fine del sec. XIII è invece la facciata del duomo di Genova, a due torri,
tre portali, atrio e loggia interna, elementi tipici del gotico francese. Ricca
l'architettura civile del periodo compreso tra il Duecento e il Quattrocento.
Caratterizzata da edifici a paramento bicromo e logge aperte al pianterreno
(come a Genova, Taggia, Chiavari) o da torri (come a Noli, Albenga, Savona),
spesso coronate da più ordini di archetti. La storia della scultura gotica in
Liguria è fatta prevalentemente di apporti esterni, francesi (portali del duomo
di Genova, sec. XIII), pisani (tomba di Margherita di Bramante, di Giovanni
Pisano, 1314, di cui si conservano parti nella Galleria di palazzo Bianco a
Genova; tomba di Guarnerio degli Antelminelli, figlio di Castruccio Castracani,
in S. Francesco a Sarzana, di Giovanni di Balduccio) e lombardi (i maestri
Antelami). Lo stesso si può dire della pittura.
GASTRONOMIA
Il panorama gastronomico della Liguria rispecchia fedelmente quello di
Genova, salvo le varianti e le specialità tipiche delle due Riviere. Il
carattere dominante di questa cucina è dato dall'olio di oliva. Tipico è anche
l'impiego di una vasta gamma di erbe aromatiche, di funghi, pinoli, tartufi, che
danno sapore e profumi caratteristici: ci basti pensare al pesto, all'agliata,
al preboggion. Intingoli che servono a condire le trenette o riempire i pansoti
e i ravioli. In tutta la Liguria si fa un abbondante uso di pesce e crostacei,
sia in frittura, sia in zuppe saporite: tra le più giustamente celebri
ricordiamo la bouillabaisse di Ventimiglia, Bordighera e Sanremo, il ciuppin
di Savona, la zuppa di datteri di La Spezia e Portovenere. Le verdure sono
presenti nel cappone magro, e nelle torte salate: la tradizionale torta
pasqualina e le varie focacce. Poco diffusa la carne in genere, rappresentata
quasi esclusivamente dalla Cima alla Genovese, e addirittura quasi assenti sono
le specialità suine. Tra i dolci più diffusi ci sono i ravioli dolci, il pan
dolce, i biscotti all'anice, il marzapane e i canditi. La viticoltura e la
produzione di vini tipici sono limitate: la Val Polcevera produce il coronato,
le Cinque Terre lo sciacchetrà, la Riviera di Ponente il pigato d'Albenga, il
vermentino e il rossese di Dolceacqua.
|