|
|
|
|
RIETI IN
PILLOLE DATI Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 206,52 km2 con 44.400 abitanti, a 405 metri sul livello del mare, ai margini di una vasta conca appenninica che un tempo fu un bacino lacustre intermontano. Il nucleo originario sorgeva alla destra del Velino, un po' discosto dal fiume, che fu raggiunto dall'espansione edilizia medievale; nel sec. XIII la città fu racchiusa entro una lunga cinta muraria, che ne contenne l'abitato per vari secoli. La decisione di elevare Rieti a capoluogo di provincia, nel 1927, spinse a uno sviluppo demografico ed urbanistico di notevoli dimensioni. STORIA
Antica Reate, capitale dei Sabini, fu nel 290 a.C. unita all'agro romano
da Mario Curio Dentato. Prefettura fino al tempo di Augusto e poi importante
municipio, nel Medioevo fu unita al Ducato di Spoleto, divenendo sede di una
gastaldia con i Longobardi e di una contea al tempo dei Franchi, finché alla
fine del sec. XII si trasformò in fiorente comune di parte guelfa. Già
distrutta dai Saraceni nel sec. IX, fu di nuovo gravemente danneggiata dalle
truppe di Ruggero II di Sicilia (1149) e una terza volta da Federico II (1239).
Caduta DA VEDERE Oltre alle imponenti e ben conservate mura duecentesche, la città offre numerose testimonianze del periodo medievale. Il più antico monumento della città è la cattedrale, costruita nel sec. V e riedificata nel 1109, che costituisce oggi la cripta dell'odierna basilica; quest'ultima, consacrata nel 1225, è stata drasticamente trasformata in epoca barocca, soprattutto all'interno, articolato in profonde cappelle laterali (sec. XV-XVIII). Al sec. XIII risalgono il palazzo comunale e quello vescovile (1283), con loggia e arco del vescovo (1298), entrambi rimaneggiati nel Seicento; le chiese di S. Domenico (con affreschi tre-quattrocenteschi), di S. Agostino e di S. Francesco (1245). Tardo-rinascimentali sono invece l'oratorio di S. Bernardino, la chiesa di S. Antonio Abate (su progetto del Vignola) e vari palazzi nobiliari, tra cui palazzo Vecchiarelli, di C. Maderno. |