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GORIZIA IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 40,85 km2 con 39.000 abitanti, a 84 metri sul livello del mare.

E' situata allo sbocco del fiume Isonzo nella pianura friulana, sul confine con la Slovenia, in un'ampia conca delimitata da rilievi prealpini, che furono teatro di aspri combattimenti nella I guerra mondiale, quali il Calvario, il Sabotino, il Monte Santo e il San Gabriele. L'abitato si stende ai piedi di un isolato rilievo calcareo, coronato dal castello medievale. Al nucleo originario, raccolto ai piedi del colle, si affiancarono progressivamente in età tardo-medievale e moderna alcuni nuclei periferici, ma l'espansione fu piuttosto lenta: all'inizio del sec. XVIII la città contava appena 5.000 abitanti. Alla fine della II guerra mondiale la città venne divisa in due dal nuovo confine con la Iugoslavia che separò i quartieri nord-orientali diventati Nova Gorica (Nuova Gorizia). Il tracciato del confine è stato stabilito soltanto nel 1975 con il Trattato di Osimo e tale è rimasto anche dopo la dichiarazione d'indipendenza della Slovenia dalla Iugoslavia del 1991.

STORIA  ricordata per la prima volta in un diploma di Ottone III (1001), quando fu divisa tra il patriarcato di Aquileia e il duca del Friuli Guariento, si sviluppò soprattutto sotto i conti di Pusteria che ne tennero il dominio per quattro secoli sostenendo frequenti lotte con il patriarcato di Aquileia, i comuni limitrofi e Venezia. Estintasi la casata alla morte del conte Leonardo (1500), la città passò stabilmente in possesso degli Asburgo che dovettero però cederla per brevi periodi alle forze francesi nel 1797, nel 1805 e dal 1808 al 1813. Caduto Napoleone, ritornò agli Austriaci; nel corso della I guerra mondiale fu occupata dagli Italiani durante la VI battaglia dell'Isonzo (9 agosto 1916), perduta dopo Caporetto e quindi ripresa il 7 novembre 1918. Nel secondo conflitto mondiale fu presa dai Tedeschi (settembre 1943), ma si trasformò subito in un centro di resistenza partigiana. raggiunta dalle truppe del masciallo Tito nell'aprile del 1945 e passata poi sotto l'amministrazione alleata (giugno 1945), ritornò infine all'Italia nel settembre 1947, con l'esclusione dei quartieri nord-orientali.

DA VEDERE  Il duomo, eretto nel 1684 incorporando la chiesetta gotica di S. Anna, fu molto danneggiato durante la I guerra mondiale e ricostruito nel 1927; l'interno, fastosamente decorato con stucchi e dorature, conserva un'Annunciazione del Padovanino e un bel pulpito barocco. Barocca è anche la grandiosa chiesa di S. Ignazio (foto a destra), eretta dai gesuiti nel 1654-57, con ricca facciata fiancheggiata da due campanili. L'imponente castello, le cui parti più antiche risalgono all'epoca dei conti di Gorizia mentre la cinta muraria più esterna fu eretta dai Veneziani nel 1508, fu restaurato dopo la I guerra mondiale e conserva all'interno la Palazzina dei Conti, costruzione del sec. XII. Il Museo Storico raccoglie materiale archeologico, storico e folcloristico, mentre il Museo Provinciale della Redenzione conserva documenti e cimeli della I guerra mondiale.