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REGGIO EMILIA IN PILLLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 231,55 km2 con 133.700 abitanti, a 58 metri sul livello del mare.

Il nucleo urbano romano, il cui decumanus maximus era segnato dalla Via Emilia, costituisce tuttora il cuore della città, che si estese notevolmente durante il Medioevo e l'età moderna e fu racchiusa entro una prima cinta muraria nel sec. XIII e da un'altra più ampia nel sec. XVI, dal caratteristico perimetro esagonale. L'abbattimento di questa seconda cerchia di  mura nel sec. XIX, sostituita da ampi viali di circonvallazione, favorì l'ulteriore espansione dell'abitato in ogni direzione, specialmente lungo le maggiori vie di comunicazione.

STORIA  Alla periferia della città, a Montata, è stata rinvenuta una stazione preistorica in cui si trovano copiosi resti di un insediamento terramaricolo; l'aspetto più interessante è dato dalla scoperta di due necropoli a incinerazione sovrapposte.

Di sicuro l'antica Regium o Regium Lepidi fu fondata dal console M. Emilio Lepido nel sec. II a.C. quale stazione della via Emilia in una località già abitata dai Galli Boi nel sec. IV a.C. Reggio Emilia fu saccheggiata da Magno Massimo nel 283 d.C. e dai Goti (nel 409). Nel 584 divenne sede di un ducato longobardo e sotto i Carolingi capoluogo di contea. Nell'863 l'imperatore Ludovico II la cedette alla famiglia dei Supponidi di Lucca e Ottone I ai Canossa (961). Nel 1027 Corrado II vi rafforzò il potere dei vescovi dichiarandoli messi imperiali. Alleata di Gregorio VII e della contessa Matilde, agli inizi del sec. XII si trasformò in Comune; in un primo tempo favorevole a Federico Barbarossa, aderì in seguito alla Lega Lombarda e diede il proprio contributo alla battaglia di Legnano. In lotta con Parma, Modena, Cremona e Mantova, a spese delle quali nei primi decenni del sec. XIII ingrandì il proprio territorio, nel rinascimentale. Tranne che per il periodo in cui fu annessa allo Stato Pontificio (1512-23), che l'amministrò tramite Francesco Guicciardini, Reggio Emilia seguì le sorti del Ducato di Modena. Il 26 agosto 1796 i patrioti reggiani vi instaurarono una repubblica che a seguito del congresso entrò a far parte della Repubblica Cispadana (clicca qui per la storia del Congresso di Reggio Emilia). Dopo la Restaurazione, la popolazione di Reggio Emilia partecipò ai moti del 1821, del 1831 e del 1848 e il 21 maggio 1849 decretò l'annessione al Piemonte. Nel 1859 un'insurrezione popolare salutò la fuga dalla città di Francesco V e insidiò (13 giugno) un Comitato governativo; il 19 giugno la città passò sotto la giurisdizione di L. C. Farini, inviato dal governo piemontese. L'11 marzo 1860 fu annessa al Piemonte. Nel corso della campagna elettorale del 1924 (nel 1921 era stata incendiata la Camera del Lavoro) nella città i disordini furono aspri: i fascisti uccisero il candidato massimalista Antonio Piccinini.

DA VEDERE  La città conserva nella sua zona centrale la topografia medievale, sovrapposti alla regolare centuriatio romana. Centro cittadino è piazza Prampolini, (foto in alto a sinistra) dove sorgono il Palazzo Comunale (1414, rifatto nel sec. XVIII; all'interno sala del Tricolore foto in basso a destra) e il duomo (foto in basso a sinistra). Questo, fondato nel sec. IX e ricostruito nel sec. XIII, subì successive trasformazioni (rivestimento marmoreo della facciata, sec. XVI; rifacimento dell'interno, sec. XVII). Al Cinquecento risalgono la chiesa di S. Prospero (1514-27), quella di S. Giovanni Evangelista (al cui interno si trova un gruppo in terracotta di G. Mazzoni) e il santuario della Madonna della Ghiara, a croce greca, con interno affrescato e cupola del Pacchioni (1619). Oltre ad alcune case e palazzi sette-ottocenteschi (Teatro Municipale (foto in alto a destra), 1857), merita una visita nelle immediate vicinanze, il Mauriziano, una villa cinquecentesca dove visse Ludovico Ariosto. La Galleria Parmeggiani, già collezione privata, conserva numerose opere italiane e straniere e raccolte di arte minore.