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PIACENZA IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 118,46 km2 con 105.500 abitanti, a 61 metri sul livello del mare.

Il nucleo urbano più antico è ancora ben rilevabile nella struttura a scacchiera delle vie parallele ed ortogonali al corso del Po. In età medioevale si svilupparono ai margini del nucleo originario alcuni borghi, che furono successivamente incorporati nella cerchia delle mura, eretta nella prima metà dal Cinquecento, a pianta ellittica.

STORIA  Di origine preistorica, fu abitata dai Liguri, dagli Etruschi e dai Galli Boi. Nel 218 a.C. divenne colonia romana con il nome di Placentia e oppose fiera  resistenza ad Annibale nel corso della battaglia della Trebbia (218 a.C.) e ad Asdrubale (207 a.C.). Dai feroci saccheggi di Amilcare (200 a.C., circa) la città si risollevò quando fu unita a Rimini dalla Via Emilia (187 a.C.). Nel 90 a.C. ottenne la cittadinanza romana e Augusto la iscrisse all'VIII Regio. Teatro di discordie tra Cecina (che l'assediò nel 69 d.C.) e Otone, nel 271 gli Alemanni vi sconfissero Aureliano. Caduto l'impero romano, Piacenza fu occupata da Odoacre, dai Goti e quindi dai Longobardi che la eressero a capoluogo di ducato, poi capoluogo di comitato sotto i Franchi (774). Dopo il governo vescovile (997-1120), in età comunale partecipò come libero comune alla Lega Lombarda contro Federico Barbarossa, che nel 1161 le impose un podestà imperiale: fu nella cattedrale piacentina di S. Antonio che si firmarono i preliminari alla Pace di Costanza. Nel corso delle lotte con le vicine Parma, Cremona e Pavia, nel 1254 Piacenza fu occupata dal ghibellino Oberto Pallavicino che pretese il titolo di signore. Tra i secoli XIII e XIV la città fu successivamente occupata da Carlo d'Angiò (1271), Alberto I Scotti (1290), Matteo Visconti (1317), Galeazzo Visconti e Obizzo Landi (1322), che la cedette al legato pontificio Bertrando del Poggetto. Nel 1335 una rivolta cacciò i guelfi e l'anno dopo la città passò a Azzone Visconti. Ai brevi domini di Ottobono Terzi (1404-06) e di Facino Cane (1406-12), succedettero di nuovo  i Visconti e. dopo una parentesi repubblicana (1447), grazie anche all'appoggio di Venezia, gli Sforza. Luigi XII di francia governò sulla città dal 1499 al 1512; passato allo Stato Pontificio nel 1512-15, nel 1521 Piacenza divenne definitivamente possesso del Papato e nel 1545 Paolo III la diede, con Parma, al proprio figlio Pier Luigi Farnese, costituendo così il Ducato di Parma e Piacenza (clicca qui per conoscere la storia del Ducato). Durante la dominazione napoleonica Piacenza fu capoluogo del Dipartimento del Taro. Il 15 aprile 1860 fu unita al Regno d'Italia. Nel corso della II guerra mondiale subì pesanti bombardamenti.

DA VEDERE  I principali monumenti cittadini sono di epoca medievale. Notevole esempio di romanico-lombardo è il duomo (1122-1233) (foto a sinistra) dalla caratteristica facciata a capanna, spartita orizzontalmente da lesene e aperta inferiormente in tre portali ornati da pronao; l'interno, a tre navate, conserva affreschi dal sec. XIV al XVII e sculture. Il campanile risale al 1333. La chiesa di S. Antonino, antica cattedrale, fu fondata nel sec. IV ma ricostruita nel sec. XI e trasformata ulteriormente nel sec. XIII; nel 1350 fu aggiunto un atrio gotico, detto il Paradiso, di Pietro Vago. Meritano una visita le chiese di S. Savino, che conserva parti del sec. XII, e quella gotica di S. Francesco, iniziata nel 1278. Il Palazzo Gotico (in alto a destra) o comunale (1281), coronato da merli ghibellini e aperto nella parte inferiore in un portico a cinque archi acuti. Nel Cinquecento Piacenza conobbe un vivace risveglio artistico; la chiesa di S. Maria della Campagna (1522-28), in sobrie forme rinascimentali, fu affrescata nella cupola dal Pordenone e dal Soiaro; la chiesa di S. Sisto, fondata nell'874, ma rifatta nel sec. XVI (la Madonna di S. Sisto, dipinta da Raffaello per l'altare maggiore della chiesa, è oggi a Dresda).
Notevole edificio civile cinquecentesco è il palazzo Farnese (1558-93), eseguito forse su disegno di F. Paciotti; vi lavorò anche il Vignola. Centro cittadino, dove sorge anche il palazzo Gotico, è la piazza dei Cavalli, dove sorgono le due statue equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese, opera di F. Mochi (1620-25). Neoclassici sono il palazzo del Governatore (1781) e il Teatro Comunale (1804, foto a destra), entrambi del piacentino L. Tomba. Il Museo Civico di Piacenza, oltre a importanti dipinti (Botticelli, Pordenone, Ciampi) e arazzi, raccoglie resti archeologici. la Galleria Alberoni ospita opere di Antonello da Messina, Poussin, Reni, ecc. mentre la Galleria Ricci-Oddi si trovano dipinti italiani dell'Otto-Novecento.