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PARMA IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 260,77 km2 con 175.200 abitanti, a 57 metri sul livello del mare.

Il primitivo nucleo urbano sorse sulla riva destra dal Parma, come è ancora riscontrabile dalla struttura regolare a scacchiera. In età medievale la città estese anche sulla sponda opposta del torrente e nel 111 la cinta muraria cittadina inglobò per la prima volta il cosiddetto Oltretorrente. L'espansione edilizia successiva rese necessaria una nuova cerchia di mura (1364), abbattuta nell'Ottocento, il cui tracciato è percorso dagli odierni viali di circonvallazione. Dal sec. XVI al XVIII, per opera dei Farnese prima e dei Borboni poi, fu realizzato una vasta riorganizzazione urbanistica all'interno dei bastioni, tanto che paradossalmente si iniziò a denominare come Parma Vecchia i quartieri più recenti dell'Oltretorrente, per distinguerli dal nucleo storico profondamente rinnovato.

STORIA  Fondata dagli Etruschi e occupata in seguito dai Galli Boi, divenne colonia romana nel 184 a.C.; fu iscritta alla tribù Pollia ed ebbe probabilmente il titolo di Julia Augusta. Dopo le invasioni gotica ed unna, godette di un periodo di relativa tranquillità sotto Teodorico (489-526), ma fu di nuovo invasa da Totila e poi presa dai Bizantini (553-568) che la chiamarono Chrysopolis (la città dell'oro) a seguito della decisione di Narsete di insediarvi la sede dell'erario. Conquistata da Alboino (569), nel 579 fu eretta a ducato e sotto Carlo Magno divenne capoluogo di comitato. Nel sec. IX si succedettero al governo della città le famiglie dei Supponidi, dei Bernardingi e degli Arduinici: dopo le invasioni degli Ungheri (900) fu teatro delle rivalità tra Berengario e il vescovo Aicardo I che parteggiava per Rodolfo di Borgogna. Parma passò in seguito nelle mani di Rodolfo, di Ugo di Provenza, di Berengario marchese di Ivrea, degli Ottoni e infine di Enrico II (1002-1024). Dopo un breve governo comunale, nel 1029 si schierò con Corrado II che nel 1035 investi di pieni poteri il vescovo Ugo. Città ghibellina, seguì l'apostasia dei due antipapa Onorio II e Clemente III, ma alla morte di papa Gregorio VII (1085) e, dopo quindici anni, dello stesso antipapa Clemente III, Parma prese parte alla Crociata del 1101. Entrata in contesa con Fidenza, Piacenza, Cremona e Como e sconvolta dalle lotte civili, chiese aiuto a Federico II, ma i guelfi, capeggiati da Bernardo Rossi, riuscirono a rientrare in città e a sconfiggere l'imperatore (1248). Nel 1253, dopo la vittoria dei ghibellini cremonesi sui guelfi parmensi, Parma strinse con Cremona una pace che durò fino al 1303. Nella città si susseguirono allora le signorie di Ghilberto da Correggio (1303-16), Giovanni XXII (1322), Ludovico il Bavaro (1328), Giovanni di Boemia (1333), Alberto e Mastino della Scala e Azzo da Correggio (1341-44). Fu poi conquistata da Luchino Visconti, da Ottobono Terzi (1404-09), da Niccolò d'Este (1409-20), da Filippo Maria Visconti (1420-47) e infine, dopo un breve periodo di indipendenza, dagli Sforza (1449-1500). Occupata dai Francesi, dopo la battaglia di Ravenna (1512) passò a far parte dello Stato Pontificio, ma con l'Accordo di Viterbo nel 1515 ritornò alla Francia. Ripristinato il dominio pontificio nel 1521, nel 1545 Paolo III nominò il proprio figlio Pier Luigi Farnese duca di Parma e Piacenza e la città seguì le sorti del ducato fino al 1859. L'11 marzo 1860 un plebiscito decretò l'annessione di Parma al Regno d'Italia. Generosa fu infine la partecipazione della popolazione di Parma alla Resistenza al nazi-fascismo.

DA VEDERE  La grandezza della Parma comunale è testimoniata da due tra i maggiori edifici romanici d'Italia, il duomo e il battistero. Il duomo, iniziato nel 1046 e ricostruito in stile romanico-lombardo dopo il terremoto del 1117, ha un solenne interno a tre navate, affrescato in parte nei secoli successivi (da non perdere quelli attribuiti al Parmigianino). Nella cupole l'Assunzione della Vergine, una delle più grandi opere del Correggio (affrescata tra il 1526 e il 1530). Tra le altre opere conservate spicca la Deposizione di B. Antelami (1178). Il Battistero (1196-1307), ottogonale, decorato esternamente da rilievi e statue dell'Antelami, costituisce il massimo complesso di sculture romaniche italiane. All'interno ci sono altri rilievi dell'Antelami e affreschi di gusto bizantino. Al sec. XVI risalgono numerosi edifici di grande interesse. La chiesa di S. Giovanni Evangelista (1510) presenta nella cupola una serie di celebri affreschi del Correggio raffiguranti la Visione di S. Giovanni a Patmos (1520-21). Altri affreschi del Correggio (1519, circa) sono nella Camera di S. Paolo, già residenza della badessa dell'omonimo monastero. Del sec. XVI sono anche la chiesa della Madonna della Steccata, degli Zaccagni; il Palazzo Ducale, con il bel parco; l'Università, attribuita all'Alessi. Il palazzo della Pilotta, il gigantesco palazzo dei Farnese, iniziato nel 1583 e mai finito, è oggi sede del Museo di Antichità e dell'importante Galleria Nazionale che conserva opere di Beato Angelico, Cima da Conegliano, Leonardo da Vinci, Correggio, Parmigianino, Matteo Anselmi, Guercino, Lanfranco, El Greco, dei Carracci. Annesso al palazzo è il Teatro Farnese (1619, G. B. Aleotti), ricostruito dopo la II guerra mondiale. Il palazzo de Municipio (1673), il palazzo del Governatore (costruzione duecentesca con la facciata del 1760) e il Teatro Regio (1829), di impostazione neoclassica.