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Benevento


BENEVENTO E DINTORNI

DATI  La provincia di Benevento è suddivisa in 78 comuni con 300.000 abitanti distribuiti su un'area di 2.071 km2 che la rende la meno popolosa delle province campane. Confina con le province di Foggia, Campobasso, Caserta, Napoli e Avellino.

I centri principali, oltre il capoluogo, sono Montesarchio, Sant'Agata de' Goti, San Bartolomeo in Galdo e Morcone.

STORIA  Nel 275 a.C. i Romani al comando del console Manlio Curio Dentato vi sconfissero il re dell'Epiro, Pirro. Questi assalì i Romani con gli elefanti che provocarono dapprima uno sbandamento tra i legionari. Ma l'uso di frecce infuocate da parte dei Romani impaurì gli animali che volsero in fuga scompigliando le stesse file epiriote. Con un assalto deciso in quell'attimo di sbandamento i Romani sbaragliarono il nemico.

Il Ducato (poi principato) di Benevento venne fondato nel 570 dal capo longobardo Zottone che, dopo la conquista, ebbe il titolo di duca. Gli succedette il friulano Arechi (591-641, circa) che ampliò i confini del ducato assoggettando Salerno e gran parte dell'Italia meridionale (625). Seguì il breve regno di Aione, che cadde combattendo gli Slavi che minacciavano il ducato (642). Benevento toccò allora ai due figli adottivi di Arechi: Radoaldo (642-47) e Grimoaldo (647-62), che respinsero il nemico e fecero del ducato uno Stato di fatto indipendente dal potere regio. Salì poi al trono Grimoaldo, cui succedette il figlio Romoaldo che ampliò il ducato vincendo i Bizantini e annettendo Taranto e Brindisi. Dal 686 al 689 governò Grimoaldo II, cui seguì Gisulfo (del quale si conosce soltanto la data della morte: 706) che fece fortunate spedizioni nel Lazio e negli Abruzzi. Il suo successore, Romoaldo II (706-31), portò il ducato alla sua massima espansione, lo divise in 32 distretti affidati ai gastaldi, e appoggiò il pontefice contro lo stesso re Liutprando; ma ebbe la peggio. I Beneventani cercarono di darsi un duca nella persona di Andelais, ma Liutprando intervenne, imponendo sul trono il nipote Gregorio (732-39), cui succedette Godescalco, ben presto assassinato. Il ducato passò allora a Gisulfo II (742-52) che, essendo cresciuto a Pavia, fu molto legato alla politica regia. Suo figlio Liutprando (752-58) cercò invece di rendere indipendente il ducato ma, catturato da Desiderio, fu privato del potere e al suo posto venne eletto Arechi II. Conquistato il regno longobardo dai Franchi nel 774, Arechi II elevò a principato il ducato e pose la capitale a Salerno. Grimoaldo III (788-806), suo figlio e successore, difese il principato dalle mire dei Franchi. Seguì un periodo di torbidi, durante il quale ebbero il potere Grimoaldo IV (817), Sicone (817-32) e Sicardo (832-39), che si impadronì di Amalfi. Il principato fu poi sconvolto da lotte interne, che ebbero fine solo con la suddivisione del potere tra Siconolfo, residente a Salerno, e Radelchi (847-51), residente a Benevento. Il principato risultò così dimezzato e Salerno divenne indipendente. Adelchi, figlio e successore di Radelchi, si schierò contro l'imperatore Ludovico II, riuscendo a farlo prigioniero insieme alla moglie; ma fu sconfitto dai Bizantini e assassinato dai suoi. Ressero poi Benevento Galderi e Radelchi II, quindi Aione II (morto nell'890), che dovette riconoscersi vassallo di Bisanzio, avendo i Bizantini già occupato numerosi territori. Durante il principato di suo figlio Orso, essi passarono alla conquista di Benevento (890) ma Guido VI di Spoleto riuscì a riconquistarla. Gli succedette, tra contese e lotte, Atenolfo I di Capua (900-10), Landolfo I (910-43), Landolfo II e suo figlio Pandolfo I Testa di Ferro (morto nel 981), che riportò il principato al suo antico splendore, ottenendo dall'imperatore Ottone I le marche di Spoleto e di Salerno (978). A partire dal 981 si succedettero Landolfo IV, Pandolfo II, Landolfo V e Pandolfo III. Quest'ultimo dovette far atto di vassallaggio all'imperatore Corrado II (1038). Con l'aiuto del figlio Landolfo VI, riuscì a sconfiggere Enrico III e si volse a lottare contro la Chiesa. Scomunicati da Leone IX, furono cacciati dal popolo e riebbero il principato solo quando si misero sotto la protezione del pontefice designandolo come erede. Morto Landolfo VI (1077), il principato ebbe fine.

Durante le guerre tra Carlo d'Angiò e Manfredi, il 26 febbraio 1266 a Benevento si scontrarono gli eserciti opposti. Attaccarono per primi i fanti di Manfredi che respinsero la fanteria nemica. Entrarono allora in azione le opposte cavallerie che combatterono accanitamente, ma alla fine prevalse la cavalleria francese che travolse quella nemica. Lo stesso Manfredi trovò eroica morte nella battaglia. La vittoria di Benevento diede a Carlo d'Angiò la signoria del Regno di Napoli.