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AVELLINO IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 30,41 km2 con 56.150 abitanti, a 348 metri sul livello del mare nel cuore di un'ampia conca dell'Appennino Campano dominata dai massicci montuosi del Partenio e dei Picentini.

Il nucleo originario si formò in prossimità dell'odierna Atripalda; dopo la distruzione ad opera dei Longobardi, gli abitanti fondarono la nuova città di Avellino su uno sperone di roccia di tufo alla confluenza del Rio Cupo nel torente Rigatore. Lo sviluppo demografico ed urbanistico fu abbastanza lento a causa di alcuni rovinosi terremoti (in particolare quello del 1456) e delle devastazioni operate dai Normanni e dagli Aragonesi. La città subì nuovamente gravi danni il 23 novembre 1980 a causa del tremendo terremoto che devastò l'intera Irpinia.

STORIA  L'antica Abellinum, città irpina situata nei pressi di Atripalda, fu conquistata da Roma durante le guerre sannitiche (265 a.C.). Elevata nell'82 a.C. da Silla a capoluogo della colonia Livia, conquistò gradualmente autonomia nei confronti di Roma. In età medievale subì le invasioni e le devastazioni dei Goti e dei Longobardi. Capoluogo di gastaldato nel sec. IX, fu elevata a contea agli inizi del sec. X per opera di Adelferio. Passata temporaneamente ai Bizantini di Eugenio nel 969, fu poi occupata e distrutta da Ottone I. L'arrivo dei Normanni pose Avellino al centro di avvenimenti importanti: nel 1130 Ruggero II ricevette nel duomo l'investitura del Regno di Sicilia; nel 1137 Innocenzo II e Lotario investirono del Regno di Puglia Rainulfo d'Alife, conte di Avellino. La città passò successivamente al conte Riccardo dell'Aquila, ai Paris, ai Sanseverino, a Simone Montfort, ai Balzo, ai Filangieri; divenne infine feudo dei Caracciolo, che dal 1589 al 1844 ebbero il titolo di principi di Avellino. Capoluogo di provincia nel 1806, partecipò nel 1820 ai moti insurrezionali contro Ferdinando I di Borbone, che si propagarono poi nel resto dell'Italia meridionale.

DA VEDERE  L'antico centro medievale raccolto attorno al duomo (con la facciata rimaneggiata nei secoli successivi) conserva intatto il fascino dovuto alle strade strette e tortuose. Da non perdere la fontana di Costantinopoli, caratterizzata da forme classiche in marmo bianco e il neoclassico ex palazzo della Dogana.