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TERREMOTO IN ABRUZZO il 5 e 6 aprile 2009

Ore 3.32 della notte tra il 5 e il 6 aprile 2009: una scossa di terremoto scuote L'Aquila e i suoi immediati dintorni. Il sisma è del 5,8 grado della scala Richter e ha effetti devastanti. I testimoni raccontano di un movimento fortissimo e subito dopo una serie di boati. Uno dopo l'altro cadono interi palazzi. Non solo chiese ed edifici vecchi di centinaia di anni, ma anche il moderno ospedale da subito inagibile. I soccorsi sono rapidi e riescono a strappare alle macerie oltre 150 persone. Spariscono interi villaggi, il paesino di Onna diventa il simbolo della tragedia. Scoppiano inevitabili le polemiche: sia per la previsione non ascoltata di un geologo sia per la quantità di crolli che hanno riguardato palazzi moderni, eretti non secondo le regole della sicurezza ma secondo altre regole il cui prezzo è stato pagato da centinaia di persone che da quella maledetta notte non si sono più svegliate. Dopo il funerale di Stato la promessa di una ricostruzione rapida. Un dovere: la gente d'Abruzzo lo merita.
Il violento sisma ha fatto sgretolare chiese ed edifici dal valore artistico inestimabile. Ecco le immagini di un patrimonio perduto





Campanili di chiese venuti giù di colpo, edifici sventrati, palazzi pubblici danneggiati. Guido Bertolaso, capo della protezione civile ha definito il terremoto "la più grave sciagura del millennio". Ma l’Abruzzo è stato ferito anche nel suo patrimonio artistico e religioso: il 100% del patrimonio artistico e culturale dell'Aquila e della zona del cratere è lesionato o in gravi condizioni. Lo ha confermato l'architetto Augusto Ciciotti del Dipartimento dei Beni Culturali d'Abruzzo, che ha dichiarato: "Ora non possiamo fare nessun intervento. Ci vorranno mesi per fare un inventario, puntellare gli edifici, fare una lista dei danni, evacuare biblioteche, quadri, statue, cioé i beni mobili culturali e poi mettere in depositi, da individuare perché non sappiamo ancora dove metterli. Prima però va messo tutto in sicurezza per provare a salvare il salvabile". 

Edifici di valore artistico
Dalla Chiesa delle Anime Sante alla Basilica di San Bernardino, numerose sono le bellezze del patrimonio culturale gravemente danneggiate. La situazione è in continua evoluzione e per ora il violentissimo sisma ha causato il crollo di Porta Napoli, il cupolino della chiesa di Sant’Agostino e anche parte del transetto del Duomo. Franata parte dell'abside della basilica di Santa Maria di Collemaggio che risale al XIV secolo: fortunatamente si è salvata la facciata. Danni anche alla Fortezza Spagnola dove si trovano il Museo Nazionale e gli uffici delle due Soprintendenze. Secondo quanto riferisce Giuseppe Proietti, Segretario Generale del ministero per i Beni e le Attività Culturali, in contatto con i funzionari locali, i danni sono "molto ingenti". (Le foto)

I paesi colpiti
In tutto sono ventisei i paesi colpiti dal sisma. La situazione più drammatica è nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni come Onna, rasa quasi completamente al suolo, e Paganica, dove le persone rimaste sotto le macerie si contano a decine. Ma è il centro storico dell'Aquila ad aver subìto i danni di maggiore rilievo, con numerosi crolli, moltissimi edifici lesionati e alcuni palazzi crollati completamente. Crolli che hanno coinvolto anche la Casa dello Studente e alcuni edifici dell'università. Oltre al capoluogo, i paesi colpiti sono Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant'Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e i centri dell'Altopiano delle Rocche.