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TERAMO IN
PILLOLE DATI Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 152 km2 con 51.450 abitanti, a 435 metri sul livello del mare sulla penisola di confluenza dei corsi profondamente incassati del torrente Vezzola e del fiume Tordino. Il nucleo originario, sorto in età romana, corrisponde all'odierno settore orientale dell'abitato e si estendeva fino alle attuali vie Oberdan e Vittorio Veneto e piazza Martiri della Libertà. In età medievale e moderna non superò tale limite e fu solo verso la metà del sec. XIX che ebbe inizio una fase di espansione ancora in atto. STORIA
Di probabile origine greca o fenicia fu chiamata Interamnia dai Pretuzi e
poi Teramne. Conquistata dai Romani di M. Curio Dentato, divenne
municipio tra i più importanti della regione abruzzese anche per gli
eccellenti collegamenti stradali con Roma. All'epoca di Augusto entrò a far
parte della V Regio, il Picenum. Aggregata nel Medioevo al ducato
longobardo di Spoleto e passata quindi al regno italico all'epoca di Carlo
Magno, fu, al disgregarsi di questo, governata da conti e successivamente da
vescovi. Distrutta in gran parte nel 1156, fu riedificata dal vescovo Guido II.
Sotto gli Svevi la contea fu soppressa e la città aggregata al giustizierato
d'Abruzzo. travagliata per buona parte dei sec. XIV e XV da lotte tra le
famiglie Melatino, appoggiata dagli Acquaviva, e Della Valle, nelle quali DA VEDERE L'antico impianto, con due nuclei diversamente orientati, si ripete negli allineamenti stradali della città medievale e moderna. Vi sono resti di un teatro e dell'anfiteatro, oltre a ruderi di case con decorazioni a mosaico. Nella zona suburbana si sono rinvenuti sepolcreti e monumenti funerari. Avanzi della primitiva cattedrale (S. Maria Interamnensis) del sec. VI sono nella chiesetta romanica di S. Getulio (sec. XII). La cattedrale attuale è una costruzione romanico-gotica (iniziata nel 1158), nella cui facciata si apre un bellissimo portale di Diodato Romano (1332) con mosaici nell'archivolto; all'interno si trova il celebre paliotto argenteo di Nicola da Guardiagrele (1433-38). Numerosi edifici conservano parti di età medievale, come il municipio, l'arcivescovado e la chiesa di S. Francesco; quest'ultima fu però in gran parte rifatta nel Settecento in stile barocco, di cui è un notevole esempio anche l'elegante facciata della chiesa di Santo Spirito. |