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TERAMO IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'omonima provincia, comune di 152 km2 con 51.450 abitanti, a 435 metri sul livello del mare sulla penisola di confluenza dei corsi profondamente incassati del torrente Vezzola e del fiume Tordino.

Il nucleo originario, sorto in età romana, corrisponde all'odierno settore orientale dell'abitato e si estendeva fino alle attuali vie Oberdan e Vittorio Veneto e piazza Martiri della Libertà. In età medievale e moderna non superò tale limite e fu solo verso la metà del sec. XIX che ebbe inizio una fase di espansione ancora in atto.

STORIA  Di probabile origine greca o fenicia fu chiamata Interamnia dai Pretuzi e poi Teramne. Conquistata dai Romani di M. Curio Dentato, divenne municipio tra i più importanti della  regione abruzzese anche per gli eccellenti collegamenti stradali con Roma. All'epoca di Augusto entrò a far parte della V Regio, il Picenum. Aggregata nel Medioevo al ducato longobardo di Spoleto e passata quindi al regno italico all'epoca di Carlo Magno, fu, al disgregarsi di questo, governata da conti e successivamente da vescovi. Distrutta in gran parte nel 1156, fu riedificata dal vescovo Guido II. Sotto gli Svevi la contea fu soppressa e la città aggregata al giustizierato d'Abruzzo. travagliata per buona parte dei sec. XIV e XV da lotte tra le famiglie Melatino, appoggiata dagli Acquaviva, e Della Valle, nelle quali intervennero anche i sovrani di Napoli Ladislao e Giovanni II di Durazzo e Alfonso I d'Aragona), godette di una relativa tranquillità sotto il governo di Braccio da Montone (1421-24). Fu dal 1438 al 1443 possesso di Francesco Sforza durante la lotta per la successione al regno di Napoli tra Angioini ed Aragonesi. Fece poi parte del dominio regio sotto gli Aragonesi. Risentì delle conseguenze della Rivoluzione Francese: occupata dai Francesi (1798), ripresa dai Borboni poco dopo, nel 1806 seguì le vicende del regno di Giuseppe Bonaparte e Giocchino Murat. Ribellatasi a quest'ultimo (1814), nel 1815 rientrò definitivamente nel regno delle Due Sicilie di cui seguì le sorti. Nel 1943, al momento dell'Armistizio, rimase nelle mani della Repubblica sociale e venne liberata dagli Anglo-Americani nell'autunno del 1944.

DA VEDERE  L'antico impianto, con due nuclei diversamente orientati, si ripete negli allineamenti stradali della città medievale e moderna. Vi sono resti di un teatro e dell'anfiteatro, oltre a ruderi di case con decorazioni a mosaico. Nella zona suburbana si sono rinvenuti sepolcreti e monumenti funerari. Avanzi della primitiva cattedrale (S. Maria Interamnensis) del sec. VI sono nella chiesetta romanica di S. Getulio (sec. XII). La cattedrale attuale è una costruzione romanico-gotica (iniziata nel 1158), nella cui facciata si apre un bellissimo portale di Diodato Romano (1332) con mosaici nell'archivolto; all'interno si trova il celebre paliotto argenteo di Nicola da Guardiagrele (1433-38). Numerosi edifici conservano parti di età medievale, come il municipio, l'arcivescovado e la chiesa di S. Francesco; quest'ultima fu però in gran parte rifatta nel Settecento in stile barocco, di cui è un notevole esempio anche l'elegante facciata della chiesa di Santo Spirito.