Home ] Meteo ] Oroscopo ] In Giardino ] In Cucina ] In Viaggio ] Pubblicità ] 


 

Home
Su


L'AQUILA IN PILLOLE

DATI  Capoluogo dell'Abruzzo e dell'omonima provincia, comune di 466,96 km2 con 67.050 abitanti, a 714 metri sul livello del mare sulle estreme propaggini del colle Sant'Onofrio, nel cuore di un'ampia conca dell'Appennino Abruzzese.

L'abitato, sorto sulla riva sinistra del fiume Aterno, conserva una spiccata impronta medievale. Il nucleo originario si andò infatti formando a partire dalla seconda metà del sec. XIII a opera degli abitanti della conca aquilana allo scopo di sottrarsi alla servitù feudale. La cerchia di mura, costruita tra il 1272 e il 1316, racchiuse uno spazio molto vasto nel quale si organizzarono, in modo pressoché autonomo, le varie comunità; i singoli nuclei si ampliarono progressivamente e finirono con il saldarsi l'uno all'altro, dando alla città un'impronta unitaria, ma senza occupare interamente lo spazio racchiuso entro la primitiva cerchia muraria. Dopo il terremoto del 1703 che distrusse interi quartieri, la città fu ricostruita secondo il piano primitivo, ma più raccolta, evitando di riedificare alcune aree. Un notevole sviluppo si ebbe nel sec. XVIII e un'espansione ancora maggiore in seguito all'annessione al Regno d'Italia.

STORIA  La fondazione della città avvenne nel 1254 contro i feudatari imperiali con l'appoggio di Alessandro IV che la riconobbe comune in statu libertatis e vi trasferì (1257) la sede vescovile di Forcona, contribuendo a dare alla città un orientamento guelfo. Per questo Manfredi stabilì nel 1259 di farla distruggere. passati quasi sei anni, Carlo d'Angiò, chiamato in Italia da Urbano IV per contrastare Manfredi, ricostruì l'abitato cingendolo di mura. Nel 1294 la città, divenuta un fiorente centro, ospitò Carlo II d'Angiò in occasione della solenne incoronazione di Celestino V, avvenuta nella chiesa di S. Maria di Collemaggio. Dall'epoca della ricostruzione, dopo aver raggiunto un difficile equilibrio politico, la città rafforzò la propria autonomia. Nel sec. XIV era considerata dopo Napoli la più importante città del regno angioino, le industrie e i commerci erano adeguatamente sostenuti dalla ricca oligarchia artigiana e mercantile, la quale tuttavia dovette subire la ribellione del popolo capeggiata da Lalle Camponeschi. Le agitazioni di classe si intrecciarono con i dissidi della casa angioina e con la rivalità tra Angioini e Durazzeschi. Questi avvenimenti di natura politica, unitamente al terremoto del 1461 e alla peste del 1477, sfinirono la città che aprì le porte agli Aragonesi vincitori sugli Angioini, sostenuti dagli stessi Aquilani. Ribellatasi nuovamente durante la Congiura dei baroni (1485-86), si appoggiò al papato; ma dopo solo un anno Alfonso d'Aragona vi riaffermò il suo dominio. L'Aquila seguì le vicende del Regno di Napoli durante le lotte tra Francia e Spagna per il predominio in Italia. Un'altra sollevazione popolare veniva soffocata nel 1529 dal principe d'Orange e viceré di Napoli che saccheggiò la città, perseguì gli abitanti, impose forti tasse e si fece costruire il noto castello. Sconvolta dai terremoti del 1646 e del 1703, riedificata nel corso del sec. XVIII, ebbe un periodo di relativo benessere con i Borboni, insorse nel 1799 contro i Francesi ma ebbe la peggio e fu saccheggiata. Restaurato il governo borbonico, prese parte ai moti insurrezionali (1831, 1833, 1848) fino all'annessione al Regno d'Italia nel 1860.

DA VEDERE  La città, situata sul declivio della collina, ha conservato l'impianto urbanistico federiciano (1254) di ispirazione classica, a scacchiera ortogonale, con due vie principali e i quartieri rettangolari. Invece le mura, compiute nel 1316, si adattano al terreno e hanno perimetro irregolare. La città ebbe il suo maggiore sviluppo nella seconda metà del Duecento e nel Trecento. In questo periodo vennero costruite numerose chiese nel tipico stile tardo-romanico abruzzese, con facciata tripartita a coronamento orizzontale e decorazione muraria a scacchiera in bianco e rosa. Danneggiate dai terremoti e ricostruite, per lo più in forme barocche, esse conservano ancora parti originarie, come la facciata o i ricchi portali scolpiti (S. Maria di Paganica, S. Silvestro, S. Pietro di Sassa, S. Domenico, S. Maria di Roio, S. Marciano, S. Marco, ecc.). Fuori dalle mura si trova l'abbazia di Collemaggio, che ha una celebre facciata rettangolare del primo Trecento con tre portali, tre rosoni gotici, paramento di marmi bianchi e rosa. Nel Rinascimento vennero eretti soltanto pochi monumenti isolati, come la Fontana delle 99 Cannelle, della fine del Quattrocento, e la chiesa di S. Bernardino, con facciata di Cola dell'Amatrice (1525-40) in cui gli ordini bramanteschi sono applicati al tradizionale schema orizzontale abruzzese. Nella parte più alta della città si trova il castello spagnolo, a pianta quadrata con bastioni angolari (1530-32) che ospita il Museo Nazionale Abruzzese. Dopo il terremoto del 1703 iniziò un'intensa opera di ricostruzione nel gusto del contemporaneo barocco romano (chiese di S. Caterina e di S. Agostino, di F. Fuga; numerosi palazzi). sulla scenografica piazza del Duomo prospetta la facciata neoclassica del Duomo, il cui edificio è invece in stile barocco.